Il ritorno di don Camillo
| « ... e tutti i vecchi del paese si trattennero dal morire, i bimbi rifiutarono di nascere e gl'innamorati di sposarsi, senza l'aiuto di Don Camillo » | |
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(voce narrante - Emilio Cigoli)
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Il ritorno di don Camillo è un film del 1953, diretto dal regista Julien Duvivier. Delle cinque pellicole che compongono la serie su Don Camillo e Peppone con Fernandel e Gino Cervi, è indubbiamente quella che mostra più elementi irreali, fantastici, non limitandosi al solo crocifisso parlante. Quando il dottor Spiletti viene trasportato, apparentemente moribondo, a Montenara, egli «trattiene il respiro per arrivare vivo da Don Camillo». L'elemento fiabesco è presente anche nell'affermazione enunciata dalla voce narrante (riportata in apertura alla presente scheda) di nascite e morti irrealmente "ritardate" fino a ché il sacerdote preferito non sia ritornato. Si consideri infine l'episodio surreale della "vendita dell'anima" del Nero.
Indice |
[modifica] Trama
La storia continua con le avventure di don Camillo, sollevato dall'incarico di parroco del suo paesino per punizione, cui si aggiunge il viaggio forzato nella remota parrocchia di Montenara, sperduta tra i monti. Qui, in un ambiente freddo, svolge il suo ministero nel luogo frequentato dalla sola perpetua. Nel frattempo nel paese di Don Camillo, Peppone si ritrova ad affrontare molti problemi e non ha neanche l'aiuto del nuovo parroco. Solo il ritorno di don Camillo porrà fine alle dispute che coinvolgono anche un proprietario terriero (Cagnola), che non voleva cedere parte delle sue terre per costruire un argine sul Po, per prevenire alluvioni, e che, in un alterco, ferisce il compagno detto "il nero", credendo di averlo addirittura ucciso e viene ferito a sua volta da Peppone, che anch'esso teme di averlo ammazzato. Entrambi per avere un alibi si rivolgono a Don Camillo nel suo esilio a Montenara. Don Camillo riesce a calmare la situazione, strappando la promessa a Cagnola che egli avrebbe ceduto le terre necessarie per fare l'argine. Per questo fatto, Peppone si rivolge al vescovo per far tornare Don Camillo al suo paesino, e viene accontentato, con l'ammonimento da parte del prelato, che poi non venga più a lamentarsi se riceverà ancora tavolate in testa. Al ritorno al paese Don Camillo dovrà porre fine ad una rissa alla casa del popolo scoppiata al termine di un incontro di Boxe, organizzato appositamente in contemporanea con l'arrivo del parroco alla stazione, per evitare ad esso un bagno di folla che sarebbe stato "il trionfo della reazione". Poi accade che Cagnola si rimangia la promessa delle terre, ritenendo l' argine inutile per prevenire alluvioni, che puntualmente si verificheranno subito, e in modo tale che anche l'argine eventualmente costruito non sarebbe servito a niente. Anche il "Nero" se la cava, ma il vecchio medico del paese, il dott. Spiletti, conservatore ma amato dal popolo per la sua professionalità sempre dimostrata verso tutti e senza distinzione politica, dato per morente varie volte, ma sempre "resuscitato" puntualmente, propone a questi di vendergli l'anima ("Se non credi all'anima vendimela. Se non ce l'hai davvero, vorrà dire che ci ho rimesso i soldi, ma se ce l'hai diventa mia"). Il Nero tra mille dubbi, pensando anche che non sia giusto vendere qualcosa che non ha, l'anima appunto, si lascia però convincere. Ciò gli procurerà