Il racconto del cavaliere

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Prima pagina del Racconto del Cavaliere

Il racconto del cavaliere (The Knight's Tale) è la prima novella narrata ne I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Teseo, re di Atene, imprigiona Arcita e Palemone, due cavalieri provenienti da Tebe (città dell'antica Grecia). Dalla loro prigione, i cavalieri vedono passare la cognata di Teseo, Emilia, e se ne innamorano. Grazie all'intervento di un amico, Arcita viene liberato, ma bandito da Atene.

Decide però di ritornare, sotto mentite spoglie e diviene paggio presso la corte di Emilia: Palemone intanto riesce a scappare e incontra Arcita in un bosco; tra i due scoppia una lite per la bella Emilia. Teseo, che stava passando nelle vicinanze di quel bosco, comprende l'amore dei due per Emilia e indice un torneo tra i due cavalieri: in un anno avrebbero dovuto arruolare 100 cavalieri ognuno, per poi utilizzarli in uno scontro tra i due. Il premio finale sarebbe stata la mano di Emilia. Dopo un anno, i due con i loro eserciti si ritrovano presso Atene, pronti a combattere, portando ognuno un vessillo diverso: Arcita sceglie il vessillo del dio Marte, dio della guerra, mentre Palemone sceglie quello della dea Venere, dea dell'amore. Arcita vince, ma la dea Venere, furiosa della sconfitta, provoca un terremoto che fa spaventare e impennare il cavallo di Arcita, facendolo cadere. Arcita, sapendo di dover morire, chiama accanto a sé Emilia e Palemone e chiede loro di sposarsi e di vivere felici; dopodiché muore fissando gli occhi dell'amata. Dopo grandi cerimonie per onorare la morte del giovane, Palemone ed Emilia si sposano secondo le volontà di Arcita.

Note stilistiche[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto, che si rifà all'epoca classica, è però permeato in modo forte dal pensiero medioevale dell'autore. Non vi è difatti nella novella un senso di storicità, che verrà ad affermarsi dall'Umanesimo in avanti, ma le vicende vengono reinterpretate in chiave contempoaranea, come se Teseo, Arcita e Palemone fossero personaggi del Medioevo. Anche i titoli con cui vengono appellati i diversi personaggi, tra cui spicca il titolo di duca dato a Teseo, sono il frutto dell'interpretazione dei classici che solitamente si dava nel Medioevo.

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