Il tenente dei carabinieri

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Il tenente dei carabinieri
Paese di produzione Italia
Anno 1986
Durata 110 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere poliziesco, comico
Regia Maurizio Ponzi
Soggetto Leo Benvenuti
Piero De Bernardi
Maurizio Ponzi
Sceneggiatura Leo Benvenuti
Piero De Bernardi
Maurizio Ponzi
Produttore Mario Cecchi Gori
Vittorio Cecchi Gori
Fotografia Carlo Cerchio
Montaggio Antonio Siciliano
Musiche Bruno Zambrini
Scenografia Francesco Frigeri
Interpreti e personaggi
« Sto inseguendo un'Alfetta beige, targata Milano M08859, mandate ausilio... Si, e Giovanni! "Ausilio" nel senso di "aiuto". E comprate un vocabolario! »
(Dialogo tra il Tenente Cordelli e la Centrale Operativa durante un inseguimento automobilistico)

Il tenente dei carabinieri è un film poliziesco-comico del 1986 diretto da Maurizio Ponzi, ed interpretato da Enrico Montesano, Nino Manfredi e Mattia Sbragia.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il film inizia con il Tenente dei Carabinieri, Duilio Cordelli, abile nei travestimenti e collezionista di cappelli dei vari corpi di Polizia e Carabinieri, impegnato in un'azione sotto copertura che porta all'arresto di una banda di rapinatori; in caserma Cordelli riceve dal suo superiore, il Colonnello Vinci, un rimbrotto per non aver azionato il localizzatore che lo doveva tenere in contatto con la caserma e poi i complimenti per aver portato comunque a termine la missione.

Dopo aver informato telefonicamente la moglie della riuscita dell'operazione, Cordelli si dirige finalmente a casa; fermatosi però ad una pompa di benzina per fare rifornimento, incrocia una ragazza che gli chiede di cambiargli 100 000£, perché la pompa accetta solo biglietti da 10 000£; cosa che il carabiniere fa senza problemi. La mattina seguente Cordelli scopre dalla madre, che aveva preso le 100 000£ per fare la spesa, che la cassiera del supermercato non le ha accettate perché false.

Dopo aver verificato in caserma che realmente la banconota è falsa, come altre due spacciate in una tabaccheria e in una cartolibreria, Cordelli punto nell'orgoglio inizia ad indagare occupandosi personalmente di scoprire chi sia il falsario; l'indagine lo porta a scoprire che una sua vecchia conoscenza, Lorenzini, considerato un genio del falso, dopo anni passati in Argentina è tornato da poco in Italia e convinto che sulle banconote da 100 000 false ci sia il suo zampino, inizia a far sorvegliarne la casa.

Lorenzini però, accortosi della sorveglianza, invita Cordelli ad uscire allo scoperto e dopo che questi gli ha rivelato che cosa va cercando da lui, si dice estraneo ai fatti perché ormai fuori dal giro e solo dedito al falso d'autore di quadri famosi; costretto ad interrompere la sorveglianza, Cordelli si prende almeno la soddisfazione di rifilare a Lorenzini la banconota da 100 000 falsa in cambio di un "falso" Morandi da lui dipinto.

All'indagine sulle banconote false, per Cordelli si aggiunge però un nuovo e più importante caso una rapina da 60 miliardi di £, subito ribattezzata "la rapina del secolo", alla Urban Security, una società di deposito tra le più quotate spesso utilizzata anche dalla Banca d'Italia. La rapina inizialmente viene rivendicata da un gruppo terroristico, ma subito Cordelli e Vinci nutrono dubbi che la rivendicazione sia autentica e convengono che per portarla a termine era necessario un basista interno, così Cordelli fa mettere sotto sorveglianza diversi dipendenti della Urban Security e della Banca d'Italia che potevano essere in possesso delle informazioni necessarie ai rapinatori.

Le intercettazioni però non portano a niente di nuovo, ma una nuova pista sbuca quando si scopre che un dipendente della Urban Security, tale Cavicchioli Silvano, dopo essere andato in ferie pochi giorni prima della rapina non è tornato alla fine di esse; a casa del Cavicchioli viene inoltre trovata una poesia in cui parla di cambiare la sua vita e un orario dei treni aperti sulla pagina della linea Roma-Milano. Cordelli incarica allora il pittoresco e ottuso Vice-Brigadiere milanese Nautico Lodifè di rintracciare Cavicchioli a Milano.

