Il racconto dell'ancella (romanzo)

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Il racconto dell'ancella
Titolo originale The Handmaid's Tale
Autore Margaret Atwood
1ª ed. originale 1985
1ª ed. italiana 1988
Genere romanzo
Sottogenere distopia
Lingua originale inglese
Ambientazione Stati Uniti nordoccidentali, anni 1990
Protagonisti Difred
Altri personaggi Diglen, Nick, il Comandante, Serena Joy, Luke, Moira, zia Lydia

Il racconto dell'ancella (The Handmaid's Tale) è un romanzo distopico di Margaret Atwood del 1985.

Ambientato in un futuro prossimo, in una teocrazia totalitaria che ha rovesciato il governo degli Stati Uniti, Il racconto dell'ancella esplora i temi della sottomissione della donna e dei vari mezzi che la politica impiega per asservire il corpo femminile e le sue funzioni riproduttive ai propri scopi.[1]

Il romanzo ha vinto il Premio Arthur C. Clarke 1987 e il Governor General's Award ed è stato candidato al Premio Nebula, al Premio Prometheus e al Booker Prize. Nel 1990 il romanzo è stato portato sul grande schermo nell'omonimo film diretto da Volker Schlöndorff. Nel 2000 dal romanzo è stata tratta un'opera omonima, The Handmaid's Tale, su partitura del compositore danese Poul Ruders su libretto di Paul Bentley.[1]

Storia editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Margaret Atwood ha iniziato a scrivere il romanzo nella primavera del 1984, durante il suo soggiorno a Berlino ovest; il titolo assegnato provvisoriamente all'opera era Offred (dal nome della protagonista, tradotto in italiano come Difred), per poi assumere quello definitivo di The Handmaid's Tale a circa metà del lavoro.[1] Il titolo finale si ispira a quelli usati da Geoffrey Chaucer nei Racconti di Canterbury (come Il racconto del Mercante, Il racconto del Frate, ecc).[2]

Il racconto dell'ancella è stato completato all'inizio del 1985 quando l'autrice si era trasferita in Alabama per lavoro, pubblicato per la prima volta in Canada nell'autunno del 1985, nel Regno Unito e negli Stati Uniti nel febbraio del 1986, successivamente tradotto in moltissime lingue. L'opera ha venduto milioni di copie in tutto il mondo sollevando nel frattempo vivaci polemiche per i forti temi trattati, tanto da essere stato messo al bando in alcune scuole superiori;[3] di contro è diventato una bandiera di alcuni movimenti di protesta a sostegno dei diritti delle donne. Nolite te bastardes carborundorum e Ci sono domande?, due frasi ricorrenti nell'opera, sono spesso usate come motto di emancipazione femminile .[1]

Seppure il filo conduttore dell'opera è "cosa accadrebbe se...", la scrittrice non ha voluto inserire nel romanzo invenzioni fantasiose o eventi irreali, limitandosi volutamente a concatenare tra di loro fatti già avvenuti e comportamenti umani già messi in pratica in altre epoche o paesi, prendendo ispirazione anche da libri quali 1984 di George Orwell, Il mondo nuovo di Aldous Huxley e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury.[1]

Il romanzo ha vinto il Governor General's Award, un riconoscimento offerto dal Primo Ministro del Canada nel 1985[4] e il primo Premio Arthur C. Clarke nel 1987,[5] venne candidato al Premio Nebula[6] nel 1986, al Booker Prize,[4] al premio Locus[5] e al Premio Prometheus nel 1987.[7]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del ventesimo secolo le superpotenze mondiali sono stremate dalla guerra mentre la terra è devastata dall'inquinamento radiattivo e chimico; il malcontento serpeggia tra la popolazione che ha raggiunto la crescita zero e, per sedare le rivolte intestine, viene siglata una tregua e il cosiddetto "accordo sulle sfere di influenza" che lascia liberi i vari governi di scegliere i mezzi ritenuti necessari per sedare le rivolte senza che le altre nazioni si intromettano. Come risultato, nel Nord America a seguito di un golpe, si insedia un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica, "la Repubblica di Galaad" che, sin da subito, rende le donne asservite all'uomo, dichiara illegali le altre confessioni religiose, i matrimoni al di fuori della Chiesa di Stato e la lettura. I riottosi vengono eliminati o esiliati nelle colonie ove vengono impiegati nel trattamento dei rifiuti tossici che hanno contaminato il pianeta. Le donne non fertili o troppo anziane per essere ancora utili nei lavori più umili sono dichiarate "Nondonne" e eliminate. Guerre civili continuano tra le varie confessioni religiose e la Repubblica di Galad mantiene il controllo della popolazione e delle donne con il terrore e con i pogrom. Da un giorno all'altro le donne sono private di ogni bene, ogni diritto, ogni libertà e rigettate indietro in un tragico medioevo.[2]

