Il racconto del cappellano delle monache

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Il racconto del cappellano delle monache (The Nun's Priest's Tale) è la ventesima novella scritta da Geoffrey Chaucer all’interno dei Racconti di Canterbury.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un cottage viveva una vedova madre di due figlie e alla quale non mancavano sicuramente gli animali, tra i quali spiccavano tra tutti un gallo molto bello di nome Chanticleer e sette galline, di cui in particolare una, Lady Pertelote, è stata l'amante preferita di Chanticleer sin da quando erano pulcini.

Una mattina Chanticleer si sveglia di soprassalto e racconta a Pertelote di aver avuto un incubo, nel quale uno strano animale (dalla descrizione si evince che si tratta di una volpe) si sarebbe avvicinato al pollaio per ucciderlo. Lady Pertelote, a differenza di Chanticleer (che crede che questo sia un sogno premonitore), deridendolo, gli dà del codardo in quanto crede a un sogno provocato solo da un'indigestione. Tuttavia il gallo per convincerla le racconta svariati eventi nei quali i sogni si sono poi trasformati in realtà, alcuni biblici, altri provenienti da storie popolari.

Chanticleer non aveva mai visto una volpe prima che ne entrasse una nel suo pollaio, e quest'ultima, per catturarlo, lo convince a cantare con gli occhi chiusi; il gallo stupidamente fa come gli viene detto e viene preso dalla volpe. Allora tutto il villaggio si mette alla caccia della volpe, la quale si rifugia in un bosco vicino. Allontanatisi, Chanticleer dice alla volpe di gridare agli inseguitori che non li raggiungeranno mai, cosa che la volpe fa. Appena la volpe apre la bocca, il gallo scappa dalle sue fauci e vola sugli alberi salvandosi.

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