Immigrazione romena in Italia

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L'immigrazione rumena in Italia è un fenomeno migratorio del popolo rumeno che ha interessato l'Italia nel XX secolo e nei primi due decenni del secolo successivo.

Storia e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Cittadini rumeni residenti in Italia
Dati ISTAT anni 2001-2012[1]
2001 (Censimento) 74.885 [2]
2002 95.039 [3]
2003 177.812 [4]
2004 248.849 [5]
2005 297.570 [6]
2006 342.200 [7]
2007 625.278 [8]
2008 796.477 [9]
2009 887.763 [10]
2010 968.576 [11]
2011 (Censimento) 823.100 [12]
2012 933.354 [13]

Caratteristico di tutto il XX secolo, ma accresciutosi a seguito della Rivoluzione rumena del 1989, il fenomeno si è ulteriormente accentuato dopo il 2002, con la liberalizzazione dei visti turistici in Romania[14], e soprattutto dopo il 2007[6][7][8], in seguito all'ingresso della Romania nell'Unione Europea e al conseguente godimento per i cittadini rumeni del beneficio della libera circolazione delle persone nella cosiddetta «Area Schengen».

In particolare, nel decennio tra il 2001 e il 2011 la comunità rumena in Italia si è di fatto decuplicata, fino a diventare nel 2008 la prima comunità straniera nel territorio nazionale[8] e a sfiorare il milione di persone nel 2012, arrivando a rappresentare circa un quinto di tutti gli stranieri residenti in Italia[13][15], oltre che la più grande comunità rumena all'estero in tutta l'Unione Europea[16].

Tali dati sono relativi ai cittadini rumeni residenti in Italia e non tengono dunque conto di coloro che nel frattempo hanno ottenuto la cittadinanza italiana per naturalizzazione, che, ai sensi dell'art. 9 della Legge 5 febbraio 1992, n. 91, per i cittadini di uno degli Stati membri dell'Unione Europea può essere chiesta dopo quattro anni di residenza nel territorio italiano. Non sono disponibili in merito dati di dettaglio per Paese e per anno ma si stima che in totale le naturalizzazioni in Italia siano pari a circa il 15% del totale degli stranieri residenti[17]. Non si tiene altresì conto dei dati relativi alla presenza in Italia di zingari, spesso di lingua romena[18].

Secondo diversi analisti, i fattori che hanno favorito questa massiccia emigrazione dalla Romania verso l'Italia sono essenzialmente geopolitici (tra questi la prossimità territoriale e la caduta delle frontiere intereuropee), economici (il basso indice di sviluppo umano in Romania e l'economicità dei trasferimenti) e culturali (in particolare la vicinanza linguistica e culturale). Probabilmente non trascurabile è inoltre una certa «trazione» storico-culturale creata fra i due popoli dalla comunità italo-romena in Romania[18].

La comunità rumena in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Negozio rumeno a Monza nel 2011

La gran parte (circa il 60%) dei rumeni stabilitisi in Italia proviene dalla regione della Moldavia rumena[19]. La distribuzione sul territorio italiano rispecchia per grandi linee quella generale degli stranieri residenti nella penisola, con una netta prevalenza nell'Italia Settentrionale e Centrale e in particolare nel Lazio (196mila), Lombardia (138mila), Piemonte (137mila) e Veneto (102mila); le città in cui sono presenti le maggiori comunità rumene sono Roma (72462), Torino (51918), Milano (12146), Padova (8268) e Verona (8056)[15].

Circa l'80% degli immigrati rumeni in Italia ha conseguito il diploma e circa il 10% di essi è in possesso di una laurea[20]. Secondo dati delle camere di commercio, a marzo 2013 risultavano iscritte nel Registro del Commercio in Italia 44817 ditte individuali relative a cittadini rumeni, per circa il 70% relative al settore delle costruzioni e localizzate per il 95% nel Nord e nel Centro Italia. Sono inoltre registrate 29.372 società in cui uno degli azionari o dei dirigenti è un cittadino rumeno[21].

Dal punto di vista religioso i rumeni in Italia sono in gran parte riuniti sotto la Eparchia ortodossa rumena d'Italia; grazie al contributo dell'immigrazione rumena, si stima che dal 2008 la religione ortodossa sia la seconda comunità religiosa in Italia dopo quella cattolica, con circa 1,3 milioni di credenti[22].

Molti personaggi noti sono emigrati dalla Romania all'Italia in diversi periodi storici; tra questi Dinu Adameșteanu, Roman Vlad, Gheorghe Iancu, Virginia Zeani, Giuseppe Costantino Dragan (sulla cui storia Luigi Castoldi ha scritto il libro Il romeno d'Italia. La lunga storia di Costantino Dragàn) ed altri.

In epoca più recente, il fenomeno ha riguardato diversi personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, come Ramona Badescu[23], Loredana Errore, Ana Caterina Morariu e Cristian Stoica.

L'impatto sul sistema lavorativo e socio-economico italiano[modifica | modifica wikitesto]

Essendo il boom migratorio rumeno il più consistente fra quelli avvenuti in seguito al cosiddetto «allargamento a est» dell'Unione europea tra il 2004 e il 2007 e avendo interessato l'Italia più di ogni altro Stato comunitario (contrariamente a quanto accaduto per i flussi demografici provenienti da altri Paesi dell'Europa orientale), esso è stato oggetto di studi e previsioni circa il suo potenziale impatto sul mercato del lavoro e sui sistemi assistenziali, sanitari e previdenziali italiani.