un serio problema psicologico che lo turberà per parecchio tempo, finché non interverrà Don Camillo stracciando il contratto regolarmente stipulato per la vendita dell'anima e bruciando le banconote ricevute dal Nero, (che voleva restituire al dottore) come sacrileghe. Don Camillo avrà poi a che fare con Marchetti, un ex gerarca fascista del posto, tornato al paese in incognito dopo averlo lasciato dopo la guerra, travestito da indiano a carnevale, che viene riconosciuto da Peppone che ben ricorda l'olio di ricino fattogli bere durante il ventennio. L'ex gerarca si rifugia in canonica, ma anche Don Camillo aveva lo stesso tipo di conto in sospeso. Finirà che prima Peppone berrà dell'olio di ricino, da lui stesso comprato per rendere pan per focaccia all'ex camicia nera, sotto la minaccia di un fucile strappato a Don Camillo e ritenuto carico da parte del fascista, poi sarà questi a bere con la forza quell'olio, il fucile infatti era scarico e sarà facilmente sopraffatto dal prete e poi cacciato, infine il Cristo imporrà a Don Camillo di bere anche lui l'olio di ricino, come penitenza per la violenza usata. Altri problemi Don Camillo li avrà col figlio di Peppone, svogliato a scuola e per questo messo in collegio da cui scappa sovente, riuscirà a parlargli e a convincere il padre di riportarlo a scuola al paese, dove in una lite col figlio di Cagnola viene ferito gravemente, ma riesce a guarire anche per le preghiere del parroco; e con la sfida tra gli orologi del campanile e della casa del popolo: per evitare che nessuno dei due sia in ritardo rispetto all'altro, il parroco e Peppone spostano continuamente in avanti le lancette dei rispettivi orologi, ottenendo che non si sa più che ora sia in paese. L'alluvione arriverà e sarà tremenda, ma Don Camillo resterà sulla torre campanaria, che svetta sul paese completamente allagato e da là manderà messaggi di conforto e di speranza alla popolazione sfollata.
[modifica] Produzione
[modifica] Fonti letterarie
Il film è ispirato (spesso molto liberamente) ad alcuni racconti di Guareschi della serie dedicata a Don Camillo e Peppone. Per la precisione, sono stati utilizzati i racconti Cinque più cinque (1947), Boxe (1947), In riserva (1947), Pugno dinamometro (1947), La lettera (1949), Triste domenica (1951), La campana (1951), Come pioveva (1951), La danza delle ore (1951), Ognuno al suo posto (1951), Via Crucis (1951), Credono di essersi ammazzati (1952), Il pellerossa (1952), Pilone luce (1952), Vendita anima (1952) e Il ritorno di Don Camillo (1952).
[modifica] Esterne
- Questo secondo film è quello per cui si è fatto meno ricorso agli esterni a Brescello, se si esclusono le immagini di repertorio della disastrosa piena del Po. É stato infatti realizzato quasi tutto in interni a Cinecittà[1].
- Le sequenze inerenti Montenara sono state girate in realtà in Abruzzo, per la precisione a Rocca di Cambio; mentre le mura del collegio nel quale Don Camillo va a trovare il piccolo Beppo sono in realtà quelle di Fiano Romano. Infine, di particolare interesse la scena in cui Don Camillo porta il figlio di Peppone a fare una gita in riva al torrente. In questa scena si può ammirare una vista unica e fantastica del famoso Ponte Sfondato, di Montopoli di Sabina, che non esiste più.
[modifica] Distribuzione
[modifica] Data di uscita
In Italia il film fu proiettato in pubblico per la prima volta il 23 settembre 1953[2]
Di seguito sono riportate i titoli e le date di distribuzione del film all'estero.
