Il tormento e l'estasi (film)

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Il tormento e l'estasi
Titolo originale The Agony and the Ecstasy
Lingua originale inglese, latino
Paese di produzione USA, Italia
Anno 1965
Durata 138 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,20:1
Genere storico, biografico
Regia Carol Reed
Soggetto Irving Stone (romanzo)
Sceneggiatura Philip Dunne
Casa di produzione International Classics, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox for Home Entertainment
Fotografia Leon Shamroy
Montaggio Samuel E. Beetley
Effetti speciali L. B. Abbott, Emil Kosa Jr., Art Cruickshank
Musiche Jerry Goldsmith, Alex North, Franco Potenza
Scenografia John DeCuir, Jack Martin Smith
Costumi Vittorio Nino Novarese
Trucco Grazia De Rossi, Amato Garbini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il tormento e l'estasi (The Agony and the Ecstasy) è un film del 1965 diretto da Carol Reed. È basato sul romanzo omonimo di Irving Stone.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nello splendore dell'Italia rinascimentale, il geniale artista Michelangelo Buonarroti viene incaricato da Papa Giulio II di realizzare un affresco nella Cappella Sistina. Durante la lavorazione dell'opera, la geniale creatività di Michelangelo si scontra con la curia romana e con il Papa che vorrebbe costringere l'artista a seguire la sua volontà. Preso dallo sconforto e dal dubbio, Michelangelo troverà nella sua opera la forza per andare contro le convenzioni del suo tempo.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il processo pittorico di Michelangelo[modifica | modifica wikitesto]

Il film illustra in più fasi il completo processo pittorico prescelto da Michelangelo. Egli si definisce fin dall'inizio uno scultore e non un pittore, dimostrandosi riluttante nel completare l'opera della Cappella Sistina. Senza precedenti background di interesse nella pittura, la prestigiosa commissione pubblica offerta a Michelangelo dal papa-autocrate rappresenta un'insormontabile cambiamento per l'ambizioso artista toscano.

La tecnica del buon fresco prescelta da Michelangelo viene illustrata in due fasi nel film, prima e dopo la distruzione degli affreschi preparati inizialmente. Anche la preparazione del colore viene realizzata con il pestare gli elementi naturali così come avveniva sino all'invenzione dei colori chimici in epoca moderna.

Il rapporto tra Michelangelo e Giulio II[modifica | modifica wikitesto]

Le relazioni tra Michelangelo e Giulio II furono un continuo contenzioso, senza dubbio, due forti personalità che si scontrarono su un progetto di lunga durata preposto naturalmente a contrapporre il loro amore per l'arte, per loro e per la chiesa. Michelangelo vive anche nel film le pressioni creategli dal dover operare con altri giganti del suo tempo come Leonardo da Vinci o Raffaello, mentre Giulio II è pressato dalla necessità di salvare la cristianità e Roma dal protestantesimo.

Nel film la rappresentazione e la reputazione del papa è più quella di un soldato che di un santo pontefice, gettando così luci e ombre sulla sua figura.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Nel film si trovano spesso utilizzate musiche da chiesa dell'epoca rinascimentale; in particolare si riconoscono il canto popolare L'homme armeé per la scena della taverna, il tema La bataille di Clément Janequin per l'ingresso di Giulio II in città dopo il combattimento ed il Cantemus Domino di Hans Leo Hassler. Questo brano costituisce però un anacronismo in quanto il musicista tedesco (1564-1612), nacque molto tempo dopo i fatti della Cappella Sistina e compose il brano in un periodo evidentemente ancora più lontano dagli eventi rappresentati nel film.

Luoghi del film[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte delle scene del film sono state girate in Italia per una maggiore adesione con i luoghi descritti nelle vicende e per gli scenari unici tipici della penisola[1].

Molte scene del film sono ambientate, ovviamente, nella Cappella Sistina: esse non furono girate all'interno del vero monumento michelangiolesco, bensì in una copia in sezioni a grandezza naturale ricostruita negli studi di Cinecittà a Roma, utilizzando per il soffitto delle enormi riproduzioni fotografiche. Tutto questo soprattutto perché il Vaticano vietò che un luogo di culto divenisse studio cinematografico.

Il luogo ove Michelangelo sceglie il marmo per le sue sculture è stato girato nelle cave di Carrara, presso le Alpi Apuane in Toscana ove appunto si trovano ancora oggi le storiche cave di marmo utilizzate sin dai tempi dei romani e sfruttate anche dallo stesso Michelangelo per le sue opere.

Piazza San Pietro così come si sarebbe potuta presentare nel 1508 (visibile soprattutto nella scena in cui il pontefice fa il suo ingresso in città) venne ricreata sfruttando una delle più belle piazze medievali italiane, Piazza del Popolo a Todi, in Umbria.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Vinti[modifica | modifica wikitesto]

Candidature[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.movie-locations.com (in inglese)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]