Imagologia

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L'imagologia è lo studio delle immagini, dei pregiudizi, dei cliché, degli stereotipi di una determinata cultura vista dalla prospettiva dell'altro.

È uno dei campi di studio della comparativistica letteraria sviluppatosi originariamente in Francia grazie al contributo di studiosi della littérature comparée. Essi lo assunsero come metodo caratterizzante, a iniziare dal libro di Jean-Marie Carré "Le écrivans francais et le mirage allemand" e dal capitolo conclusivo del manuale di M.F. Guyard "Le littérature comparée" (1951).

Chevrel dice che la letteratura comparata basa la sua essenza su questa disciplina: effettivamente l'imagologia viene soprattutto studiata nella letteratura comparata in quanto riesce a determinare il rapporto che un popolo può avere con un altro. L'imagologia fondandosi su questi presupposti, avvicina ai codici simbolici dell'altro e si costituisce come metodologia critica per accedere al suo immaginario. Questo rapporto è molto antico e si afferma nel momento in cui si afferma una popolazione in quanto un determinato popolo, entità nazionale, si autodetermina nel momento in cui definisce l'altro, in un rapporto dialogico-differenziale come dice Dyserinck. Già nell'antichità antichi scrittori hanno parlato dell'immagine dell'altro, basti pensare ad Erodoto che descriveva gli altri popoli per accentuare la perfezione ateniese, o anche a Tacito che descriveva il popolo dei Germani come un popolo fiero e incorruttibile, un mito che serviva ad allarmare i romani per le qualità dei loro nemici. L'interesse principale dell'imagologia è risalire al valore ideologico e politico che certi aspetti di un'opera letteraria possano avere.

Studiosi importanti dell'imagologia sono Hugo Dyserinck e Daniel-Henri Pageaux che hanno dato una svolta a questa disciplina studiando le images e i mirages che fanno parte di un'imagerie culturelle, ovvero le immagini negative o positive di un immaginario collettivo nella quale al suo interno si formano miti e stereotipi. Pageaux procede con un metodo semiotico-strutturale, individuando dapprima le parole chiave di un determinato testo letterario, esaminando la strategia linguistica che ha scelto l'autore che può essere di estraniamento o di assimilazione e infine studiando le coordinate spaziali e temporali, conducendo un'analisi antropologica. Pageaux dice che nel rapporto con l'altro ci può essere assimilazione quando si ha una considerazione positiva di una determinata cultura (ad esempio Goethe e l'interesse dei romanzi giapponesi) o ci può essere straniamento quando si ha sorta di distacco nei confronti dell'altro. Questi rapporti possono avere connotati estremi quali: fobico e di mania (nel primo caso c'è l'estraneamento eccessivo e nel secondo caso c'è un'enfatizzazione esagerata) che portano alla nascita di stereotipi. Gli stereotipi sono dei segnali di senso generale che vengono attribuiti a semplici fatti che vengono considerati fenomeni.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Imagologia: definizioni e bibliografia

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