Immagine (matematica)
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Data una funzione f : A → B, si definisce immagine di A tramite f, o, tout court, immagine di f il sottoinsieme di B così definito:
ove l'uguaglianza con B sussiste se e solo se la funzione f è suriettiva.
Si tratta, quindi, di quegli elementi b di B per i quali esiste un elemento di A che venga portato in B da f.
Notare che nello scrivere f(A) si è attuato un leggero abuso di notazione, in quanto f è una trasformazione che agisce sugli elementi di A, non su A stesso. Tale uso è però talmente diffuso che sarebbe inutile provare a combatterlo. Altre notazioni, che non provocano alcun imbarazzo formale e che trovano comunque un certo seguito, sono:
e 
Più in generale, se A1 ⊆ A è un sottoinsieme del dominio A si chiama immagine di A1 tramite f l'insieme:
Se a ∈ A, si chiama immagine di a tramite f l'unico elemento f(a) ∈ B associato ad a da f.
Indice |
[modifica] Proprietà
Considerata una funzione f : A → B, valgono le seguenti proprietà:
- Se
allora 
- L'immagine dell'unione di due insiemi è l'unione delle due immagini. In simboli:
- In generale:

- In generale:
- L'immagine dell'intersezione di due insiemi è contenuta nell'intersezione delle due immagini. In simboli:
e l'uguaglianza vale se e solo se la funzione f è iniettiva.
- In generale:

- In generale:
- L'immagine della differenza di due insiemi contiene la differenza delle due immagini. In simboli:
e l'uguaglianza vale se e solo se 
[modifica] Metodi di calcolo
È un esercizio utile e proposto regolarmente nelle scuole quello, data una funzione, di identificare la sua immagine. Per fare questo, se non si è in grado di farlo a priori (ad esempio, è noto senza fare alcun calcolo che la funzione x2 ha come immagine tutta la semiretta positiva delle ordinate y, compreso lo zero), ci sono due metodi: o, con gli strumenti dell'analisi matematica, si identificano gli intervalli di monotonia e i massimi e i minimi, o, con calcoli puramente algebrici, si esplicita la x in funzione della y, trovando in pratica la funzione inversa; ad esempio, se
allora la sua inversa si ottiene mediante:
Visto che nei vari passaggi si è applicato prima un logaritmo e poi una radice quadrata, si ottengono delle restrizioni, le uniche, per la
, precisamente
e
L'intersezione di queste due condizioni dà l'immagine, poiché i valori di
risultanti possiedono, per costruzione, un valore di partenza (dato dall'espressione trovata); in questo caso, dunque, l'immagine è 
[modifica] Bibliografia
- Marco Abate e Chiara de Fabritiis, Geometria analitica con elementi di algebra lineare. Milano, McGraw-Hill, 2006. ISBN 8838662894.
![\begin{matrix}
f(A) & := & \left\{b \in B \left| \right. b = f(a)\ \mbox{per qualche}\ a \in A \right\} & = \\[1ex]
& = & \left\{b \in B \left| \right. \exists\, a \in A \left| \right. b = f(a)\right\} & = \\[1ex]
& = & \left\{f(a) \in B \left| \right. a \in A \right\} \subseteq B,
\end{matrix}](http://upload.wikimedia.org/math/0/e/3/0e3245cc080d5c9aacd6d536fc9203b1.png)





