Incidente dell'aereo presidenziale polacco

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Incidente dell'aereo presidenziale polacco
I resti del Tupolev dopo l'incidente
I resti del Tupolev dopo l'incidente
Tipo di evento Schianto al suolo
Data 10 aprile 2010
Tipo Errore del pilota
Luogo Smolensk, Russia
Stato Russia Russia
Coordinate 54°49′30″N 32°01′30″E / 54.825°N 32.025°E54.825; 32.025Coordinate: 54°49′30″N 32°01′30″E / 54.825°N 32.025°E54.825; 32.025
Tipo di aeromobile Tupolev Tu-154M
Operatore Ministero delle Difesa della Repubblica di Polonia
Numero di registrazione 101
Partenza Aeroporto di Varsavia-Okęcie
Destinazione Aeroporto militare di Smolensk-Siewiernyj, Russia
Passeggeri 89
Equipaggio 7
Vittime 96
Feriti nessuno
Sopravvissuti nessuno
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Federazione Russa

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Il Tupolev Tu-154 in decollo il 5 giugno del 2008

L'incidente dell'aereo presidenziale polacco è avvenuto presso l'aeroporto militare di Smolensk-Siewiernyj, in Russia. Il Tupolev Tu-154M sul quale viaggiavano il Presidente della Polonia Lech Kaczyński, la moglie e diversi altri membri ed ex componenti delle più alte istituzioni polacche si è schiantato al suolo in fase di atterraggio provocando la morte degli 89 passeggeri e dei 7 membri dell'equipaggio.

Il volo era diretto ad una cerimonia di commemorazione delle vittime dell'eccidio di Katyń.

Prima che venisse eletto il nuovo presidente, le sue funzioni furono delegate ad interim al presidente del Sejm (la Camera bassa polacca) Bronisław Komorowski[1] che fu in seguito eletto presidente della Repubblica.

Dinamica dell'incidente[modifica | modifica sorgente]

Si presume che la causa dell'incidente sia stata la nebbia[2]: per via delle avverse condizioni meteorologiche, le autorità aeroportuali avrebbero sconsigliato l'atterraggio, cercando di deviare il volo verso Minsk o Mosca, ma il pilota avrebbe cercato comunque di dirigere l'aereo a destinazione, sebbene l'aeroporto fosse sprovvisto di Sistema di atterraggio strumentale anti-nebbia[1]. Nel tentativo di atterraggio, il Tu-154 ha toccato le cime degli alberi per poi schiantarsi al suolo a soli 1,5 km di distanza dall'aeroporto.

All'interno dell'aereo si trovavano 96 persone; 89 passeggeri e 7 membri dell'equipaggio. Tra i passeggeri erano presenti diverse autorità di spicco, tra cui il Capo di stato maggiore dell'esercito polacco Franciszek Gągor e l'ultimo presidente del governo polacco in esilio Ryszard Kaczorowski. Tutte le 96 persone a bordo dell'aereo sono decedute nell'incidente.

Il 1º giugno è stato rivelato il contenuto degli ultimi dialoghi avvenuti in cabina di pilotaggio, registrati dalla scatola nera: si possono udire i piloti dire "tira su, tira su" e poi imprecare prima del silenzio[3].

Il presidente russo Dmitrij Medvedev ha dato mandato al primo ministro Vladimir Putin di aprire un'inchiesta per accertare le cause esatte del disastro.

Conseguenze politiche[modifica | modifica sorgente]

Militari russi che riparano il sistema di illuminazione dopo la catastrofe
Militari russi che riparano il sistema di illuminazione dopo la catastrofe
I resti dell'aereo
Il luogo della catastrofe
Varsavia, candele e fiori di fronte al palazzo presidenziale
Le bare delle vittime all'Aeroporto di Varsavia-Okęcie
Le bare delle vittime all'Aeroporto di Varsavia-Okęcie

Secondo la Costituzione della Polonia, in caso di morte del Presidente, i suoi compiti vengono assunti dal Maresciallo della Camera dei deputati della Polonia (il Presidente della camera bassa del Parlamento), che diviene Presidente ad interim.[4] Entro due settimane, egli deve annunciare la data di nuove elezioni, che devono tenersi entro 60 giorni, cioè entro il 20 giugno. Lech Kaczyński era ufficialmente candidato alle elezioni prima della morte.[5]

Nonostante le morti del Presidente e di numerosi ufficiali di stato, l'incidente non rallenterà le attività del governo, dato che nessun membro del governo era a bordo dell'aereo. Le Forze Armate Polacche, invece, hanno visto perire i loro vertici, in quanto tutti i capi di stato maggiore sono morti; i loro compiti sono stati assunti automaticamente dai rispettivi vice comandanti.

