In morte del fratello Giovanni

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In morte del fratello Giovanni
Autore Ugo Foscolo
1ª ed. originale 1803
Genere poesia
Lingua originale italiano

In morte del fratello Giovanni è un sonetto scritto da Ugo Foscolo nel 1803. Il sonetto è stato scritto, come afferma appunto il titolo, in occasione della morte del fratello del poeta: Giovanni Dionigi, tenente dell'esercito cisalpino, si era probabilmente ucciso nel 1801 (a soli venti anni d'età) a causa dei suoi numerosi debiti di gioco. Esso è una ripresa del carme 101 di Catullo, dedicato al fratello la cui tomba si trova in Bitinia.

I temi principali[modifica | modifica sorgente]

I principali temi attorno ai quali è costruito il sonetto sono l'esilio, la morte, la tomba e la madre, vista come madre natura, madre patria, madre poesia e madre morte; come fosse la Grecia personificata e come se lui ne fosse il figlio (data la sua origine greca). Il tema dell'esilio non ha solo un valore biografico (riferito cioè alla vita del Foscolo lontano dal suo paese natio), ma ha anche significati simbolici: è il simbolo della precarietà della vita e ricorda la sorta di "alter-ego" eroico che Foscolo ama costruire attorno a sé, richiama all'uomo nobile ma infelice a cui la sventura e le sfavorevoli circostanze storiche impediscono di avere una patria e una vita serena vicino alla sua famiglia.

In contrapposizione a tutto questo, troviamo il motivo della tomba che rappresenta l'ideale ricongiungimento, attorno alla madre, di un nucleo familiare che era stato precedentemente smembrato. Gli unici punti fermi nell'incerta vita di Foscolo sono la famiglia e la patria; solo il loro pensiero riesce, seppur in minima parte, ad alleviare le sofferenze del poeta: la serenità è una meta impossibile da raggiungere, poiché l'esilio avrà sempre la meglio sulla sua volontà di riavvicinarsi ai suoi affetti. Difatti, l'unica strada che Foscolo vede davanti a sé è la morte, ultimo porto di pace, che gli dà l'illusione di poter tornare dall'esilio attraverso la restituzione delle sue ossa alla madre.

Figure retoriche[modifica | modifica sorgente]

  • Ipallage
    • ... deluse (si concorda con "palme" invece che con il soggetto)
  • Sineddoche
    • ... tetti ...
    • ... palme ...
    • ... l'ossa mie ...
  • Metafore
    • ... il fior de' tuoi gentili anni caduto...
    • ... furon tempesta...
    • ... porto...
  • Enjambement
    • v.1 e v.2
    • v.2 e v.3
    • v.3 e v.4
    • v.9 e v.10
    • v.13 e v.14
  • Apostrofi
    • si rivolge al fratello morto (v.3) e alle straniere genti (v.13)

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