Incoronazione di Edoardo VII

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L'incoronazione di Edoardo VII e della regina Alessandra come re e regina consorte del Regno Unito e dell'Impero britannico ebbe luogo all'Abbazia di Westminster a Londra, il 9 agosto 1902. Originariamente, la cerimonia era stata fissata per il 26 giugno di quell'anno, ma era stata posticipata a causa dell'operazione cui si era dovuto urgentemente sottoporre il re, colpito da un ascesso addominale[1].

Preparativi[modifica | modifica sorgente]

La precedente incoronazione, quella della regina Vittoria nel 1838, era stato un evento improvvisato, senza troppe prove per la cerimonia celebrata a Westminster, anche se poi il corteo, che si era snodato per le vie di Londra e le celebrazioni avvenute nel regno avevano incontrato un grande successo popolare. Un successo che si era ripetuto anche per il Giubileo d'oro e per quello di Diamante. Così, l'incoronazione del nuovo re aveva creato l'aspettativa che la cerimonia sarebbe stata l'espressione dello status della nazione come potenza mondiale e del suo potere imperiale. Nel dicembre 1901, venne formato il Comitato Esecutivo dell'Incoronazione, il cui esponente di spicco fu il visconte di Esher, stretto collaboratore di Edoardo VII con il quale il visconte definì l'agenda dell'evento[2]. Esher era stato il responsabile dell'organizzazione del Giubileo di Diamante nel 1897 ed era stato una delle forze trainanti del rinnovato entusiasmo per le cerimonie regali.

Il re, che - dopo la sua ascesa al trono - aveva iniziato ad affrontare i suoi nuovi compiti, pare però che fosse tormentato da una serie di malattie e di infortuni, aggravati anche dal suo essere in sovrappeso, amante del cibo abbondante e dei sigari[3]. Il 23 giugno, tre giorni prima della data fissata per l'incoronazione, il re e la regina rientrarono dal castello di Windsor a Buckingham Palace. Alcuni giornalisti stranieri notarono che il re pareva "spossato e pallido" e si appoggiava pesantemente al suo bastone. Quella sera, i reali ospitarono a cena una settantina di ospiti inglesi e stranieri, tra i quali vi era anche la nipote, la zarina Alessandra[4].

Il giorno seguente, a mezzogiorno, un telegramma con il contrassegno "Ufficiale" venne spedito in tutto l'impero con la notizia che la cerimonia dell'incoronazione era stata spostata e che il re doveva subire un'operazione. Il team che aveva in cura il sovrano rilasciò il bollettino medico, firmato tra gli altri da Joseph Lister e da Frederick Treves, dove si diceva che il re soffriva di peritiflite. Le condizioni di sabato erano state considerate però così soddisfacenti che si era sperato che il sovrano - usando molta attenzione e riguardi - avrebbe potuto comunque partecipare alla cerimonia. Lunedì sera, però, si ebbe una recrudescenza del male. Tanto che si era deciso d'urgenza di sottoporre Edoardo all'operazione, all'epoca sperimentale, dell'asportazione dell'appendicite[5], operazione che venne eseguita direttamente a Buckingham Palace su un tavolo della Music Room e che salvò la vita al re.

Il 26 giugno venne celebrato un solenne servizio di ringraziamento nella Cattedrale di San Paolo cui parteciparono numerosi dignitari britannici e stranieri che erano a Londra per l'incoronazione[6].

Benché gli operai ricevessero immediate disposizioni per smantellare le strutture di legno che erano state erette lungo la strada che doveva attraversare il corteo, Edoardo insistette affinché si tenessero le celebrazioni regionali e il "pranzo dell'incoronazione per i poveri di Londra"[5]. Organizzato da Sir Thomas Lipton, furono serviti al pranzo del 5 luglio mezzo milione di pasti in ottocento luoghi intorno alla capitale[7]. Il re contribuì personalmente con trentamila sterline al costo del pranzo[8] coperto anche da donazioni di privati facoltosi e di compagnie commerciali. L'industria dolciaria Rowntree donò a ogni commensale un barattolo di cioccolato[9].

La cerimonia[modifica | modifica sorgente]

L'Unzione della regina Alessandra

Uno degli effetti indesiderati della cerimonia posticipata fu quello che molti degli invitati delle delegazioni straniere ripartirono per i loro paesi, lasciando come rappresentanti per il giorno dell'incoronazione i loro ambasciatori. Ciò rese la cerimonia molto più intima e molto più significativa come una consacrazione dell'unione delle diverse nazioni che formano il Regno Unito e quelle che fanno parte della zona di influenza della corona britannica, notò J E C Bodley, lo storico ufficiale dell'evento[10]. Tra gli ottomila ospiti nell'abbazia, vi era il primo ministro dei Dominion, trentun capi di governo indiani, il sultano di Perak e il litunga di Barotseland.


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Arnold Powell, A Touch of Chutzpah, AuthorHouse, 15 marzo 2010, p. 112. ISBN 978-1-4670-0587-6.
  2. ^ Cowgill, Rachel and Rushton, Julian (2006) Europe, Empire, and Spectacle in Nineteenth-century British Music, Ashgate Publishing Limited, ISBN 978-0-7546-5208-3 (pp. 115–116)
  3. ^ Ridley, Jane (2012) Bertie: A Life of Edward VII, Chatto & Windus, ISBN 978-0-7011-7614-3 (pp. 366-367)
  4. ^ King Returns to London (June 24, 1902), The Republic (Columbus, Indiana), chroniclingamerica.loc.gov, Access date: 21 dicembre 2013
  5. ^ a b The Postponed Coronation and Appendix Operation of King Edward VII – 24 June 1902 in blog.britishnewspaperarchive.co.uk, The British Newspaper Archive, 23 giugno 2013. URL consultato il 21 dicembre 2013.
  6. ^ Hopkins, J Castell (1910), The Life of King Edward VII: With a Sketch of the Career of King George V, Project Gutenberg (pp. 386-387)
  7. ^ Hopkins (p. 398)
  8. ^ Hopkins (p. 368)
  9. ^ Davenport-Hines, Peter (1986), Markets and Bagmen: Studies in the History of Marketing and British Industrial Performance, 1830–1939, Ashgate Publishing Limited, ISBN 978-0-566-05066-4 (p. 33)
  10. ^ Richards, Jeffrey (2001), Imperialism and Music: Britain, 1876-1953, Manchester University Press, ISBN 0-7190-6143-1 (p. 101)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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