Imperiale (famiglia)
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Il simbolo araldico degli Imperiali |
Imperiale - o Imperiali - è il nome di una nobile famiglia - una delle più importanti nel panorama delle famiglie aristocratiche italiane - originaria della Repubblica di Genova. Già denominata Tartaro (X secolo), nel corso del XVII e XVIII secolo fu proprietaria di vasti feudi nel Salento settentrionale.
[modifica] Araldica
Arma: d'argento al palo d'oro cucito, caricato da un'aquila spiegata di nero coronata d'oro, linguata di rosso, coronata con tre torri, posata su un rostro, con la testa rivolta a sinistra, le ali inclinate in ‘volo abbassato’. Lo scudo accollato all'aquila imperiale.
Motto: Sub umbra alarum tuarum
Dimora: Genova,Napoli, Mercato San Severino, Roma, Venezia, Firenze, Bruxelles
Titoli: Marchesi di Oyra e signori di Francavilla e Casalnuovo (Manduria) 1575, principe di Francavilla 1639, signori di Massafra 1661, di Avetrana 1666, di Uggiano, Montefusco, Sava Motonato e Maruggio 1715. Grande di Spagna di I classe (sul titolo di marchese di Oyra) 1705, signori di Carovigno e Serranova 1736. Nel 1725 (per successione della casa Di Simiana) principe di Montafia, marchesi di Pianezza, di Livorno, di Roatta, di Castelnuovo, di Moretta e dei signori di Capriglia in Piemonte, marchesi di Dego, di Cagna, di Giusvallo e di Piana nel Monferrato. Estintasi la linea primogenita nel 1782 gli successe quella collaterale già insignita del titolo di marchese di Latiano 1668 e signori di Mesagne 1789. Da Giovanna Imperiale principessa di Francavilla maritata Caracciolo dei principi di Castagneto, tali titoli a norma dell’ordinamento nobiliare tornano alla agnazione maschile prossimiore e la Consulta Araldica confermava la successione de jure a favore del primogenito della famiglia. In conformità dei diplomi originari sono riconosciuti i seguenti titoli: Principe (mpg) Duca (mpg), marchese (mpg), nobili dei marchesi di Latiano (mf), nobili dei principi di Francavilla (mf), patrizio genovese e napolitano (m) ed il trattamento di Don e Donna (mf).
[modifica] Origini
Originata dalla nobilissima e Dogale famiglia Imperiale di Genova, detta anticamente Tartaro, discende dai conti di Ventimiglia - come conferma un privilegio dell'Imperatore Carlo VI d'Asburgo. I primi documenti che si riferiscono agli Imperiali risalgono al XII secolo. Si presume che il capostipite Giovanni il Tartaro avvalendosi dei commerci esercitati dai genovesi nelle loro colonie di Caffa e Tana sulle rive del Mar Nero, intorno all’anno 1100 si trasferì da quei luoghi a Genova.
Già nel XII secolo, segnato nella città ligure da profonde discordie civili, i diretti discendenti di Giovanni Tartaro furono chiamati a far parte degli “Otto Nobili”, massima autorità dell’epoca nella Repubblica genovese, affermandosi alle più alte cariche.
Nel 1188 troviamo Ospinello Tartaro consigliere di pace nella guerra tra Genova e Pisa e nel 1225 suo fratello Opicino o Opizzino, ambasciatore ad Asti per condurre una trattativa con Tommaso I di Savoia. Nel 1302 Lanfranco Tartaro, dopo aver armato delle galee per Filippo IV il Bello, re di Francia, fu ammiraglio di una crociata in Terra Santa promossa dalle nobili dame genovesi.
La famiglia tra il XIII e il XIV secolo fu tra quelle che più si distinsero nella lotta contro i saraceni, pertanto negli anni 1308-11 circa i Tartaro ottennero dall’imperatore bizantino Andronico Paleologo II (assieme alla famiglia Mangiavacca con la quale si unirono, ed alle quali poi si associarono i Pignatari e Delle Vigne) il privilegio di assumere il nome di “Imperiale” e di inserire l'aquila imperiale con la testa rivolta a sinistra (indicante il diritto di posizionarsi alla destra dell’Imperatore) nello stemma di famiglia per i servizi e la disponibilità resa, presumibilmente economica (altri diversamente attribuiscono questa nomina all’imperatore Enrico VII di Lussemburgo).
