In Darkness

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In Darkness
Titolo originale W ciemności
Lingua originale polacco, ucraino, yiddish, tedesco
Paese di produzione Polonia
Anno 2011
Durata 146 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Agnieszka Holland
Distribuzione (Italia) Good Films
Interpreti e personaggi

In Darkness (W ciemności) è un film del 2012 diretto da Agnieszka Holland. Il film è basato su un episodio avvenuto durante la seconda guerra mondiale, è tra i film nominati come miglior film straniero ai Premi Oscar 2012. Il film è tratto dal libro In The Sewers of Lvov di Robert Marshall.

Dedicato a Marek Edelman, è stato il primo lungometraggio presentato al 23º Festival del film polacco in America a Chicago durante la serata di gala di apertura.

Basato sul libro In the Sewers of Lvov (1990) di Robert Marshall, il film racconta la drammatica vicenda di Leopold Socha, un operaio fognario che durante l'occupazione nazista in cambio di denaro (usato per il loro mantenimento) nascose nelle fogne della città di Leopoli diverse famiglie ebree, rifornendole di acqua e cibo per 14 mesi e salvandole così da morte certa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Polonia, Lvov (Leopoli) nel 1943, sotto l'occupazione nazista: Leopold Socha, operaio nelle fognature e ladruncolo, si industria in piccoli furti ed espedienti, assieme al suo fidato collega Szczepek Wróblewsk, per garantire la sopravvivenza a se stesso e della sua famiglia. Il suo amico Bortnik, un ufficiale ucraino, avanza la promessa di una vita migliore: tutto quello che Socha deve fare è trovare gli ebrei nascosti nelle fogne. Dopotutto, nessuno conosce meglio di lui e Szczepek il condotto fognario, che utilizzano per nascondere la refurtiva. Ben presto Socha e Szczepek si imbattono in un gruppo di ebrei che vuole nascondersi nelle fognature per tentare di fuggire all'imminente rastrellamento del ghetto. I fuggiaschi gli offrono del denaro in cambio di protezione. Sebbene Socha sia pienamente consapevole che aiutare un ebreo potrebbe voler dire fucilazione immediata per lui e la sua famiglia, considera la proposta come un modo per ottenere soldi facili, così stringe un accordo. Nel gruppo Mundek Marguiles non si fida per niente di lui, temendo che Socha potrebbe denunciarli per ottenere un compenso. Ciononostante, quando i Nazisti battono in perlustrazione, Socha aiuta gli ebrei, tra cui due bambini, a rifugiarsi nelle fogne. Iniziano le difficoltà per Socha, che deve fugare i sospetti di Bortnik, sempre più convinto che l'amico abbia un segreto. Anche Szczepek, dopo un aspro litigio con l'amico e non reggendo più la pressione, decide di abbandonare Socha, piuttosto che correre il rischio di essere fucilato. Socha valuta la situazione: da una parte il denaro (non sufficiente) che riceve, dall'altra la minaccia di morte certa per lui e la sua famiglia. Sopraffatto dalla pressione, come Szczepek, decide di abbandonare il gruppo al suo destino. Tuttavia, capita qualcosa di assolutamente imprevisto. Socha salva la vita di Mundek aiutandolo a uccidere un miliziano ucraino e, imbattutosi nei due bambini che vagano senza meta nelle fogne, sconvolti, si rende conto che non può abbandonare queste persone. L'eroico atto di Socha di uccidere un milizio ucraino costa l'impiccagione di dieci polacchi innocenti, tra cui l'amico Szczepek. Socha addolorato per la perdita dell'amico, piange la sua morte. Le prove per Socha e il gruppo sono incessanti. Il nuovo collega di lavoro di Socha riesce a scovare il nascondiglio del gruppo di ebrei e corre a denunciarli. Socha è costretto a far cambiare il nascondiglio al gruppo portandolo in un altro condotto fognario, proprio sotto una chiesa cristiana. Una donna è costretta a partorire lì con conseguenze tragiche. Mundek si innamora della giovane e risoluta Klara e decide di penetrare dentro Jawoska, il campo di concentramento dove si trova la sorella dell'amata e liberarla. Convince Socha ad aiutarlo, salvo poi scappare dal campo costringendolo ad affrontare rischi ben peggiori. Poi un'alluvione improvvisa e devastante inonda le fognature trasformando il nascondiglio degli ebrei in una trappola mortale. Bortnik scopre l'effettivo tradimento dell'amico. Socha riesce a fuggire dall'amico, che viene travolto dall'acqua e, in seguito, muore dopo un colpo alla testa. Gli ebrei riescono miracolosamente a sopravvivere dall'annegamento e riescono a tenersi nascosti fino alla fine dell'arrivo dell'Armata Rossa. Il film si conclude con Socha e il gruppo di ebrei che festeggiano per la fine della guerra.

Una scritta prima dei titoli di coda dice che nel 1978 lo Yad Vashem riconobbe Leopold Socha Giusto tra le nazioni. Socha morì nel 1946 tentando di salvare sua figlia dall'essere investita da un mezzo militare russo fuori controllo. Durante il funerale sui muri è apparsa una scritta: "Questa è la punizione di Dio per aver aiutato gli ebrei". E il regista conclude il film scrivendo:"Come se avessimo bisogno di un Dio per punirci l’un l’altro”.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese furono effettuate tra il gennaio e l'aprile del 2010, nel centro storico di Varsavia, nel Piotrków Trybunalski, Łódź e a Berlino e Lipsia. Il film è una coproduzione polacca-tedesca-canadese.

Uscita nelle sale[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato mostrato la prima volta al pubblico il 2 settembre 2011 al Telluride Film Festival negli Stati Uniti. Il 15 settembre 2011 è uscito nei cinema della Polonia. In Italia è stato distribuito nei cinema il 24 gennaio 2013 da Good Films.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]