La notevole differenza fra l'indice di sviluppo umano italiano e quello rumeno non sembrerebbe tuttavia poter creare significativi aggravi alla spesa sanitaria e assisenziale italiana, grazie ad alcune limitazioni alla libera circolazione dei cittadini inoccupati che la Comunità aveva predisposto già in previsione della prima fase di allargamento (nel 2004)[24], al fine di evitare fenomeni di «turismo sociale» verso i Paesi più benestanti dell'Unione. Inoltre, simili eventualità sembrerebbero trascurabili anche da un punto di vista empirico, essendo emerso da alcuni studi che l'emigrazione dai nuovi Stati membri è prevalentemente tesa ad un trasferimento stabile e con finalità occupazionali[25].

Anche quanto alla previdenza sociale, il sistema italiano non dovrebbe subire particolari ripercussioni finanziarie. Essendo esso finanziato prevalentemente «a contribuzione» (o secondo il «modello bismarckiano») e solo in parte dalla fiscalità generale (o secondo il «modello beveridgiano»), le prestazioni previdenziali erogate sono finanziate con contributi a carico dei lavoratori stessi e dei loro datori di lavoro; inoltre, nel caso le prestazioni venissero erogate dallo Stato italiano a causa della residenza in Italia del beneficiario, ma fossero state maturate anche a seguito di una sua precedente contribuzione a favore dell'Istituto previdenziale del Paese d'origine, nel cui territorio egli era impiegato, l'Istituto erogante italiano può rivalersi pro quota proprio su quello del Paese d'origine, secondo i meccanismi di totalizzazione previsti dal Regolamento UE n. 883 del 2004. Oltretutto, nel contesto di sistemi previdenziali ispirati al modello bismarckiano, quello italiano è fra quelli in cui la contribuzione previdenziale è organizzata secondo un modello di solidarietà intergenerazionale, in base al quale le prestazioni pensionistiche non sono finanziate con i contributi precedentemente versati dagli stessi beneficiari, bensì con quelli versati dalla popolazione attiva del momento, con la conseguenza che l'aumento numerico[26] della popolazione occupata ingenera un aumento della contribuzione previdenziale a vantaggio dell'erogazione delle prestazioni pensionistiche attualmente in corso, di cui godono prevalentemente cittadini italiani, non coperte dall'insufficiente contribuzione degli attuali lavoratori italiani e altrimenti da finanziare ricorrendo alla fiscalità generale[27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A parte i dati relativi ai censimenti nazionali del 2001 e del 2011, gli altri dati sono rilevati al 31 dicembre dell'anno indicato, calcolati dall'ISTAT in base al bilancio demografico nazionale.
  2. ^ 14° Censimento della popolazione: dati definitivi. Stranieri residenti in famiglia e in convivenza in http://dawinci.istat.it/, 16 giugno 2004. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  3. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2002 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  4. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2003 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  5. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2004 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  6. ^ a b Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2005 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  7. ^ a b Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2006 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  8. ^ a b c Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2007 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  9. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2008 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  10. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2009 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  11. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2010 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  12. ^ Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione in http://www.istat.it/, 23 dicembre 2013. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  13. ^ a b Cittadini Stranieri. Popolazione residente per sesso e cittadinanza al 31 Dicembre 2012 Italia - Tutti i Paesi in http://demo.istat.it/. URL consultato il 19 ottobre 2014.
  14. ^ Cohal, p. 39
  15. ^ a b La popolazione straniera residente in Italia in http://www.istat.it/, 22 settembre 2011. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  16. ^ Oltre 1 milione di romeni in Italia, primato in Ue in http://www.stranieriinitalia.it/, 23 marzo 2013. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  17. ^ Andrea Stuppini, Molti immigrati e pochi nuovi italiani? in http://www.stranieriinitalia.it/, 20 settembre 2012. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  18. ^ a b Cohal, p. 40
  19. ^ Cohal, p. 60
  20. ^ Cohal, p. 62
  21. ^ Relazioni economiche. Investimenti romeni in Italia in http://roma.mae.ro/. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  22. ^ Marco Tosatti, Italia: Ortodossia supera Islam in http://www.lastampa.it/, 8 marzo 2010. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  23. ^ (EN) Peter Popham, Romanian actress battles racism in Italy in http://www.independent.co.uk/, 10 ottobre 2008. URL consultato il 18 ottobre 2014.
  24. ^ Limitazioni previste dalla Direttiva UE n. 38 del 2004
  25. ^ Silvia Borelli, Le mobilità dei lavoratori subordinati cittadini dell’Unione europea in http://www.europeanrights.eu/, p. 4. URL consultato il 17 ottobre 2014.
  26. ^ Anche se non percentuale, come avviene negli anni della crisi economica del 2008-2014.
  27. ^ Barbara Grandi, Diritti sociali e allargamento UE; le problematiche connesse all'estensione dei diritti in Rivista del diritto della sicurezza sociale, nº 2, Bologna, Il Mulino, 2005, pp. 580-592.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]