Incidente aereo al Grattacielo Pirelli

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Incidente aereo al Grattacielo Pirelli
Le rovine dell'incidente
Le rovine dell'incidente
Tipo di evento Incidente
Data 18 aprile 2002
Tipo Impatto aereo contro edificio
Luogo Milano
Stato Italia Italia
Coordinate 45°29′05″N 9°12′05″E / 45.484722°N 9.201389°E45.484722; 9.201389Coordinate: 45°29′05″N 9°12′05″E / 45.484722°N 9.201389°E45.484722; 9.201389
Tipo di aeromobile Rockwell Commander 112TC
Operatore Privato
Numero di registrazione HB-NCX
Partenza Aeroporto di Locarno, Svizzera
Destinazione Aeroporto di Linate
Passeggeri 0
Equipaggio 1
Vittime 3 (2 a terra)
Feriti 70
Sopravvissuti 70 (tutti)
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia

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L'incidente aereo al Grattacielo Pirelli fu un disastro aereo avvenuto a Milano il 18 aprile 2002, quando un piccolo aereo da turismo si schiantò contro il Grattacielo Pirelli. Si contarono 3 morti e circa 70 feriti.

Dinamica[modifica | modifica sorgente]

Il 18 aprile 2002 Luigi Fasulo, pilota svizzero di 67 anni, decollò a bordo di un Rockwell Commander 112TC HB-NCX dall'aeroporto di Locarno alle ore 17:15, con destinazione Milano-Linate, dove avrebbe dovuto effettuare uno scalo per poi rientrare a Locarno alle 18:15. Il piano di volo prevedeva due possibili rotte: Locarno-Saronno-Torre della Telecom di Rozzano-Rogoredo-Linate, oppure Locarno-Lago Maggiore-Varese-Milano-Linate.

Intorno alle 17:35, Fasulo chiese all'ATC di Linate l'autorizzazione all'atterraggio alla pista 36R, autorizzazione che gli viene negata per problemi di traffico. Alle 17:42, mentre stava compiendo una holding di attesa prima dell'atterraggio, Fasulo comunicò, prima all'ATC di Locarno e poi alla torre di controllo di Linate, la presenza di un'anomalia al carrello. L'ATC di Milano ordinò a Fasulo di circuitare sull'anello di attesa Ata, un percorso aereo a forma di ellisse che si sviluppa lungo la periferia della città.

Fasulo, probabilmente impegnato nel controllo dei vari comandi (spie del carrello, comando manuale di apertura di emergenza, fusibili dell'impianto elettrico), non si accorse di aver sbagliato rotta, e, invece di dirigersi sul circuito di attesa, andò verso il grattacielo Pirelli. Nell'ultimo tratto della rotta il pilota aveva il sole in faccia, particolare che può aver contribuito a nascondergli il grattacielo.

Alcuni testimoni riferirono di aver visto l'aereo accennare una virata con il motore al massimo, ma ormai era troppo tardi per evitare l'ostacolo. Alle 17:46, l'Aero Commander di Fasulo si schiantò contro il 26º piano del grattacielo Pirelli, sprigionando immediatamente un vasto incendio che sarebbe stato spento solo dopo alcune ore.[1]

Un Rockwell Commander simile a quello coinvolto nell'incidente

Vittime[modifica | modifica sorgente]

Nell'incidente persero la vita, oltre a Luigi Fasulo che si trovava da solo a bordo dell'aereo, Anna Maria Rapetti e Alessandra Santonocito, due dipendenti della Regione Lombardia che si trovavano al piano dove si è schiantato l'aereo. Vi furono inoltre circa 70 feriti.

Inchiesta[modifica | modifica sorgente]

Scartata dagli inquirenti l'ipotesi dell'attentato, suggerita dagli eventi tragici dell'11 settembre 2001 in America ed enunciata dal Presidente del Senato Marcello Pera e dal vicepresidente della Regione Lombardia Piergianni Prosperini[2], in un primo momento vennero formulate alcune congetture, tra le quali il guasto tecnico e il suicidio. A fine 2002, nella relazione d'inchiesta riguardo l'incidente, l'ANSV (Agenzia Nazionale per la Sicurezza al Volo) chiarì che la causa probabile sia da ricercare nell’incapacità del pilota di gestire in maniera adeguata la condotta della fase finale del volo in presenza di problematiche tecnico-operative e ambientali.[3]

Memoriale[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il 26º piano del Grattacielo Pirelli ospita un memoriale in ricordo delle vittime.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]