Nel 1528 Casa Imperiale fu una delle ventotto famiglie che in Genova costituirono gli “Alberghi”, nei quali venne ristretta ogni autorità di governo. Nel 1378 tenne la Signoria della Corsica, godette di nobiltà anche a Milano, Vicenza e Napoli dove il 4 gennaio 1743 fu ascritta al libro d’oro del Seggio di Capuana e aggregata al Patriziato napoletano. Vestì l’abito di Malta dal 1608 e venne insignita del Toson d’Oro e del Real Ordine di San Gennaro. Casa Imperiali fu decorata nel 1639 del titolo di Principe di Francavilla, nel 1718 del titolo di Principe di Sant’Angelo dei Lombardi, nel 1608 del titolo di Marchese di Latiano, e nel 1573 di quello di Marchese d'Oria e Grande di Spagna di I° Classe, posteriormente rinnovato con R. Dispaccio 21 giugno 1784. Essa occupò, inoltre, i maggiori uffici nella Real Corte Borbonica: di Maggiordomo Maggiore dal 1753 al 1759, di Capitano Delle Reali Guardie del Corpo dal 1775 al 1782 e di Cavallerizzo Maggiore dal 1855 al 1860.
[modifica] Membri illustri
- Capitano Davide Imperiale, primo marchese di Oria, signore di Francavilla e Casalnuovo-Manduria, fu "capitano di galere" a Lepanto (1540-1612).In occasione della battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 contro l'Impero Ottomano, poiché una nave turca minacciava di speronare la galea Capitana al cui comando era Marcantonio Colonna, ammiraglio della flotta pontificia e comandante in seconda dell'intera flotta cristiana, sacrificò eroicamente la propria nave, schiantandosi contro la nave turca per proteggere la nave del Colonna.
- Giovanni Vincenzo Imperiale (1582-1648), politico, letterato e collezionista d'arte genovese.
- Davide Imperiali, terzo marchese di Oria, signore di Francavilla e Casalnuovo, patrizio genovese (1592-1632), che fu capostipite degli "Imperiali di Francavilla".
- Michele Imperiali, primo principe di Francavilla, quarto marchese di Oria e signore di Casalnuovo, signore di Massafra, patrizio genovese (1623-1664)
- Giulio I Imperiale, primo principe di Sant'Angelo dei Lombardi, grande di Spagna di I classe, patrizio genovese (1680-1738), che fu capostipite degli "Imperiale di Sant'Angelo".
- Giuseppe Renato Imperiali (1651-1737), nominato cardinale da papa Alessandro VIII, fu uno dei candidati favoriti per l’ascensione al soglio pontificio e nel conclave dello stesso anno ottenne ben 18 voti, ma non fu eletto a causa della sua età avanzata e dell'ostilità del re di Spagna che pose il veto alla sua candidatura.
- Guglielmo Imperiali di Francavilla (19.8.1858-20.1.1944), diplomatico, fu ambasciatore d'Italia a Costantinopoli (1904), poi a Londra (1910), dove prese parte al Patto di Londra del 26.4.1915. Alla fine della prima guerra mondiale fu membro della delegazione italiana a Ginevra per la firma del Trattato di Versailles del 28.6.1919 e rappresentante italiano al Consiglio della Società delle Nazioni dal 1921, da cui si dimise subito dopo la Marcia su Roma (28.10.1922). Senatore dal 16.10.1913, fu decorato del Collare dell'Annunziata, massima onorificenza di Casa Savoia, nel 1932.
- Giovanni Imperiali d'Afflitto di Francavilla (1890-1983), generale di cavalleria dell'Esercito Italiano nella campagna di Libia e nella prima e seconda guerra mondiale, membro della Consulta Nazionale del Senato del Regno, decorato come cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e dell'Ordine Militare d'Italia, ricevette una medaglia d'argento al valor militare, quattro medaglie di bronzo al valor militare, e la Croce di Ferro tedesca al valore di guerra, fu comandante dell'ultima azione di cavalleria italiana del reggimento «Lancieri di Aosta» di stanza a Napoli.