- Francia: Le retour de Don Camillo, 5 giugno 1953
- Germania Ovest: Don Camillos Rückkehr, 14 agosto 1953
- Giappone: titolo non disponibile, 17 maggio 1955
- Austria: Don Camillos Rückkehr, ottobre 1953
- Svezia: Don Camillos återkomst, 26 dicembre 1953
- Danimarca: Don Camillo vender tilbage, data non disponibile
- U.S.A.: The Return of Don Camillo, 26 marzo 1956
- Finlandia: Isä Camillo ja hänen laumansa, data non disponibile
- Portogallo: O Regresso de Dom Camilo, 2 giugno 1955
- Argentina: El regreso de Don Camilo, data non disponibile
- Grecia: I epistrofi tou Don Camillo, data non disponibile
- Ungheria: Don Camillo visszatér, data non disponibile
- Repubblica Ceca: Navrat dona Camilla, data non disponibile
- Polonia: Powrót Don Camilla, data non disponibile
[modifica] Differenti versioni
Nella versione francese la sequenza dell'ascesa di Don Camillo a Montenara con il "suo" crocifisso sulle spalle è decisamente più lunga (con battute in più fra il sacerdote e il crocifisso).
Anche nella scena in cui Don Camillo va a trovare Beppo in collegio è presente (sempre nell'edizione francese) una breve sequenza in più in cui i due comprano alcune castagne da un venditore ambulante (che "scompare" misteriosamente nella versione italiana e si vedono soltanto il bambino e il sacerdote che stanno terminando di mangiarle).
Nell'edizione francese, durante lo straripamento del Po, il dottor Spiletti si rifiuta di abbandonare la propria casa, arrivando addirittura a minacciare Peppone e i suoi stessi parenti (che tentano di convincerlo a mettersi in salvo) con un fucile! Solo l'intervento di Don Camillo lo persuaderà a lasciare la sua dimora per rifiugiarsi sul campanile della chiesa (nell'edizione italiana la sequenza non c'è e ritroviamo invece Spiletti già sulla torre a sorvegliare lo "stufatino" del prevosto).
[modifica] Seguiti
- Don Camillo e l'onorevole Peppone (1955)
- Don Camillo monsignore... ma non troppo (1961)
- Il compagno don Camillo (1965)
[modifica] Note
- ^ Come risulta da varie fonti e in particolare da una lettera scritta da Giovannino Guareschi, dal carcere di San Francesco dove era rinchiuso all'epoca, ad Angelo Rizzoli. Guareschi, riferendosi al film successivo, che si stava preparando (Don Camillo e l'onorevole Peppone) raccomanda a Rizzoli di non usare più «cartapesta romana» ma «esterni autentici brescellesi» (lettera riportata in Chi sogna nuovi gerani, Rizzoli, Milano 1993)
- ^ Dati Archivio ANICA
[modifica] Bibliografia
- Alberto & Carlotta Guareschi, Chi sogna nuovi gerani? Giovannino Guareschi: Autobiografia (dalle sue carte, riordinate dai figli), RCS Libri, Rizzoli, Milano 1993
- Ezio Aldoni, Gianfranco Miro Gori, Andrea Setti, Amici Nemici. Brescello, piccolo mondo di celluloide, Comune di Brescello, Brescello 2007.
- Egidio Bandini, Giorgio Casamatti, Guido Conti (a cura di), Il Don Camillo mai visto, MUP, Parma 2007, ISBN 978-88-7847-022-4.
- Egidio Bandini, Giorgio Casamatti, Guido Conti (a cura di), Le burrascose avventure di Giovannino Guareschi nel mondo del cinema, MUP, Parma 2008, ISBN 978-88-7847-195-5.
- Guido Conti, Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore, Rizzoli, 2008, ISBN 9788817019491.
- Riccardo F. Esposito, Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani, Recco 2008, ISBN 978-88-8012-455-9.
- Elisa Soncini, I rossi e il nero. Peppone, don Camillo e il ricordo del dopoguerra italiano, Lupetti, Milano 2009, ISBN 88-8391-199-7.
- Mario Bussoni, A spasso con Don Camillo. Guida al mondo piccolo di Giovannino Guareschi, Mattioli 1885, Fidenza 2010, ISBN 978-88-6261-127-5.
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Il ritorno di don Camillo
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Il ritorno di don Camillo dell'Internet Movie Database
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