Il racconto del chierico

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Il chierico, dai Racconti di Canterbury

Il prologo e il racconto del chierico (The Clerk’s Tale) è la nona novella scritta da Geoffrey Chaucer all'interno dei Racconti di Canterbury. Essa è ispirata ad una novella di Boccaccio, che Chaucer conobbe grazie alla traduzione latina fattane da Petrarca.

Trama[modifica | modifica sorgente]

In Italia, nella regione di Saluzzo, un giovane marchese di nome Walter non aveva ancora trovato moglie, e quindi non c'era un erede al trono. Sotto le insistenze dei sudditi preoccupati, acconsente a sposarsi, solo a patto che sia egli stesso a scegliere la consorte più degna per lui. Dopo una lunga ricerca il giovane sovrano annuncia al popolo di aver fatto la sua scelta e che quel giorno stesso avrebbe preso moglie. Tutto il popolo dunque si affolla nel piccolo villaggio per vedere la sposa ma a sorpresa il marchese si reca dinnanzi ad un umile casetta di un contadino. Entrandovi da solo chiede la mano della figlia del contadino. Quest'ultimo a dir poco perplesso acconsente e la ragazza (di nome Griselda) viene perciò portata fuori dalla casa, spogliata davanti a tutti dei suoi miseri abiti e vestita come una regina. La coppia si trasferisce dunque a palazzo. Griselda, nonostante le sue umili origini, si dimostra anche molto abile a gestire le questioni politiche quando il marito è lontano o in viaggio. Il racconto prosegue narrando la nascita dei figli della coppia: come primogenita una bellissima bambina, e poi un bel bimbo.

Walter decide però di testare la fedeltà e l'assoluta obbiedienza della moglie. Per metterla alla prova inscena, in due distinti momenti del racconto, l'omicidio di entrambi i figli: la donna resta impassibile, ed entrambe le volte si sottomette alla volontà del marito, che ne rimane piacevolmente sorpreso. Non essendo ancora del tutto soddisfatto, il re sottopone la moglie ad una terza prova, in cui finge di ripudiarla in favore di una donna più ricca e più giovane, di nuovo la giovane acconsente alla volontà del marito. Griselda viene quindi spogliata nuovamente e coperta solo di uno straccio viene scacciata da palazzo. La ragazza torna dunque nel villaggio a casa del padre. Poco dopo Griselda viene riconvocata a palazzo dal marchese per fare da serva e prepare il talamo nuziale alla nuova sposa che sarebbe arrivata il giorno stesso. Quando infine la "nuova moglie" si presenta a palazzo reale il sovrano smaschera la messa in scena: dichiara a Griselda, la vera moglie, il proprio amore, e le confessa che la nuova "sposa" altri non è che la loro prima figlia, che lui aveva finto di uccidere ma che invece aveva segretamente mandato a Bologna dalla sorella e che il paggetto che l'accompagnava non era altri che loro figlio. Il racconto si conclude con la nuova vestizione di Griselda con abiti maestosi.

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