La commemorazione del 70º anniversario del massacro di Katyń era stata suddivisa, dato il conflitto politico tra il governo liberale del Primo ministro Donald Tusk e il Presidente conservatore Kaczyński[6]. Il 7 aprile Tusk, insieme ad altri membri del governo e deputati del suo partito, Piattaforma Civica, si erano recati a Katyń[7] su invito del Primo ministro russo Vladimir Putin[8]. La commemorazione ufficiale, organizzata dal Consiglio polacco per la Protezione dei Siti di Martirio era in programma per il 10 aprile. Ciononostante, sia membri della coalizione di governo che di quella di opposizione erano a bordo dell'aereo, con 6 e 8 membri del Sejm e 1 e 2 membri del Senato rispettivamente, molti dei quali erano personalità molto popolari. Molti dei passeggeri erano aperti oppositori delle politiche di Tusk, tra cui:

Il Maresciallo della Camera dei deputati della Polonia Bronisław Komorowski era già stato annunciato come candidato di Piattaforma Civica alle elezioni presidenziali[16].

Vittime illustri del disastro di Smolensk[modifica | modifica sorgente]

  1. Lech Kaczyński, Presidente della Repubblica di Polonia
  2. Maria Kaczyńska, moglie del Presidente e First Lady
  3. Ryszard Kaczorowski, ultimo Presidente della Polonia in esilio
  4. Krystyna Bochenek, Vice Maresciallo del Senato della Polonia
  5. Maciej Płażyński, ex Maresciallo della Camera dei deputati della Polonia
  6. Tomasz Merta, Sottosegretario di Stato aggiunto presso il Ministero della Cultura e del patrimonio nazionale della Polonia
  7. Janina Fetlińska, Senatrice del Partito Diritto e Giustizia
  8. Stanisław Zając, Senatore
  9. Anna Walentynowicz, sindacalista

Lutto in Polonia e cordoglio dal mondo intero[modifica | modifica sorgente]

Lech Kaczyński con sua moglie Maria

L'intera Polonia si è fermata per ricordare il presidente Lech Kaczyński, sua moglie e tutte le altre vittime; nel pomeriggio del 10 aprile, nella Cattedrale Militare dell'Esercito polacco si è tenuta una messa in suffragio di tutte le vittime dell'incidente, officiata dal nunzio apostolico della Santa Sede in Polonia, Jozef Kowalczyk. Sette i giorni di lutto proclamati nel paese.[17] La Russia, con il premier Putin e il presidente Medvedev, ha proclamato un giorno di lutto nazionale per lunedì 12 aprile 2010. Cordoglio anche dal resto del mondo: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha commentato la scomparsa di Kaczynski come "una perdita devastante per la Polonia". Cordoglio anche da papa Benedetto XVI, dagli altri leader del mondo e dell'Unione europea[18].

Il 13 aprile 2010 la salma del presidente è stata esposta nella camera ardente allestita nel palazzo presidenziale.[19]

I funerali[modifica | modifica sorgente]

I funerali del presidente Kaczynski e di sua moglie Maria si sono tenuti il 18 aprile 2010 a Cracovia nella Basilica di Santa Maria. L'omelia è stata recitata dal cardinale Stanislaw Dziwisz.

Ai funerali assenti la maggior parte dei capi di stato d'Europa e del mondo a causa della nube di cenere e lava scatenata dal vulcano islandese Eyjafjöll che ha impedito il decollo degli aerei dal e per l'Europa. Presente però il presidente russo Medvedev.

La coppia presidenziale è stata tumulata nella cattedrale di Wawel.[20]

Note[modifica | modifica sorgente]

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