Il vertice della piramide sociale di Galaad è rappresentato dai Comandanti, gerarchi della Repubblica e depositari del potere. Seguendo il precetto biblico della Genesi 30,1-4 secondo cui i mariti qualora avessero mogli sterili, potevano copulare con le proprie serve per generare figli, i Comandanti si dotavano di Ancelle, donne fertili in stato di completo asservimento, schiavizzate al solo scopo di procreare.[2]

« Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!».
Giacobbe s'irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?».
Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch'io una mia prole per mezzo di lei».
Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei. »   (Genesi 30,1-4)

Oltre alle Ancelle, ai Comandanti dei Fedeli, e alle Nondonne, vi sono altre categorie sociali, le Marte, ovvero le serve, gli Occhi, membri dei servizi segreti, i Custodi ossia l'equivalente maschile delle Marte cui non è consentito avere rapporti con le donne, gli Angeli, ossia i soldati, le Mogli dei Comandanti e degli Angeli, e le Zie, guardiane del rigore morale delle donne, le Economogli, sposate a uomini appartenenti a bassi ceti sociali, le prostitute, la cui esistenza non è ufficialmente ammessa.[2]

Dalle parole dalla protagonista, incise su musicassette e ritrovate più di un secolo dopo, apprendiamo la sua storia. Difred, prima di essere costretta a diventare ancella, conviveva con un uomo divorziato, Luke, e con lui aveva avuto una bambina. In pochi mesi la sua vita cambia: viene licenziata, il suo conto bancario azzerato e perseguitata per quello che viene considerato un rapporto illeggittimo. I due tentano di espatriare con la figlia in Canada ma durante la fuga vengono arrestati. Luke sparisce, la figlia data in affidamento e Difred è costretta alla schiavitù sessuale come ancella in casa dei Comandanti. Difred non è il suo nome di battesimo, che non vorrà mai rivelare durante la narrazione,[8] ma la personalità delle ancelle viene annullata persino nel nome: gli viene infatti assegnato quello del loro padrone, preceduto dalla preposizione "di", in questo caso "del Comandante Fred", ossia "Difred". Nella casa del Comandante la sua vita trascorre con inerzia, tra le angherie della moglie del padrone, Serena Joy, che subisce con stizza le rituali copule del marito con la sua ancella, sperando comunque di avere un figlio da accudire, unico mezzo questo per ottenere considerazione sociale. Si scoprirà poi che Difred è solo l'ultima di una serie di ancelle affidate al Comandante, probabilmente lui stesso sterile, l'ultima delle quali morta suicida non prima di aver inciso con uno spillo nell'armadio della sua camera la frase in latino maccheronico Nolite te bastardes carborundorum ("che i bastardi non ti schiaccino").[2] Il Comandante, nonostante sia vietata ogni intimità con l'ancella che non sia l'atto sessuale consumato in presenza della moglie e di tutta la servitù riumita, inizia a frequentare di nascosto Difred. I due inizialmente si limitano a praticare quelle attività divenute illegali e giocano a Scarabeo o leggono riviste di moda. Successivamente le pretese del Comandante si fanno più pericolose, introducendola di nascosto travestita da prostituta in una casa di tolleranza allestita dal regime per i funzionari di Galaad.[2]

La donna è costretta ad annullare la propria personalità e ad accettare le attenzioni e i capricci del Comandante che, in questo modo, vuole affermare il suo controllo e il suo potere. Difred è terrorizzata da possibili ripercussioni, avendo avuto esperienza diretta delle punizioni impartite ai disubbidienti e non ha il coraggio di sottrarsi alle richieste; unica forma di evasione è il rapporto clandestino che Difred riesce ad avere con Nick, il factotum del Comandante, apparentemente ai più bassi gradini della scala sociale. Nel frattempo Difred da mezze parole scambiate con un'altra ancella, Diglen, viene a sapere dell'esistenza di un movimento clandestino di resistenza il Mayday, la collega le chiede di collaborare raccogliendo informazioni contro il Comandante. Diglen però è terrorizzata e non fornisce alcun aiuto alla compagna, accettando di annullarsi supinamente al regime, pur di sopravvivere.[2]

