Il segreto del bosco vecchio (film)

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Il segreto del bosco vecchio
Villaggio - olmi.jpg
una scena del film
Titolo originale Il segreto del bosco vecchio
Paese di produzione Italia
Anno 1993
Durata 134 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere fantastico, drammatico
Regia Ermanno Olmi
Soggetto Dino Buzzati (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Ermanno Olmi
Produttore Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori, Roberto Cicutto, Vincenzo De Leo
Casa di produzione Aura Film, Penta Film
Fotografia Dante Spinotti
Montaggio Paolo Cottignola, Fabio Olmi
Musiche Franco Piersanti
Scenografia Paolo Biagetti
Costumi Maurizio Millenotti
Trucco Angelo Vannella
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il segreto del bosco vecchio è un film del 1993 diretto da Ermanno Olmi.

Tratto dall'omonimo racconto giovanile di Dino Buzzati, il film è stato girato nelle zone montane comprese tra Auronzo di Cadore e il valico alpino delle Tre Croci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il colonnello in pensione Sebastiano Procolo è tormentato dalle proprie ambizioni e incattivito da una vecchiaia senza affetti. Incapace di amare e sognare, è abituato a riportare tutto alla logica della gerarchia, della ragione e del profitto.

L'anziano militare vorrebbe divenire il proprietario delle terre che comprendono il Bosco Vecchio, da lui amministrate per conto del nipote di giovane età Benvenuto, che si trova in collegio. Per coronare il suo sogno sarebbe disposto a commettere qualunque nefandezza, compresa l'eliminazione del nipote.

Il luogo però, con la sua magia, a poco a poco farà presa sul cuore inaridito del vecchio.

Egli progetta inizialmente di radere al suolo gran parte delle piante secolari liquidando come favole le voci che narrano come in esso abitino molte creature benigne e favolose.

Pian piano però egli comincia a credere alla realtà di tali leggende, tanto che cerca di asservire una delle forze del bosco, il Vento Matteo, ai suoi scopi.

Una prima svolta si avrà durante la grave malattia del nipote, quando egli è disposto a venire a patti con i geni del bosco perché lo facciano guarire, in cambio rinunciando al legname.

La svolta definitiva si avrà quando il vento, nel giorno di Capodanno, gli farà credere che il nipote è morto e lui è diventato il padrone: sconvolto, si reca nella notte a cercare di disseppellirlo dalla valanga in cui lo crede sepolto.

Informato dal vento Matteo che il nipote è in realtà in salvo nel tepore del collegio, il colonnello Procolo muore riconciliato con il proprio cuore, lasciandosi congelare, vedendosi simbolicamente passare un lieto battaglione di giovani soldati al suono di una allegra marcia.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Il film conserva i due temi fondamentali dell'omonimo libro di Dino Buzzati, l'inaridimento di tanta parte dell'umanità con l'avanzare dell'età e una fede nella magia della natura e dell'invisibile. Si aggiunge anche una garbata sensibilità ambientale e soprattutto, il rimpianto di un tempo in cui la vita dell'uomo era più in armonia con la vita della Terra e lo scorrere naturale delle stagioni (particolarmente ben rappresentata nella scena in cui gli animali rimproverano al colonnello di avere fretta e non capire i tempi nella natura, nella lotta tra i parassiti delle conifere e i loro antagonisti).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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