Incendio della fabbrica Triangle

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Coordinate: 40°43′48″N 73°59′43″W / 40.73°N 73.995278°W40.73; -73.995278

La fabbrica Triangle

L'incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911, fu il più grave incidente industriale della storia di New York. Causò la morte di 146 persone (123 donne e 23 uomini[1]), per la maggior parte giovani immigrati italiani ed ebrei[2]. L'evento ebbe una forte eco sociale e politica, a seguito della quale vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro e crebbero notevolmente le adesioni alla International Ladies' Garment Workers' Union, oggi uno dei più importanti sindacati degli Stati Uniti.

L'incendio di New York è uno degli eventi commemorati dalla Giornata internazionale della donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Giornata della donna. La connotazione fortemente politica della Giornata Internazionale della Donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York[3], facendo probabilmente confusione con l’incendio della fabbrica Triangle.

La compagnia[modifica | modifica wikitesto]

La Triangle Shirtwaist Company produceva le camicette alla moda di quel tempo, le cosiddette shirtwaist.

Di proprietà di Max Blanck e Isaac Harris, occupava i 3 piani più alti del palazzo a 10 piani Asch building a New York City, nell'intersezione di Greene Street e Washington Place, poco ad est di Washington Square Park.

La compagnia occupava circa 500 lavoratori, la maggior parte giovani donne immigrate dalla Germania, dall'Italia e dall'Europa dell'est. Alcune donne avevano 12 o 13 anni e facevano turni di 14 ore per una settimana lavorativa che andava dalle 60 ore alle 72 ore. Pauline Newman, una lavoratrice della fabbrica, dichiara che il salario medio per le lavoratrici andava dai 6 ai 7 dollari la settimana[4]

La Triangle Shirtwaist Company era diventata già famosa fuori dall'industria tessile prima del 1911: il massivo sciopero delle operaie tessili iniziato il 22 novembre 1908, conosciuto come protesta delle 20.000, iniziò come una protesta spontanea alla Triangle Company.

La International Ladies' Garment Workers' Union negoziò un contratto collettivo di lavoro che copriva quasi tutti i lavoratori dopo uno sciopero di 4 mesi, ma la Triangle Shirtwaist rifiutò di firmare l'accordo.

Le condizioni della fabbrica erano quelle tipiche del tempo. Tessuti infiammabili erano immagazzinati per tutta la fabbrica, scarti di tessuto sparsi per il pavimento, gli uomini che lavoravano come tagliatori a volte fumavano, l'illuminazione era fornita da luci a gas aperte e c'erano pochi secchi d'acqua per spegnere gli incendi.

L'incendio[modifica | modifica wikitesto]

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.

I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave gli operai per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne e gli uomini rimasti intrappolati. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni morto: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.

Migliaia di persone presero parte ai funerali delle vittime.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sweatshop Tragedy Ignites Fight for Workplace Safety, articolo del The American Postal Work Magazine (March/April 2004), riportato sul sito del American Postal Workers Union
  2. ^ (EN) [1], servizio della National Public Radio, del 24 marzo 2011
  3. ^ Non solo Mozart: 8 marzo: la bufala dell’incendio in fabbrica
  4. ^ Link to History Matters Interview "My own wages when I got to the Triangle Shirtwaist Company was a dollar and a half a week. And by the time I left during the shirtwaist workers strike in 1909 I had worked myself up to six dollars....The operators, their average wage, as I recall - because two of my sisters worked there - they averaged around six, seven dollars a week. If you were very fast - because they worked piece work - if you were very fast and nothing happened to your machine, no breakage or anything, you could make around ten dollars a week. But most of them, as I remember - and I do remember them very well - they averaged about seven dollars a week. Now the collars are the skilled men in the trade. Twelve dollars was the maximum."

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