Il richiamo di Cthulhu

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« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che fi­nora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arreca­to troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. »
(Howard Phillips Lovecraft, Il richiamo di Cthulhu)
Il richiamo di Cthulhu
Titolo originale The Call of Cthulhu
Autore Howard Phillips Lovecraft
1ª ed. originale 1928
Genere Racconto
Sottogenere Horror
Lingua originale inglese
Serie Ciclo di Cthulhu

Il richiamo di Cthulhu (inglese: The Call of Cthulhu) è uno dei più famosi racconti di Howard Phillips Lovecraft e ha dato il nome al Ciclo di Cthulhu cui si sono ispirati vari altri autori sul filone narrativo horror-fantascientifico che vede sullo sfondo la cosmogonia ideata da Lovecraft stesso negli anni venti - trenta. Il racconto fu scritto nel 1926 e pubblicato per la prima volta nel 1928 su Weird Tales.

Ispirazioni[modifica | modifica sorgente]

Lo studioso dei Miti di Cthulhu Robert M. Price, nella sua introduzione di The Cthulhu Cycle, indica nella poesia Il Kraken di Alfred Tennyson un'importante fonte di ispirazione per il racconto. La poesia descrive un kraken, un mostro gigantesco e tentacolato che - come Cthulhu nell'opera di Lovecraft - riposa nelle profondità del mare.

Price considera anche le opere di Lord Dunsany come una fonte di ispirazione fondamentale per la creazione del dio dormiente. Lo stesso Lovecraft osservò che aveva letto Dunsany, autore che ammirava molto, il giorno che concepì la trama de "Il richiamo di Cthulhu".

Nella loro H.P. Lovecraft Encyclopedia, S.T. Joshi e David E. Schultz indicano come possibili fonti anche il racconto L'Horla di Guy de Maupassant - che Lovecraft descrisse nel suo saggio Supernatural Horror in Literature come la storia di «un essere invisibile che [...] influenza le menti degli altri, e sembra essere l'avanguardia di un'orda di esseri extraterrestri arrivati sulla Terra per soggiogare e distruggere l'umanità», e The Novel of the Black Seal di Arthur Machen.

Giuseppe Lippi, nella sua introduzione al racconto, ritrova influenze da H. G. Wells per i suoi mostri tentacolari che calano dai pianeti; da H. R. Haggard con le sue storie di civiltà perdute e divinità che restano assopite per millenni e da A. Merritt.[1]

Altre fonti di ispirazioni per il "Richiamo" sono menzionate nella stessa storia, come Il ramo d'oro di James Frazer.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Narrato in prima persona sotto forma di diari e di documenti, come è tipico di Lovecraft, il "Richiamo" si divide in tre parti.

Nella prima, il narratore rinviene tra le proprietà del suo defunto prozio degli appunti ed una sinistra scultura raffigurante una creatura che somiglia al tempo stesso ad una piovra, a un drago e ad un essere umano. Dalle annotazioni dello zio viene a sapere come la scultura sia opera di un artista contemporaneo, lo scultore Wilcox, che ha riprodotto l'essere visto in un incubo spaventoso; il narratore scopre che, quella stessa notte, numerosissime altre persone in varie località avevano avuto incubi analoghi, fino a impazzire.

Nella seconda parte, l'ispettore di polizia Legrasse racconta di una retata nelle paludi del Missouri per arrestare gli adoratori di un inquietante culto.

Nella terza ed ultima parte, il narratore rinviene il diario di un marinaio norvegese, Gustaf Johansen, che insieme all'equipaggio della sua nave era sbarcato su un'isola affiorata dal nulla, risvegliando temporaneamente, nella spaventosa città morta di R'lyeh, il mostruoso dio Cthulhu.

Commenti critici[modifica | modifica sorgente]

Per ironia della sorte, Lovecraft non era del tutto soddisfatto di quello che diventerà poi uno dei suoi racconti più celebri.

Tuttavia, dopo la pubblicazione del "Richiamo", vi furono riconoscimenti importanti. Robert Ervin Howard (creatore di Conan il barbaro) scrisse a Weird Tales: «L'ultimo racconto del signor Lovecraft, Il Richiamo di Cthulhu, è un capolavoro».

Studiosi e commentatori di Lovecraft come Peter Cannon e Michel Houellebecq concordano con il giudizio positivo e con l'importanza cruciale del racconto nella produzione dello scrittore di Providence.

Influenza del "Richiamo"[modifica | modifica sorgente]

Il racconto è una tappa fondamentale nella nascita del cosiddetto "Ciclo di Cthulhu". I successori del ciclo, talvolta con creazioni originali, sono A. Derleth, C.A. Smith e molti altri.

Il Ciclo ha ispirato un gioco di ruolo (Il richiamo di Cthulhu, appunto), un gioco di carte collezionabili (Il Richiamo di Cthulhu GCC), musiche (Cthulhu Sleeps, Cthulhu Dreams e R'lyeh's Lament, deadmau5 e The Call of Ktulu e The Thing That Should Not Be dei Metallica), saggi e molte altre opere, inclusi film (come l'omonimo The Call of Cthulhu del 2005) e alcuni episodi di South Park (14ª Stagione Ep. 11 12 e 13) oltre che videogiochi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ * Giuseppe Lippi, H.P. Lovercraft "Tutti i racconti 1923-1926", Milano, Mondadori, 1990, ISBN 88-04-33448-7.

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