Incidente del Golfo del Tonchino
L'incidente del Golfo del Tonchino fu uno scontro navale tra due cacciatorpediniere statunitensi e alcune torpediniere nordvietnamite, che si svolse nell'agosto 1964 proprio nel Golfo del Tonchino. Immediatamente dopo lo scontro armato, il presidente Lyndon Johnson si appellò al Congresso per approvare la Risoluzione del Golfo del Tonchino, che autorizzò il presidente a dare il via alla partecipazione statunitense alla Guerra del Vietnam.
I dettagli esatti dell'incidente non sono tuttora chiari. Si ritiene che il secondo attacco al Maddox sia stato in realtà il risultato di una simulazione o addirittura di un falso allarme dovuto all'avvistamento di numerose unità ostili nord vietnamite o sud vietnamite non ben identificate. I critici sostengono inoltre che l'amministrazione Johnson sensazionalizzò l'incidente come un pretesto per incrementare il suo già attivo coinvolgimento nel conflitto vietnamita. Ultimamente dalla lettura di documenti messi online dal NSA (National security Agency) pare che tali deduzioni trovino fondamento[1].
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[modifica] Descrizione ufficiale degli eventi
Il 31 luglio 1964 il cacciatorpediniere americano USS Maddox si trovava in missione di ricognizione nel Golfo del Tonchino. Lo scopo ufficiale della missione era quello di raccogliere informazioni sui radar e sui sistemi di difesa costiera dei nord-vietnamiti (Operazione De Soto). Il Maddox non era l'unica unità presente nella zona con lo stesso scopo; infatti, tra il febbraio e il marzo del 1964, era stato impiegato nell'area anche il cacciatorpediniere USS Craig.
Il 2 agosto 1964, quattro motosiluranti nord-vietnamite (classe P4), alle ore 16:00 locali si avvicinarono sino a 10 miglia dal cacciatorpediniere e, in accelerazione, lanciarono una salva di siluri. Rispondendo immediatamente all'attacco con le sue artiglierie da 127 mm il Maddox, con l'aiuto del supporto aereo della vicina portaerei USS Ticonderoga, distrusse una delle unità attaccanti e danneggiò le altre tre. Lo scontro avvenne a circa 23 miglia dalla costa nord-vietnamita mentre il cacciatorpediniere stava puntando verso sud in acque internazionali.
Dopo lo scontro di quel 2 agosto 1964, il presidente Lyndon Johnson ordinò che venisse portata a termine l'operazione De Soto e che il Maddox si congiungesse al cacciatorpediniere USS Turner Joy inviato di rinforzo.
Il 3 agosto, unità di commando sud-vietnamite sbarcarono sulle isole di Hong Me e Hon Nieu, scatenando una nuova reazione delle unità veloci della marina nord vietnamita. Di questa operazione erano al corrente i comandanti dei cacciatorpediniere statunitensi operanti nell'area.
Il 4 agosto 1964, una nuova uscita operativa nel quadro della operazione De Soto venne effettuata al largo di Dong Hoi dal Maddox e dal Turner Joy. Alle 20:46 i due caccia puntarono a sud per rientrare alla base disponendosi in navigazione per linea di fila alla velocità di 20 nodi. Alle 21:20 i sistemi di ascolto delle due unità intercettarono segnali radio dei nord- vietnamiti che indicavano la volontà di questi ultimi di eseguire un attacco contro le due navi americane. Poco dopo le 22:00 il Maddox individuò una traccia radar in avvicinamento veloce alla distanza di 36 miglia, distinguendo ben 5 echi distinti che furono riconosciuti come unità veloci. I primi colpi furono sparati dal Turner Joy alle ore 22:39 e in seguito la "battaglia" si risolse in circa due ore con rapide accostate e manovre di disimpegno giungendo al bilancio finale di due siluranti nord-vietnamite affondate e due seriamente danneggiate. Va detto che J.B. Stockdale, comandante dello stormo imbarcato VF-51, riferì di non essere riuscito ad ottenere le coordinate d'attacco al Maddox e che nemmeno i due caccia-bombardieri Douglas A-4 Skyhawk decollati dalla portaerei USS Constellation, che rimasero in zona di operazioni fino a mezzanotte inoltrata, trovarono un bersaglio da attaccare.
[modifica] Pretese contraddette
Secondo la descrizione ufficiale, l'aumentato coinvolgimento statunitense nella Guerra del Vietnam avvenne nel 1964, con un programma di operazioni coperte nel Vietnam del Sud, impostate per imporre una "pressione progressivamente maggiore" sul Vietnam del nord, iniziato su scala ridotta ma risultato inefficace a febbraio. Il ruolo attivo degli USA nelle poche operazioni effettuate sotto copertura fu limitato essenzialmente alla pianificazione, all'equipaggiamento e all'addestramento delle forze sudvietnamite impiegate, ma la responsabilità statunitense nel lancio e nella condotta di queste attività fu inequivocabile e portò con sé una implicita intensificazione simbolica e psicologica dell'impegno americano.
