Illizi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Illizi
comune
إليزي
Illizi – Veduta
Localizzazione
Stato Algeria Algeria
Provincia Illizi
Distretto Illizi
Territorio
Coordinate 26°29′N 8°28′E / 26.483333°N 8.466667°E26.483333; 8.466667 (Illizi)Coordinate: 26°29′N 8°28′E / 26.483333°N 8.466667°E26.483333; 8.466667 (Illizi)
Superficie 75 945 km²
Abitanti 10 163 (1998)
Densità 0,13 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 33000
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Algeria
Illizi

Illizi è una città dell'Algeria orientale, capoluogo della omonima provincia, dell'omonimo distretto e dell'omonima municipalità. È una località turistica; a Illizi si trova infatti uno degli ingressi al Parco Nazionale di Tassili N'Ajjer, noto per la grande quantità di pitture rupestri preistoriche.

Durante il periodo coloniale francese era nota con il nome di Fort Polignac.

Illizi è servita da un aeroporto situato 5 km a nord della città

La valle di Illizzi[modifica | modifica wikitesto]

L'archeologo Henri Lhote in Mauritania nel 1967

La valle di Illizi è famosa per le migliaia di incisioni di età neolitica presenti nel percorso all'interno di un canyon, che furono inventariate nel 1959 da Henri Lhote, massimo esperto del settore, su richiesta dal Museo del Bardo di Algeri.[1]

A Nafeg, una località all'interno della valle che Lhote chiamò Nafeg superiore e Nafeg inferiore, ci sono due palmeti. Nella prima località sono presenti tracce di zeribe che furono antiche abitazioni e dei silos per contenere i datteri, molto antichi che vennero utilizzati come ripari segreti per i viveri di riserva.

Nelle vicinanze c'è un piccolo rifugio decorato con pitture in ocra dette del "periodo cavallino". Le raffigurazioni mostrano palme da dattero, ben curate e accanto un dipinto dello stesso periodo, 1000 a.C.[2]: che evidenzia un carro nello stile del “galoppo volante”.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]











Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. Henri Lhote, Les gravures rupestres de l'Oued Djerat, SNED, Alger, 1976
  2. ^ Cfr. Henri Lhote, ibid.