Ilan Pappé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Ilan Pappé

Ilan Pappé (in ebraico אילן פפה) (Haifa, 7 novembre 1954) è uno storico israeliano.

Intellettuale e studioso comunista, socialista e anti-sionista, è uno dei rappresentanti della cosiddetta "Nuova storiografia israeliana", che ha come fine scientifico ed etico quello di sottoporre a un accurato riesame la documentazione orale, che è prevalsa per decenni, nel tracciare le linee ricostruttive storiche relative alla nascita dello Stato d'Israele e del sionismo in Israele.

Attualmente è professore cattedratico nel Dipartimento di Storia dell'Università di Exeter (Regno Unito) e co-direttore del suo Centro per gli Studi Etno-Politici. Ha fondato e guidato l'Istituto per la Pace a Givat Haviva (Israele) fra il 1992 e il 2000, e ha ricoperto la cattedra dell'Istituto Emil Touma per gli Studi Palestinesi di Haifa (2000-2008).

Nel 1996, s'è presentato come candidato alla Knesset sulla lista del Hadash, emanazione del Partito comunista israeliano.

In questi ultimi anni, Ilan Pappé è stato soggetto e oggetto di numerose polemiche, particolarmente dopo il dibattito sul Massacro di Tantura e il suo appello per il boicottaggio delle università israeliane. È entrato in conflitto coi suoi colleghi Benny Morris e Yoav Gelber.

Ilan Pappé e la guerra del 1948[modifica | modifica sorgente]

Ilan Pappé alla Manchester Metropolitan University

Ilan Pappé rimette in discussione l'analisi delle cause dell'esodo palestinese del 1948 presentate da Benny Morris.

Secondo Benny Morris, l'esodo fu innanzi tutto il risultato della guerra. Prima del maggio del 1948, i Palestinesi fuggivano principalmente i combattimenti, poi furono generalmente espulsi nel corso delle operazioni militari. Benny Morris spiega di non aver potuto dimostrare o scoprire che ciò era avvenuto come risultato di una politica ebraica deliberata[1].

Secondo Ilan Pappé, al contrario, l'esodo palestinese può essere paragonato a un'operazione di «pulizia etnica», conseguenza di una politica pianificata da David Ben Gurion e messa in opera dai suoi consiglieri; sempre secondo Ilan Pappé, questa politica fu applicata fin dal dicembre del 1947[2], ben prima quindi della proclamazione dello Stato d'Israele (1948).

Posizioni politiche[modifica | modifica sorgente]

Pappé non è un sionista ed è stato membro dal 1999 al 2002 del Partito comunista israeliano e candidato alla Knesset per Hadash (lista dei comunisti assieme alle Pantere Nere di Israele) nel 1999. Successivamente ha deciso di boicottare la politica e l'università in Israele per protesta contro la politica governativa. Egli sostiene uno stato binazionale laico e secolare comprendente sia ebrei che arabi, in posizione di parità.[3].

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Ilan Pappé, The Making of the Arab-Israeli Conflict, 1947-1951, Londra, I.B. Tauris, 1992.
  • (FR) città Ilan Pappé, La guerre de 1948 en Palestine, La fabrique éditions, 2000, ISBN 2-264-04036-X.
  • (EN) Ilan Pappé, The Israel/Palestine Question, 1999.
  • (EN) Ilan Pappé, History of Modern Palestine: One Land, Two Peoples, Cambridge University Press, 2003, ISBN 0-521-55632-5. (trad. it. Storia della Palestina moderna. Una terra, due popoli, Torino, Einaudi, 2005.)
  • Ilan Pappé e Hilal Jamil, Parlare con il nemico. Narrazioni palestinesi e israeliane a confronto, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.
  • (EN) Ilan Pappé, The Ethnic Cleansing of Palestine, Oneworld Publications Limited, 2007, ISBN 978-1-85168-555-4. (trad. it. La pulizia etnica della Palestina, Roma, Fazi, 2008.)
  • Introduzione a (EN) Vittorio Arrigoni, Gaza: Stay Human, Kube Publishing Ltd, 2010, ISBN 9781847740199. Traduzione dall'italiano di Vittorio Arrigoni, Gaza. Restiamo umani, Roma, Il Manifesto - Manifestolibri, dicembre 2008 - gennaio 2009, ISBN 9788872855843.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Benny Morris, The Birth of the Palestinian Refugee Problem Revisited, 2003.
  2. ^ (EN) Ilan Pappé, The Ethnic Cleansing of Palestine, Oneworld Publications Limited, 2007, ISBN 978-1-85168-555-4.
  3. ^ (EN) Tom Segev, Haaretz, 23 maggio 2002, http://www.haaretz.com/his-colleagues-call-him-a-traitor-1.44340 . URL consultato il 17 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 44328598 LCCN: n87865020