Incidente del Tu-154 Siły Powietrzne del 2010

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Incidente del Tu-154 Siły Powietrzne del 2010
I resti del Tupolev dopo l'incidente
I resti del Tupolev dopo l'incidente
Tipo di evento Schianto al suolo
Data 10 aprile 2010
Tipo Errore del pilota
Luogo Smolensk, Russia
Stato Russia Russia
Coordinate 54°49′30″N 32°01′30″E / 54.825°N 32.025°E54.825; 32.025Coordinate: 54°49′30″N 32°01′30″E / 54.825°N 32.025°E54.825; 32.025
Tipo di aeromobile Tupolev Tu-154M
Operatore Ministero delle Difesa della Repubblica di Polonia
Numero di registrazione 101
Partenza Aeroporto di Varsavia-Okęcie
Destinazione Aeroporto militare di Smolensk-Siewiernyj, Russia
Passeggeri 89
Equipaggio 7
Vittime 96
Feriti nessuno
Sopravvissuti nessuno
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Federazione Russa

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Il Tupolev Tu-154 in decollo il 5 giugno del 2008

L'incidente del Tu-154 Siły Powietrzne del 2010, a cui i media hanno spesso fatto riferimento come l'incidente dell'aereo presidenziale polacco, occorse il 10 aprile 2010 a un Tupolev Tu-154M della Siły Powietrzne, l'aeronautica militare della Polonia, che precipitò in fase di atterraggio a circa 20 chilometri dalla città russa di Smolensk uccidendo gli 89 passeggeri e i 7 membri dell'equipaggio a bordo. Tra i passeggeri vi erano l'allora Presidente della Polonia Lech Kaczyński accompagnato dalla moglie Maria, l'ex-presidente Ryszard Kaczorowski, il capo delle forze armate polacche con alcuni alti ufficiali, il presidente della Banca Nazionale di Polonia, il vice-Ministro polacco degli esteri, funzionari del governo, diciotto membri del parlamento polacco, rappresentanti del clero e parenti delle vittime dell'eccidio di Katyn del 1940. L'aereo stava effettuando un volo di Stato da Varsavia alla Base aerea di Smolensk-Severnyj in Russia in occasione della cerimonia del 70º anniversario del massacro di Katyn.

I piloti tentarono di atterrare all'aeroporto di destinazione, una ex base militare russa con limitate strumentazioni per l'atterraggio in condizioni di scarsa visibilità, in una densa nebbia che riduceva la visibilità a circa 500 metri ma, volando troppo basso, urtò contro alcuni alberi durante la fase di discesa e, capovolgendosi in volo, precipitò al suolo distruggendosi e terminando la corsa in una zona boscosa a 200 metri dalla pista.

L'inchiesta polacca individuò gravi mancanze nell'addestramento e nella organizzazione del reparto dell'aviazione militare a cui erano affidati i voli dell'aereo presidenziale: in seguito all'inchiesta l'intero reggimento aereo venne soppresso e i velivoli ad esso in dotazione ritirati dal servizio. Alcuni alti ufficiali delle forze armate polacche furono costretti a dimettersi e da allora il compito di trasportare i membri del Governo polacco viene svolto da equipaggi e aeromobili presi a noleggio dalla compagnia aerea di bandiera LOT Polish Airlines.

Conseguenze politiche[modifica | modifica wikitesto]

Militari russi che riparano il sistema di illuminazione dopo la catastrofe
Varsavia, candele e fiori di fronte al palazzo presidenziale
Le bare delle vittime all'Aeroporto di Varsavia-Okęcie
Le bare delle vittime all'Aeroporto di Varsavia-Okęcie

Secondo la Costituzione polacca in caso di morte del Presidente i suoi compiti vengono assunti dal Maresciallo della Camera dei deputati della Polonia -Presidente della camera bassa del Parlamento- che viene quindi a ricoprire la carica di Presidente ad interim dello Stato e che entro due settimane dall'insediamento deve annunciare la data di nuove elezioni presidenziali che devono tenersi entro 60 giorni[1], cioè entro il 20 giugno. Lech Kaczyński era ufficialmente candidato alle elezioni prima della morte.[2]

Nonostante le morti del Presidente e di numerosi funzionari statali, l'incidente non rallentò le attività del governo, poiché nessun membro del governo si trovava a bordo dell'aereo. Le Forze Armate Polacche, invece, videro perire i propri vertici, in quanto tutti i capi di stato maggiore morirono; i loro compiti furono assunti automaticamente dai rispettivi vice comandanti.