[modifica] Dogi di Genova
Anche a seguito del comportamento del capitano Davide Imperiale durante la battaglia di Lepanto, la famiglia acquisì molto prestigio nella Repubblica di Genova, ed ebbe tra i suoi membri 4 dogi tra il XVII e il XVIII secolo:
- Giovanni Giacomo (Tartaro) Imperiale: 25 aprile 1617 - 29 aprile 1619
- Francesco Maria Lercari Imperiale: 18 agosto 1683 - 18 agosto 1685
- Francesco Maria Imperiale: 22 settembre 1711 - 22 settembre 1713
- Ambrogio Imperiale: 4 ottobre 1719 - 4 ottobre 1721
[modifica] Cardinali di Santa Romana Chiesa
- Lorenzo Imperiali: (Genova 1612 - Roma 1673) - Tesoriere Generale della Camera Apostolica, Vice Legato di Bologna, Membro del Sant'Uffizio, Governatore della Marca di Ancona e Governatore di Roma nel 1653. Creato Cardinale di Santa Romana Chiesa il 19 febbraio 1652.
- Giuseppe Renato Imperiali: (Oria 1651 - Roma 1737) - Nel conclave apertosi, dopo la morte di Innocenzo XI, nel marzo del 1730, che eleggerà Clemente XII, gli mancò un solo voto per essere eletto al Soglio Pontificio: pesò sulla mancata elezione a Papa dell'Imperiale il veto della Spagna. Creato Cardinale di Santa Romana Chiesa il 13 febbraio 1690
- Cosimo Imperiali: (Genova 1685 - Roma 1764) - Fu Legato delle Marche nel 1739, due anni dopo venne chiamato a Roma e nominato chierico della Camera Apostolica da papa Benedetto XIV e nel 1747 fu Governatore di Roma. Creato Cardinale di Santa Romana Chiesa il 26 novembre 1753
[modifica] Rami della famiglia Imperiale
- Imperiale di Sant'Angelo, il ramo iniziò con l'acquisto da parte di Gian Vincenzo Imperiale di Genova nel 1631 dello "Stato di Sant'Angelo" del Regno di Napoli, comprensivo di Sant'Angelo dei Lombardi, Nusco, le terre di Lioni, Andretta e Carbonara (oggi Aquilonia). Il principe Placido Imperiale di Sant'Angelo fu fondatore di Poggio Imperiale in Capitanata.
- Imperiali di Francavilla, presero il nome dal predicato nobiliare del feudo di Francavilla Fontana, di cui ebbero il principato nel 1639. Il Castello o Palazzo Imperiali, oggi sede del comune di Francavilla, con la sua collezione di opere d'arte testimonia il mecenatismo degli antichi proprietari.
- Imperiali di Latiano, presero il nome dal predicato nobiliare del feudo di Latiano, di cui ebbero il marchesato intorno al XVIII secolo e dove vissero fino al 1909 (Guglielmo è stato l'ultimo discendente). Il Palazzo Imperiali oggi è sede della Biblioteca comunale e del "Museo del Sottosuolo"; vi vengono conservate alcune tele di Gerolamo Cenatempo provenienti dalla collezione dei marchesi. La cappella di famiglia è opera di un grande architetto ed esponente del barocco leccese, Mauro Manieri.
[modifica] Edifici storici
[modifica] Palazzo Imperiale a Genova
Il palazzo venne costruito intorno al 1560 per Giovan Vincenzo Imperiale da Giovanni Batta Castello, detto il Bergamasco, e subito dopo ampliato verso Soziglia su progetto di Andrea Ansaldo. Fu presente nella lista dei beni ereditati dalle varie generazioni della famiglia, tra il 1576 e il 1664. Nel 1584 il futuro doge Giovanni Giacomo Imperiale (1617-1619) aprì la nuova "strada imperiale" a Scurreria la Nuova, e una piccola parte della facciata del palazzo, con il portale, divenne visibile da piazza San Lorenzo. L'ingresso avviene tramite un atrio aperto con quattro arcate sorrette da pilastri verso il cortile centrale, una corte quadrata con solo due campate per lato[1]. Danneggiato dal bombardamento navale del 1684 fu forse in seguito, sopraelevato di un piano. Gli ambienti interni conservano al piano terreno affreschi di B. Castello e di Luca Cambiaso con "Nozze di Psiche" e al secondo piano altri con le "Storie di Cleopatra", eseguite da B. Castello e D. Piola, e che furono all'origine di un duello tra Cambiaso e Castello. Anche la scala originale è affrescata con fini grottesche e adorna di portali con busti marmorei.