Mentre il caso della "rapina del secolo" resta fermo al punto di partenza, le indagini sulle banconote false arrivano ad una tragica svolta: Lorenzini e la moglie vengono infatti trovati uccisi a casa loro e Cordelli si sente moralmente responsabile, non perdonandosi di avergli tolto la sorveglianza. Contemporaneamente la ragazza che aveva spacciato le 100 000 £ false a Cordelli viene finalmente rintracciata e rivela che le banconote false erano state stampate da un suo zio tipografo, tale Righetti, che arrestato dai carabinieri decide di collaborare, per non essere immischiato in un caso d'omicidio, rivelando che era in società con Lorenzini e che dovevano consegnare una grossa partita di soldi falsi ad un compratore straniero.

Il Righetti conduce anche i carabinieri al luogo dove era stato fatto il lavoro, un casolare di proprietà dello stesso Lorenzini vicino a Guidonia, dove viene trovato e sequestrato il resto delle banconote false. Dopo aver ritrovato le banconote false, ora sotto il controllo del Colonnello Vinci, Cordelli vorrebbe proseguire le indagini, ma Vinci decide passare il caso alla sezione omicidi, perché ci sono di mezzo due cadaveri e perché Cordelli deve occuparsi con tutto se stesso del caso Urban Security ancora irrisolto. Buone nuove arrivano però da Milano, dove Lodifé ha finalmente trovato Cavicchioli in una clinica privata, ma recatosi sul posto Cordelli scoprirà che l'uomo è estraneo alla rapina e si è solo sottoposto ad un'operazione di rinoplastica e sta per tornare a Roma.

Tornato a Roma senza nulla di nuovo, Cordelli scopre dai colleghi che si stanno occupando del caso delle banconote false che altre banconote simili a quelle sequestrate sono state a sorpresa spacciate presso il casinò di Sanremo, da una donna che aveva dato alla reception un documento falso. Poco dopo Cordelli scoprirà che la donna è stata identificata come Bordon Franchina, un nome che il Tenente ricorda di aver già sentito e che riesce a ricollegare all'amante di uno dei sospetti basisti tenuti sotto sorveglianza; Cordelli ha finalmente in mano la chiave del mistero: i due casi sono collegati, Lorenzini ha prima stampato i soldi falsi, poi organizzato la rapina ed infine dato ai complici i soldi falsi tenendosi per sé l'intero bottino, venendo però ucciso da uno di loro.

Informato il Colonnello Vinci, che però aveva già usato alcune banconote come accendisigari, che i soldi sequestrati in realtà sono quelli della rapina, Cordelli arresta ed interroga il basista che confessa subito tutto, dichiarandosi però estraneo all'omicidio e rivela l'esistenza di altri 3 complici. Per riuscire a trovarli, Cordelli, su suggerimento di Vinci, si spaccia per un boss della malavita di nome Pino Armentano interessato all'acquisto di soldi falsi, riuscendo ad arrestare a Milano, con l'aiuto del solito Lodifé, i fratelli Cammurati, che però hanno entrambi un alibi per il giorno dell'omicidio di Lorenzini; l'assassino è l'altro complice tale Vasaturo Domenico, un pericoloso criminale di cui si sospetta l'affiliazione alla mafia che dopo la rapina è passato prima in Svizzera e poi in Inghilterra.

Rintracciato Vasaturo a Londra, Cordelli si scontra con la burocrazia inglese che non ne consente l'estradizione, così decide di recarsi personalmente a Londra col dossier su di lui. La sera prima della partenza Vasaturo fa saltare in aria la nuova casa di Cordelli, che su spinta della moglie, parte per Londra più deciso che mai ad arrestarlo e sull'aereo trova pure il Colonnello Vinci che ancora in colpa per le banconote bruciate, ha deciso di accompagnarlo a Londra per aiutarlo. Giunti a Londra i due scoprono che Vasaturo sta per arrivare all'aeroporto per partire per il Brasile dove non c'è l'estradizione.

Bloccato dalla Polizia inglese Vasaturo dice però di chiamarsi Dalla Piccola Luciano e fornisce un passaporto falso che lo proverebbe; purtroppo il passaporto è stato fatto da Lorenzini e per la polizia inglese è autentico e le prove fornite dai due non sufficienti per determinare che Dalla Piccola sia Vasaturo. Per Cordelli e Vinci si prospetta un ritorno a Roma a mani vuote, ma Vinci fa una proposta azzardata accettata da Cordelli; i due riescono infatti a portare Vasaturo sull'aereo diretto all'Italia, con l'aiuto tacito dei poliziotti inglesi che non intervengono, dove in territorio italiano può essere arrestato senza rischio di incidenti diplomatici. Il film si chiude con Cordelli che riceve da Londra in regalo il cappello da ufficiale inglese che mancava alla sua collezione.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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