La commemorazione del 70º anniversario del massacro di Katyń non sarebbe stata unitaria, dato il conflitto politico tra il governo liberale del Primo ministro Donald Tusk e il Presidente conservatore Kaczyński[3]. Il 7 aprile Tusk, insieme ad altri membri del governo e deputati del suo partito, Piattaforma Civica, si sarebbero dovuti recare a Katyń[4] su invito del Primo ministro russo Vladimir Putin[5]. Nello stesso tempo, la commemorazione ufficiale, organizzata dal Consiglio polacco per la Protezione dei Siti di Martirio era in programma alcuni giorni dopo, per il 10 aprile. Malgrado le due cerimonie distinte, erano a bordo dell'aereo sia membri della coalizione di governo che di quella di opposizione, con 6 e 8 membri del Sejm e 1 e 2 membri del Senato rispettivamente, molti dei quali erano personalità molto popolari. Molti dei passeggeri erano aperti oppositori delle politiche di Tusk, tra cui:

Il Maresciallo della Camera dei deputati della Polonia Bronisław Komorowski era già stato annunciato come candidato di Piattaforma Civica alle elezioni presidenziali[13].

Personalità vittime del disastro di Smolensk[modifica | modifica wikitesto]

  1. Lech Kaczyński, presidente della Repubblica di Polonia
  2. Maria Kaczyńska, moglie del presidente
  3. Ryszard Kaczorowski, ultimo presidente della Polonia in esilio
  4. Krystyna Bochenek, vicemaresciallo del Senato
  5. Maciej Płażyński, ex maresciallo della Camera dei deputati
  6. Tomasz Merta, sottosegretario di Stato aggiunto presso il Ministero della Cultura e del patrimonio nazionale della Polonia
  7. Janina Fetlińska, senatrice del partito Diritto e Giustizia
  8. Stanisław Zając, senatore
  9. Anna Walentynowicz, sindacalista

Lutto ed esequie[modifica | modifica wikitesto]

Lech Kaczyński con sua moglie Maria

La Polonia ha proclamato una settimana di lutto nazionale.[14] Nel pomeriggio del 10 aprile, il nunzio apostolico della Santa Sede in Polonia, Jozef Kowalczyk, ha officiato una messa in suffragio delle vittime dell'incidente nella cattedrale militare dell'esercito polacco. Tra le manifestazioni di cordoglio internazionale[15] spicca la proclamazione di un giorno di lutto (12 aprile 2010) anche da parte della Russia.[senza fonte]

Il 13 aprile la salma di Kaczyński è stata esposta in una camera ardente allestita nel palazzo presidenziale.[16] I funerali della coppia presidenziale si sono svolti il 18 aprile a Cracovia nella basilica di Santa Maria, con omelia tenuta dal cardinal Dziwisz; molti capi di Stato e di governo europei e mondiali sono stati impediti a parteciparvi dall'eruzione del vulcano Eyjafjöll che ha bloccato il traffico aereo.

Kaczyński e sua moglie sono stati tumulati nella cattedrale di Wawel.[17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Constitution of the Republic of Poland., Article 131
  2. ^ Constitution, article 128
  3. ^ Wyborcza.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  4. ^ Gazeta.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  5. ^ Wyborcza.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  6. ^ Money.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  7. ^ Bankier.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  8. ^ Gazeta.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  9. ^ Gazeta.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  10. ^ Money.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  11. ^ Wprost24. URL consultato il 10 aprile 2010.
  12. ^ Newsweek Polska. URL consultato il 10 aprile 2010.
  13. ^ Gazeta.pl. URL consultato il 10 aprile 2010.
  14. ^ Lutto e preghiera a Varsavia «È come un'altra Katyń»
  15. ^ Russia, precipita l'aereo del presidente polacco nessun superstite tra le 96 persone a bordo - Repubblica.it
  16. ^ Polonia, la camera ardente per Kaczynski - Mondo - ANSA.it
  17. ^ Polonia: card. Dziwisz loda riavvicinamento con Russia a funerale Kaczynski - Adnkronos Esteri

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