[modifica] Villa Imperiale a Genova
| Per approfondire, vedi la voce Villa Imperiale (Genova). |
Prima che si imponesse a Genova lo stile dell'architetto Galeazzo Alessi, che avrebbe improntato gran parte delle ville di Albaro, per lungo tempo Villa Imperiale in piazza Terralba fu un modello di dimora. Realizzata ad un volume longitudinale, era completata da logge d'angolo. La famiglia Imperiale, che la acquistò dai Cattaneo, la tenne fino agli anni venti del Novecento, fino a quando non fu acquisita dal Comune. Oggi con il suo lussureggiante parco è un giardino pubblico per il quartiere popolare di San Fruttuoso.
[modifica] Castello di Francavilla Fontana
| Per approfondire, vedi la voce Castello di Francavilla Fontana. |
Il castello è inizialmente una delle torri, costruite nel 1455 a Francavilla Fontana da Giovanni Antonio del Balzo Orsini figlio di Raomondello. Nell'atrio si conserva il fonte battesimale del XIV secolo della chiesa angioina (distrutta dal terremoto del 1743).L'impianto dell'attuale castello è dovuto nel 1536 al grande umanista Giovanni Bernardino Bonifacio marchese di Oria e feudatario di Francavilla, il quale incrementò il sistema difensivo e ingrandì la fortificazione. Gli Imperiali a partire dal Seicento, si limitarono a qualche ristrutturazione parziale affidate agli architetti Carlo Francesco Centonze e Mauro Manieri e riferibili prevalentemente al cortile interno, ad un portale settecentesco e a un loggiato barocco, con quattro arcate. Oggi il palazzo è sede dell'amministrazione comunale.
[modifica] Castello Imperiali di Villa Castelli
La fortezza di età medievale fu proprietà della nobile famiglia degli Orsini del Balzo (ramo cadetto partenopeo della ben più importante famiglia romana degli Orsini) ed era già in rovina nel XV secolo. Nel XVII secolo la famiglia Imperiali acquistò la fortificazione, trasformandola in castello e impiantando un allevamento di cavalli di razza murgese. Con il passaggio alla famiglia Ungaro, estintasi la linea maschile della famiglia imperiali, il castello venne arricchito e adibito a palazzo ducale. Nel 1822 parte delle scuderie fu utilizzata per la realizzazione di una cappella, dedicata al Santissimo Crocifisso. Nel 1830 la chiesa venne elevata a parrocchia e consacrata dal vescovo di Oria. Nel corso del '900 l'edificio è stato adibito a caserma ed a scuola. Attualmente il castello è stato parzialmente ristrutturato ed è sede del municipio.[2], della galleria d'arte comunale e del museo archeologico municipale.
Il castello ha conservato sino alla fine del XVIII secolo le merlature ed i cannoni, successivamente rimossi. La facciata Nord è stata irrimediabilemnte stravolta da ripetuti interventi, effettuati con scarsa competenza storica. E' invece ancor oggi salva la parte più antica, la facciata Sud del castello che conserva, totalmente inglobata nel complesso architettonico, l'antica torre, oggi sede dell'aula consiliare.domina dall'alto dell'ultimo colle delle Murge la pianura salentina. Sono ancora visibili caratteristiche di età tardo-medievale e rinascimentale.
[modifica] Torre dell'Antoglietta
Torre medievale del XIV secolo, nel territorio meridionale del comune di Villa Castelli, nucleo centrale della frazione dell'Antoglia estesa sino alle sorgenti del Canale Reale, protetta da alte mura di corte dette Paralupi e dotata di merlature e feritoie. Costruita dalla famiglia feudataria dei Nantoil[3], come parte del complesso sistema difensivo di Oria e Francavilla Fontana. Nel 1307 è concesso da parte del principe di Taranto, principe d'Acaia e imperatore di Costantinopoli, Filippo I d'Angiò a Filippo de Nantolio ...licentiam munendi ipsam terram vestram muris, turribus, fossatis et aliis munitionibus oportunis ad honorem et fidelitatem reginalem et nostram a nobis suppliciter petistis...[4]. La famiglia Imperiali nel XVII secolo acquista la torre dell'Antoglia insieme alla fortezza medievale di Monte Castelli[5]. La Torre passa successivamente al duca di Monteiasi, Gioacchino Ungaro, nell'anno 1793[6].