Serena Joy sa che il Comandante è sterile ma non può ammetterlo pubblicamente, poiché secondo l'interpretazione biblica fatta dai teologi di Galaad, solo alla donna può essere imputata la sterilità, non all'uomo; per uscire dall'empasse, pur di avere un bambino da accudire e liberarsi una volta per tutte della presenza delle ancelle nella casa, suggerisce a Difred di lasciarsi mettere incinta da Jake promettendole in cambio di farle avere notizie della figlia scomparsa. Anche Difred è ansiosa di avere un figlio, così da liberarsi dall'obbligo dei ripetuti tentativi di inseminazione da parte del Comandante e per evitare di essere considerata "Nondonna" e quindi essere deportata nelle colonie. Serena Joy, come promesso, riesce a ottenere e a mostrare a Difred una foto della figlia in compagnia di genitori adottivi e le ricorda di mantenere il patto. Il giorno dopo, però, scopre le attenzioni rivolte all'ancella da parte del marito e promette severe ripercussioni. Diglen viene inoltre a sapere che Diglen è stata scoperta e che si è suicidata; è terrorizzata e progetta anche lei il suicidio quando dalla finestra dela camera vede sopraggiungere un furgone dei servizi segreti, i famigerati "Occhi". Nel mentre viene raggiunta da Nick che tenta di tranquillizzarla: l'uomo è in realtà è un membro dei servizi segreti in incognito, incaricato di sorvegliare sull'ortodossia del Comandante ed è nel contempo un affiliato del Mayday. Difred viene prelevata a forza e caricata sul furgone da quelli che sembrano essere due agenti degli Occhi ma che in realtà sono membri del Mayday che mettono in salvo la ragazza. Il Comandante non può intervenire in alcun modo per fermare la fuga, poiché teme che i suoi rapporti illegali con l'ancella siano stati scoperti e preferisce mantenere un basso profilo.[2]

Il romanzo ha un epilogo quando secoli dopo vengono ritrovate le registrazioni e trascritte dopo esere state studiate da storici. Diglen è fuggita, il Comandante eliminato poco dopo durante una faida interna e la Repubblica di Galaad destinata a soccombere.[2]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Difred
La protagonista del romanzo, trentatreenne e voce narrante della storia. Costretta a diventare ancella dopo essere stata arrestata dal regime a causa di percedenti rapporti dichiarati illeggittimi. Il suo compagno, Luke, è stato probabilmente giustiziato e sua figlia rapita e data in adozione.
Il Comandante
Gerarca della Repubblica di Galaad e padrone di Difred che le è stata "assegnata" a scopi riproduttivi.
Serena Joy
La moglie del Comandante. Accetta mal volentieri nella sua casa la presenza di Difred e delle altre ancelle che l'avevano preceduta.
Moira
Amica di Difred sin dai tempi dell'università, prima dell'insediamento della Repubblica di Galaad. Mai arresasi al regime, a differenza dell'amica, la reincontra nella scuola di formazione per ancelle, in realtà un istituto di correzione, dal quale riesce a fuggire. Si ritroveranno nella casa di tolleranza in cui Moira è stata rinchiusa dopo essere stata ricatturata.
Diglen
Un'ancella con la quale Difred strige un rapporto confidenziale e dalla quale apprende dell'esistenza di un movimento di resistenza clandestino.
Nick
Il factotum del Comandante, in realtà membro dei servizi segreti e contemporaneamente del movimento clandestino avverso al regime di Galaad. Con lui Difred avrà un rapporto segreto.
Luke
Il compagno di diglen, arrestato dal regime e probabilmente giustiziato.
Zia Lydia
Insegnante e aguzzina nella scuola di addestramento per ancelle. Il termine "Zia" in questo caso non identifica un rapporto di parentela, ma la funzione assegnata a questa categoria di donne particolarmente solerti nel punire ogni minima trasgressione o devianza dai protocolli religiosi e puritani imposti alle donne.
Cora e Rita
Le serve nella casa del Comandante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Margaret Atwood, Haunted by The Handmaid's Tale in The Guardian, 20 gennaio 2012. URL consultato il 24 novembre 2014.
  2. ^ a b c d e f g h i Atwood (1988), Mondadori
  3. ^ 100 most frequently challenged books: 1990–1999 in The Office for Intellectual Freedom of the American Library Association. URL consultato il 27 novembre 2014.
  4. ^ a b Awards & Recognitions in Dal sito dell'autrice. URL consultato il 24 novembre 2014.
  5. ^ a b 1987 Award Winners & Nominees in Worlds Without End. URL consultato il 24 novembre 2014.
  6. ^ 1986 Award Winners & Nominees in Worlds Without End. URL consultato il 24 novembre 2014.
  7. ^ 1987 Prometheus Awards in The LOCUS index to SF Awards. URL consultato il 24 novembre 2014.
  8. ^ L'unico indizio sul suo possibile vero nome viene fornito al lettore alla fine del primo capitolo.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Margaret Atwood, The Handmaid's Tale, 1ª ed., McClelland & Stewart, 1985, ISBN 0-7710-0813-9.
  • Margaret Atwood, Il racconto dell'ancella, traduzione di Camillo Pennati, Omnibus, Mondadori, 1988, p. 313, ISBN 88-04-28800-0.
  • Margaret Atwood, Il racconto dell'ancella, traduzione di Camillo Pennati, Ponte alle Grazie, 2004, p. 313, ISBN 8879286994.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]