Immacolata d'Asburgo-Lorena

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Arciduchessa Maria Immacolata d'Asburgo-Toscana, 1915.

L'arciduchessa Maria Immacolata d'Asburgo-Toscana, (in tedesco: María Immaculata Karoline Margarethe Blanka Leopoldine Beatrix Anna) (Leopoli, 9 settembre 1892Viareggio, 3 settembre 1971), era una arciduchessa d'Austria e principessa di Boemia, Ungheria e Toscana[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era la secondogenita di Leopoldo Salvatore d'Asburgo-Toscana, e di sua moglie, Bianca di Borbone-Spagna. In famiglia veniva chiamata Mac. Ricevette il nome di Immacolata in onore della nonna paterna, la principessa Maria Immacolata Clementina di Borbone-Due Sicilie, morta nel 1899[2].

Crebbe nell'ultimo periodo della monarchia asburgica. Suo padre, che aveva seguito una carriera nell'esercito, era anche un inventore con un numero di brevetti militari sotto il suo nome. Sua madre era la forza dominante nella famiglia. La loro era una famiglia multi-culturale. Gli antenati paterni avevano regnato in Austria, Toscana e Regno delle Due Sicilie. Gli antenati materni aveva regnato in Spagna, Parma, Modena, Portogallo e Francia.

Venne educata insieme alle sue sorelle. Era l'intellettuale della famiglia[3]. Seguendo la tradizione asburgica, era appassionata di musica. Era una pianista eccezionale[4]. Studiò tedesco, francese, spagnolo, ungherese e italiano.

La famiglia era benestante. Vivevano tra il Palais Toskana, a Vienna, e la Schloss Wilhelminenberg. Trascorrevano le vacanze in Italia, dove sua madre possedeva una proprietà rurale vicino a Viareggio.

Durante la prima guerra mondiale, il padre e i due fratelli maggiori combatterono nell'esercito austro-ungarico mentre lei servì come crocerossina[5].

Esilio[modifica | modifica sorgente]

Alla caduta della monarchia asburgica, il governo repubblicano d'Austria confiscò le proprietà degli Asburgo[5]. La famiglia perse tutta la sua fortuna. I due fratelli maggiori di Immacolata decisero di rimanere in Austria e riconoscere la repubblica. Il resto della famiglia si trasferì in Spagna.

Nel gennaio del 1919 arrivarono a Barcellona dove si stabilirono per oltre un decennio. Vissero molto modestamente, inizialmente, affittando una casa in cui le ragazze hanno condiviso una camera da letto con la madre e i ragazzi con il padre. L'economia della famiglia migliorò con il reddito proveniente dalle entrate dei brevetti militari del padre. Durante la Seconda Repubblica spagnola, la famiglia si trasferì di nuovo in Austria.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Immacolata non rimase in Austria per lungo tempo[6]. Il 14 luglio 1932 a Roma, sposò un aristocratico italiano, Nobile Igino Neri-Serner, Patrizio di Siena (22 luglio 1891-1 maggio 1950)[5]. La coppia si stabilì a Roma[3]. Siccome entrambi avevano più di quarant'anni, la coppia non ebbe figli. Durante la seconda guerra mondiale soggiornarono a Roma[2].

Morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte del marito, andò a vivere insieme alle sue sorelle a Viareggio, nella villa che avevano ereditato alla morte della madre l'anno precedente.

Morì il 3 settembre 1971, all'età di 78 anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Harding, Lost Waltz, p. 20
  2. ^ a b Harding, Lost Waltz, p. 294
  3. ^ a b Harding, Lost Waltz, p. 276
  4. ^ Harding, Lost Waltz, p. 97
  5. ^ a b c McIntosh, The Unknown Habsburgs, p. 48
  6. ^ Harding, Lost Waltz, p. 218