Il racconto del mugnaio

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(EN)

« And swoor, "By armes, and by blood and bones,
I kan a noble tale for the nones,
With which I wol now quite the Knyghtes tale." »

(IT)

« Ed egli giurò: "Per le braccia (di Cristo), e per il sangue e le ossa,
Conosco una storia nobile per questa occasione,
Con la quale adesso ricambierò il racconto del Cavaliere." »

(Geoffrey Chaucer, I racconti di Canterbury.)
Illustrazione del mugnaio

Il prologo e il racconto del mugnaio (The Miller's Prologue and Tale) è la seconda novella raccolta nel poema I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer.

Essa è raccontata da un mugnaio ubriaco in seguito alla precedente novella Il racconto del Cavaliere. Il racconto si presenta, attraverso un linguaggio volgare, in contrasto con la storia narrata dal Cavaliere, soprattutto per quanto riguarda il tema dell'amor cortese.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane studente di canto Nicola ama alla follia Alison, moglie di un semplice legnaiolo. Tuttavia pare che il loro amore stia per prendere una brutta piega, allora Nicola decide di rimanere nascosto nella soffitta per tre giorni, mentre i due suoi amici: Martin e Assalonne (di cui il primo omosessuale) si recano di notte sotto la casa del legnaiolo a fare la corte ad Alison.

Il giorno dopo il legnaiolo, svegliatosi presto, si reca su in camera di Nicola e lo trova assorto in una profonda meditazione. Egli cerca di capire cosa stia succedendo, quando Nicola si alza e comincia a gridare come un ossesso che presto ci sarà un Diluvio Universale peggiore di quello che è capitato a Noè e che subito bisognava fabbricare tre grandi sacche di legno da poter contenere Alison, lui e Nicola stesso. L'uomo sciocco subito si mette a lavoro e poi, da copione, i tre si mettono dentro i pentoloni di legno, appesi ad una trave, ad aspettare il diluvio.

Intanto in una chiesa vi è una grande festa alla quale stanno partecipando anche Assalonne e Martin. Quest'ultimo dice di non aver visto per tutto il giorno il legnaiolo e quindi incita l'amico a recarsi dalla sua Alison, che nel frattempo ha invitato nella sua stanza Nicola, dato che il legnaiolo è bello che addormentato.
Mentre Alison e Nicola si stanno baciando, Assalonne bussa alla finestra, ma viene rifiutato più vole dalla ragazza. Allora il giovane le chiede un bacio solo e Alison ha la brillante idea di fargli un brutto tiro: dato che è buio, espone dalla finestra il suo sedere e appena le labbra di Assalonne si poggiano sulla pelle, parte un profondo peto.
Assalonne fugge via indignato giurando vendetta e il giorno dopo rimedia un ferro ardente.

Tornato sotto la stessa finestra chiede ad Alison di affacciarsi un attimo per riavere un altro bacio in cambio di un anello. Allora Nicola pensa di ripagarlo con la stessa moneta dell'altra sera ed esibisce il sedere, venendo bruciato proprio nel cavo dell'ano. Urlando, Nicola fugge in bagno, mentre il legnaiolo al grido della parola "acqua", taglia a comando la fune, sfracellandosi al suolo.

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