[modifica] Palazzo Imperiali di Latiano
La struttura di epoca normanna risale al XII secolo ed è situata per motivi strategico-militari sulla via Appia, da sempre importante crocevia per gli spostamenti degli eserciti. Si trova nella centrale piazza Umberto I di Latiano. Nacque come fortezza difensiva ed è stato rimaneggiato più volte, sino all'attuale aspetto di palazzo gentilizio settecentesco, soprattutto ad opera della famiglia Imperiali, da cui prende il nome.
Gli ultimi lavori strutturali, che hanno conferito all'edificio l'attuale fisionomia, risalgono al 1714, come risulta da talune iscrizioni sul frontale; il Palazzo nell'anno 1909 fu venduto dall'ultimo erede Guglielmo Imperiali al Municipio di Latiano con atto a rogito notaio Raffaele Taberini (Archivio comunale Latiano, Ufficio Segreteria, Fondo contratti e appalti).
[modifica] Palazzo Imperiali-Filotico di Manduria
Ruggero il Normanno dopo il 1090 fece riedificare la città di Manduria, distrutta dalle incursioni barbare (in particolare dei Saraceni e dei Goti) col nome di Casalnuovo (Case Nuove, nei documenti). Sul castello le fonti sono molto avare di notizie, a tal punto da non poter stabilire con certezza le esatte dimensioni e l'esatta importanza del maniero. Si suppone fosse sin dall'inizio di proprietà feudale, dal momento che non è citato nello Statutum de reparatione castrorum, un elenco di fortezze demaniali redatto in età federiciana (1241-1246).
Sui ruderi del castello normanno fu concepita una nuova residenza principesca da Don Michele III Imperiali, feudatario di Casalnuovo nel 1717, così come riportato dalla iscrizione sul portale di accesso all'appartamento al piano nobile («Michael lmperialis A.D. MDCCXVII») e costruito a partire dal 1719, come elemento fondamentale di un importante piano di rinnovamento urbanistico della città, perseguito mediante la creazione di nuovi assi prospettici rivolti verso l'esterno della cinta muraria antica. Il palazzo è concepito secondo lo schema classico della dimora urbana, a pianta quadrata e isolato sui quattro lati: per lo stile severo ed austero risultano evidenti le caratteristiche di unicità nel panorama del tardo barocco salentino, dal quale esso si discosta decisamente; interessanti appaiono invece le analogie con esempi tardomanieristici romani a cavallo tra sei e settecento. L'unica concessione al gusto rococò del tempo è costituita dalla lunga balconata in ferro lavorato "a petto d'oca". Dal maestoso portale fiancheggiato da due colonne di ordine toscano si accede all'androne coperto e, proseguendo, all'atrio interno. Di rilievo è la monumentale scalinata a doppia rampa aperta sull'atrio, secondo una tipologia che all'epoca ebbe grande diffusione soprattutto a Napoli.
Dopo la morte di Michele III il suo erede omonimo, Michele IV rimase per lo più a Napoli dove morì nel 1782 senza lasciare discendenza. L'edificio, non ultimato nell'ala sud-est e probabilmente mai utilizzato dalla famiglia dei feudatari, passò per alcuni anni al Regio Fisco (Si narra che il re delle Due Sicilie Francesco II, in visita in Terra d'Otranto, nel fare tappa a Manduria, definì questo palazzo addirittura più bello della sua stessa reggia di Napoli) fu poi riacquistato da Vincenzo Imperiali del ramo dei marchesi di Latiano e nuovo principe di Francavilla in burgensatico, da questi passò al figlio Federico che nel 1827 lo cedette a Vincenzo Filotico, possidente manduriano. Ai Filotico si devono alcuni interventi come la costruzione di un ampio loggiato su una delle facciate dell'atrio interno, oltre all'arredo e le decorazioni interne. L'edificio è tuttora residenza della famiglia Filotico, ad eccezione di alcuni dei locali al piano terra che, passati di proprietà in seguito ad una divisione tra eredi nel dopoguerra, risultano destinati ad attività commerciali.
