Ildefons Cerdà i Sunyer

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Ildefonso Cerdà

Ildefonso Cerdà (Centelles, 23 dicembre 1815Santander, 21 agosto 1876) è stato un urbanista e ingegnere spagnolo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Ildefons Cerdà i Sunyer (in catalano) o Ildefonso Cerdá Suñer (in spagnolo) nasce il 23 dicembre 1815 a Centelles, vicino a Barcellona, da una ricca famiglia di proprietari terrieri; prima indirizzato dalla famiglia verso studi teologici, abbandona il seminario nel 1832 per trasferirsi a Barcellona, città dove scopre l'interesse per la vita urbana e dove inizia gli studi di matematica ed architettura. Successivamente giudica l'insegnamento della scuola di architettura ormai superato e ancora prima di diplomarsi si trasferisce a Madrid per iscriversi alla scuola di ingegneria dove si diploma a 25 anni e si interessa di politica.

Tra il 1841 e il 1848 prende parte attivamente alla progettazione delle grandi infrastrutture di diverse parti della nazione; contemporaneamente si interroga sul degrado della città ed inizia le sue ricerche per risolvere i problemi crescenti della città così che nel 1850 sceglie definitivamente di dedicarsi all'urbanistica poiché utile all'uomo. A Barcellona, nel 1854, dopo la demolizione delle mura e il primo sciopero generale si dedica alla comprensione del fenomeno sociale attraverso la redazione di un grande rapporto statistico di cui terrà conto quando nel 1857 presenta una prima proposta del piano urbanistico, preceduto dalla realizzazione del piano topografico commissionatogli dal governo centrale.

È così che nel 1860 il piano di Cerdà per Barcellona è approvato e reso attuativo con decreto regio, seppur fortemente contestato dai locali che lo vedono come un'imposizione del governo centrale, così che dopo le leggi locali del 1876 e del 1892 esso viene praticamente annullato. Il piano è comunque seguito dall'importante opera “teoria generale dell'urbanizzazione” del 1867 dove sono contenute le sue più importanti teorie di urbanistica. Il lavoro di Cerdà si sposta così a Madrid dove stende il “piano di riforma interna” e inizia la teoria general de la rurizazion: infine, ripresa l'attività politica nel breve periodo repubblicano, egli è rovinato e diffamato dopo la restaurazione della monarchia, e muore in un piccolo paese sulla costa atlantica (Caldas de Basaya) nel 1876.

Concetti chiave del suo pensiero[modifica | modifica sorgente]

Cerdà è considerato il padre della disciplina urbanistica: cercando un approccio il più possibile oggettivo egli considera la città come frutto dell'opera, perseverante e continua, di diverse generazioni che nei secoli hanno adattato il paesaggio urbano alle proprie esigenze. Partendo da queste considerazioni l'uomo di oggi dovrebbe liberarsi degli ostacoli dati dagli elementi prodotti dalle precedenti generazioni per costruirsi una città a misura delle mutate esigenze di vita. Per Cerdà l'urbanizzazione obbedisce a precise regole e risponde a un fine altamente umanitario: per essa la forma è niente, più importanti sono la soddisfazione adeguata dei bisogni umani. Due sono i principali bisogni dell'uomo di cui tener conto nell'urbanizzazione: il bisogno della libertà individuale e della dipendenza familiare e il bisogno di socializzare.

Questi due bisogni essenziali sono espressi dall'uomo nello spazio di sosta-riposo e nello spazio di circolazione-movimento che quindi si possono tradurre nella casa e nelle strade. Detti elementi devono rispettare improrogabilmente i bisogni espressi precedentemente. Grande importanza viene così data alla strada la cui funzione non è solo quella di favorire la circolazione ma soprattutto di permettere l'accesso alle case e di favorire la luce e l'aria necessari. Altrettanto importante è la casa la cui dimensione e natura deve assolvere alle proprie funzioni di indipendenza e salubrità e non può essere dettata dalla speculazione edilizia. Un ulteriore punto sta che nella pianificazione la forma da preferire è il quadrilatero poiché è nello stesso tempo la più naturale e quella che permette il maggiore sfruttamento del suolo.

Il piano urbanistico di Barcellona[modifica | modifica sorgente]

L'Eixample di Barcellona fu progettato da Cerdà

La sua opera più importante oltre che quella che lo ha reso famoso è il piano di ampliamento di Barcellona, il piano che ha dato alla città catalana un impianto urbano "unitario", studiato per pianificare una giusta e controllata espansione della città al di fuori delle mura, demolite nel 1854. Ancora oggi sono visibili i segni lasciati dal piano nella città attuale: le due diagonali e i tipici isolati a forma quadrata con gli angoli tagliati (chaflanes), così da favorire la circolazione veicolare. In realtà la pianificazione era stata affidata a Rovira y Trias che aveva vinto un concorso con un progetto a ventaglio della città, esso, però, non prevedeva un progetto preciso per l'espansione urbana ma perseguiva principalmente lo scopo di non deprezzare i terreni interni alle mura, di proprietà dei ceti sociali più abbienti, portando così a una rigida divisione sociale fra le classi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Scritti di Cerdà[modifica | modifica sorgente]

  • Teoria dell'urbanizzacion, 1854
  • Teoria generale della costruzione delle città, 1859
  • Teoria della viabilità urbana, 1861
  • Teoria del Enlace del movimiento de las Vias Maritimas y terrestres, 1863
  • Teoria generale dell'urbanizzazione, 1867

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