Il silenzio del mare

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Il silenzio del mare
Titolo originale Le Silence de la mer
Paese di produzione Francia
Anno 1947
Durata 88 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Jean-Pierre Melville
Soggetto Vercors
Sceneggiatura Jean-Pierre Melville
Produttore Gaumont
Musiche Edgar Bischoff
Interpreti e personaggi

Il silenzio del mare è il primo film di Jean-Pierre Melville, uscito nel 1947 e tratto dall'omonimo romanzo di Vercors.

Trama[modifica | modifica sorgente]

1941: in un paesino della costa francese, l'ufficiale tedesco Werner Von Ebrennac viene mandato ad alloggiare presso la casa di due francesi, uno zio e la giovane nipote, che vivono una vita molto regolare, rispettivamente leggendo e cucendo davanti al focolare domestico. Profondamente ostili agli occupanti nazisti, accolgono Von Ebrennac nel modo più freddo, negandogli la parola e persino lo sguardo. Il militare, tuttavia, passa ogni sera dal salotto prima di andare a dormire. Senza mai rimproverare agli anfitrioni forzati la loro indifferenza, avvia una lunga serie di monologhi che si ripetono sera dopo sera.

Werner racconta la propria vita, spiegando di aver abbracciato l'uniforme per una promessa fatta al padre patriota, ma di essere un musicista sinceramente innamorato dei valori dello spirito e convinto che, attraverso la necessaria fatalità della guerra, la Germania e la Francia supereranno ogni divisione per unirsi definitivamente in un matrimonio cui conduce inevitabilmente la cultura dei due paesi, come si è espressa nei pensatori e nei musicisti del passato. I due ascoltatori rimangono muti, ma tradiscono sempre più un senso di vicinanza e comunione con l'ufficiale, ora con degli sguardi furtivi, ora attraverso il leggero tremolio della ragazza intenta a cucire.

Quando Von Ebrennac parte un paio di settimane per Parigi, però, cambia tutto. La totale indifferenza dei militari nazisti a fronte delle camere a gas di Treblinka, e il cinico ragionamento che li porta a voler distruggere la Francia (non solo materialmente, ma anche in tutte le manifestazioni del suo spirito) in una insensibile accettazione del mors tua vita mea affliggono profondamente l'ufficiale. Tornato sulla costa, comunica la propria disperazione ai due francesi, muti ma sempre più commossi, e la decisione di partire per il fronte. Il suo addio riceve, pur sottovoce, la risposta della fanciulla.

Mentre sta per lasciare la casa, Von Ebrennac trova su un tavolo una frase di Anatole France: «Viva il soldato che si oppone a un ordine criminale». Il suo sguardo incrocia un'ultima volta quello dell'anziano signore, prima del congedo.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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