[modifica] Palazzo Imperiali di Avetrana
Il primo nucleo venne edificato dai Pagano e fu ampliato in seguito dagli Albrizzi: questa parte più antica si affaccia su largo Cavallerizza e presenta uno stemma gentilizio su uno degli accessi. La famiglia Imperiali aggiunse l'ala orientale nel XVIII secolo, più sontuosa, con un portale bugnato, una scalinata trionfale ed un'ampia corte.
[modifica] Palazzo Imperiali di Salza Irpina
Il palazzo è sito nella parte più antica di Salza Irpina, e presenta al centro della facciata un portale del XVIII secolo, decorato con due semicolonne che sostengono le mensole del balcone centrale del piano nobile. L'edificio gentilizio è composto da quattro distinti livelli e venne fatto edificare dai Berio, marchesi di Salza, alla fine del XVII secolo per poi passare agli Imperiali nel IX secolo. Dall'androne si sviluppa una scala con volte a vela che conduce ai livelli superiori, in quanto, i due livelli inferiori fungevano da deposito o cantina. Il "piano nobile" o "piano di rappresentanza" è caratterizzato da molteplici sale, alcune corredate ancora dagli antichi affreschi e dalle porte originarie risalenti al XVIII secolo. All'ultimo piano, si trovano le ampie stanze che costituivano la "zona notte", a cui corrispondono sulla facciata delle finestre rettangolari con cornici in pietra. Sull'ultima parete della grande scala in pietra, si trova ancora un grande drappo ricamato raffigurante lo stemma degli Imperiali, un'aquila nera con le ali aperte. A seguito del terremoto del 1980, il palazzo è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro.
[modifica] Villa Imperiali a Vicenza
Si ritiene progettata nel 1681 dall’architetto Carlo Borella, con un settore centrale del prospetto leggermente avanzato e distinto per la presenza di quattro lesene ioniche, di aperture centinate e del portale d'ingresso, il cui frontone triangolare ospita lo stemma del casato. Le brevi ali presentano una serliana forse in origine aperta. Vasto e ancora ben tenuto il parco.
[modifica] Note
- ^ In una descrizione anonima del 1818 il palazzo viene definito "immenso", e ne viene descritto lo sviluppo "su scale affacciate a logge diversamente orientate in inediti svolgimenti di spazi"
- ^ R. Biondi, Tabula Viarum di Villa Castelli
- ^ R.Biondi, Masserie del Sud, Villa Castelli 1997
- ^ Frà Primaldo Coco ha letto male la pergamena trascrivendo la data 1364, in realtà il principe Filippo muore nel 1332, è esplicito nel documento il riferimento cronologico: imperii et principatus nostri anno primo (con riferimento alla nomina di principe di Acaia 1307 e non a quella anteriore di principe Taranto 1294). cfr: Doc. XII A. Primaldo Coco, Francavilla Fontana nella luce della Storia, Congedo edit (rist. anast.) Galatina 1988, ed orig. Taranto 1941.
- ^ L. Morleo, Breve storia di Villa Castelli, opuscolo della direzione didattica della scuola elementare statale di Villa Castelli.
- ^ R.Biondi, "Villa Castelli. Dalle proprietà degli Ungaro si sviluppa il paese", in Riflessioni. Umanesimo della pietra, Martina Franca 1987.
[modifica] Voci correlate
- Michele Imperiali (junior)
- Giuseppe Renato Imperiali
- Giovanni Vincenzo Imperiale
- Placido Imperiale
- Guglielmo Imperiali di Francavilla
- Famiglie genovesi
- Francavilla Fontana
- Poggio Imperiale
- Villa Castelli
- Villa Imperiale (Genova)
- Dogi della Repubblica di Genova
- Latiano
- Manduria
- Avetrana
[modifica] Bibliografia
| Per approfondire, vedi la voce Bibliografia su Genova. |
- Gian Domenico Oltrona Visconti, Imperialis Familia, Piacenza 1999.
[modifica] Collegamenti esterni
- Genealogia della Famiglia Imperiali tratta da: Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano (1922, 1933, 1936) - Elenco storico del Sovrano Militare Ordine di Malta del 1960
- Il viaggio di Gian Vincenzo Imperiale nel 1633
- Storia e alcune biografie degli Imperiali di Genova e del ramo di Sant'Angelo
- Poggio Imperiale
- Famiglia Imperiali - Ramo napoletano