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Illuyanka

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Nella mitologia ittita, Illuyanka (o Illuyankas) era un dragone ucciso da Tarhunta, dio della tempesta del cielo e massimo dio del pantheon eteo. È conosciuto grazie alle tavolette ittite cuneiformi scoperte a Çorum-Boğazköy, la precedente capitale ittita Hattusha.

Esistono due versioni di questo mito, come illustrato dai testi ittiti: In una versione meno recente, nella lotta tra i due dei e il dragone a vincere fu quest'ultimo. Teshub poi si recò dalla dea hattica Inaras per farsi consigliare. Essa, dopo essersi fatta promettere il suo amore a un mortale chiamato Hupasiyas come ricompensa per il suo aiuto, escogitò una trappola per il dragone. Andò da esso con una grande quantità di cibo e liquori, e lo adescò per farlo bere fino a riempirsi. Una volta ubriaco, il dragone venne legato da Hupasiyas con una fune. Successivamente il dio Teshub comparve assieme agli altri dei e uccise Illuyanka.

In una versione più recente, dopo che i due dei combatterono e Teshub venne sconfitto, Illuyanka prese gli occhi e il cuore di Teshub, simboli della compassione e della comprensione. Per vendicarsi del dragone, Teshub sposò la dea Hebat, figlia di un mortale, chiamato Arm. Essi ebbero un figlio, Sarruma, che crebbe e sposò la figlia del dragone Illuyanka. Teshub disse a suo figlio di domandare come dono di nozze i suoi occhi e il suo cuore ed egli lo fece. Con i suoi occhi e il suo cuore ripristinati, Teshub andò nuovamente ad affrontare Illuyanka. Nel momento in cui il dragone stava per essere sconfitto, Sarruma venne a sapere della battaglia e comprese che era stato sfruttato per i propositi del padre. Domandò quindi a quest'ultimo di prendere la sua vita insieme a quella di Illuyanka, e così Teshub li uccise entrambi con una pioggia tuonante e un fulmine. Questa versione è illustrata nel bassorilievo scoperto a Malatya (datato 1050 - 850 a.C.) conservato nel museo delle civiltà anatoliche ad Ankara, in Turchia.

Il dio Teshub uccide il dragone Illuyanka. Dietro di lui suo figlio Sarruma.

I testi ittiti vennero presentati nel 1930 da W. Porzig, che per primo fece il confronto tra la battaglia di Teshub contro Illuyanka e lo scontro tra il dio del cielo Zeus contro con il mostro serpentiforme Tifone, narrato nella Bibliotheca di Pseudo-Apollodoro (I.6.3); i parallelismi ittito-greci trovarono pochi sostenitori a quei tempi, il mito ittita della castrazione del dio del paradiso Kumarbi, che è un chiaro parallelo col mito greco, non è stato ancora decifrato e ripubblicato.

Il mito riprende il concetto basico del dualismo: Bene contro il male.

Illuyanka è probabilmente un nome composto, consistente di due parole per "serpente", Proto-Indoeuropeo *illu- e l'urrico *anka-. Gli stessi termini, invertiti, appaiono nel latino anguilla. La parola *illu- è affine all'inglese eel (anguilla), la parola anka- al sanscrito ahi. Un'altra etimologia suggerisce che il nome originariamente era *Eluy-anka (Il serpente di El), guardiano dell'Elohim (il pantheon degli dei semitici occidentali). Nella mitologia canaanita appare come Lotan.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Porzig, W. "Illuyankas und Typhon", Kleinasiatische Forschung I.3 (1930) pp379-86.
  • Beckman, Gary. "The Anatolian Myth of Illuyanka," Journal of the Ancient Near Eastern Society 14 (1982) pp 11- 25.
  • J. Katz, 'How to be a Dragon in Indo-European: Hittite illuyankas and its Linguistic and Cultural Congeners in Latin, Greek, and Germanic', in: Mír Curad. Studies in Honor of Calvert Watkins, ed. Jasanoff, Melchert, Oliver, Innsbruck 1998, 317–334.
  • Rizza, A., Due protagonisti della mitologia anatolica. Intorno a CTH 321, in G. Borghi, R. Ronzitti, L. Busetto (ed.s), Atti del III, IV, V  incontro genovese di Studî vedici e Pāṇiniani, Milano 2006, pp. 321-356.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Tifone

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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