Il linguista e filosofo Noam Chomsky contesta la sequenza degli eventi sopra descritta, sostenendo che il coinvolgimento militare attivo degli USA in realtà era già iniziato nel 1962, e che l'incidente del 4 agosto 1964 era soltanto una messa in scena, costruita appositamente dall'amministrazione Johnson, per far sì che gli USA potessero far credere, anche a uso e consumo dell'opinione pubblica americana, che il Vietnam del Nord fosse l'unico responsabile dell'inizio delle ostilità. Anche se l'informazione ottenuta ben oltre i fatti indica che in effetti "non ci fu nessun attacco nord-vietnamita" quella notte, le autorità statunitensi dell'epoca erano assolutamente convinte che l'attacco alle unità navali americane c'era stato, e la decisione fu di far decollare i caccia-bombardieri dalle portaerei Ticonderoga e Constellation per colpire le basi delle motosiluranti nord-vietnamite e i loro depositi di carburante.
La tesi sostenuta da Chomsky smentisce i rapporti dei veterani delle squadre di Navy SEAL statunitensi (incursori della US Navy), secondo i quali i commando sudvietnamiti addestrati dagli americani erano attivi nell'area in quei giorni. Impiegati da Da Nang con delle veloci unità da pattugliamento di fabbricazione norvegese, i Lien Doc Nguoi Nhia, LDNN, (soldati che combattono sotto il mare), eseguirono delle incursioni armate nell'area del golfo proprio in quelle notti.
Il 31 luglio 1964, infatti, membri degli LDNN a bordo delle "Nasty's" (nome delle veloci imbarcazioni d'attacco), assaltarono una stazione radio nord-vietnamita sull'isola di Hon Nieu. Il 3 agosto, impiegarono addirittura un mortaio da 88mm per distruggere una postazione radar a Capo Vinh Son. La reazione dei nordvietnamiti fu ovviamente l'attacco alle navi presumibilmente ostili presenti in quell'area.
[modifica] La Risoluzione del Golfo del Tonchino
La Risoluzione del Golfo del Tonchino è la Risoluzione Congiunta (H.J. RES 1145) del Congresso degli Stati Uniti, redatta il 7 agosto 1964, che comportò il maggior coinvolgimento statunitense nella Guerra del Vietnam. Anche se non ci fu mai una formale dichiarazione di guerra, questa risoluzione diede il permesso al presidente Lyndon Johnson «di prendere tutte le misure necessarie, incluso l'impiego delle forze armate, per assistere ogni stato membro del Southeast Asia Collective Defense Treaty che richieda assistenza in difesa della sua libera sovranità».
Lyndon Johnson, che quell'anno si ricandidava per la rielezione alla presidenza, lanciò degli attacchi di rappresaglia e andò in onda sui canali televisivi nazionali il 4 agosto 1964. Anche se il Maddox era stato coinvolto soltanto nel fornire supporto agli attacchi sudvietnamiti a Hon Me e Hon Ngu, il Segretario della Difesa, Robert McNamara, si presentò davanti al Congresso e negò che la marina militare statunitense avesse appoggiato le operazioni militari sudvietnamite. Egli definì quindi l'attacco come "non provocato". Nonostante non ci fosse stato un ulteriore attacco, egli sostenne davanti al Congresso che esistevano "prove inequivocabili" di un secondo attacco "non provocato" contro il Maddox. Un anno dopo, il presidente Johnson disse in privato: "Per quanto ne so, la nostra marina stava sparando alle balene laggiù!".
Come conseguenza della deposizione di McNamara, il 7 agosto 1964, la Risoluzione Congiunta passò all'unanimità alla Camera dei Rappresentanti, mentre al Senato ci furono solo due voti contrari: quelli dei senatori Wayne Morse dell'Oregon, ed Ernest Gruening dell'Alaska.
Sia Johnson, sia il successivo presidente Richard Nixon usarono la risoluzione come giustificazione per l'aumentato coinvolgimento militare americano in Indocina. Gli USA iniziarono il processo di ritiro graduale delle proprie truppe dal Vietnam nel 1969, seguendo la strategia nota come "Vietnamizzazione", ma non si disimpegnarono completamente dalla regione fino al 1973. La risoluzione venne annullata solo nel giugno del 1970 in risposta alle operazioni segrete effettuate in Cambogia e volute dall'amministrazione Nixon, e venne successivamente sostituita dalla Risoluzione dei poteri di guerra del 1973, che è in vigore ancora oggi.
[modifica] Bibliografia
- "Eserciti nella storia" - Periodico N.30 Luglio-Agosto 2005 Anno VI
[modifica] Note
- ^ http://www.italia-vietnam.it/Reportage_Incidente_Tonchino.htm sito consultato il 21.dicembre .2010
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Incidente del Golfo del Tonchino
[modifica] Collegamenti esterni
- Articolo sulla rivelazione di documenti desecretati
- (EN)Testo della risoluzione
- (EN)Discorso alla nazione del presidente Johnson del 5 agosto 1964
- (EN)Pentagon Papers