Il prigioniero di Zenda (film 1952)

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Il prigioniero di Zenda
The Prisoner of Zenda (1952 film).png
Titolo originale The Prisoner of Zenda
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1952
Durata 96 min
Colore colore technicolor
Audio Mono (Western Electric Sound System)
Rapporto 1.33:1
Genere avventura
Regia Richard Thorpe
Soggetto dal romanzo The Prisoner of Zenda di Anthony Hope e dal lavoro teatrale omonimo (Londra, 1896) di Edward E. Rose[1].
Sceneggiatura John L. Balderston, Noel Langley, Wells Root

Edward E. Rose (drammatizzazione), Donald Ogden Stewart (dialogo addizionale)

Produttore Pandro S. Berman
Casa di produzione Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) (controlled by Loew's Incorporated)
Fotografia Joseph Ruttenberg
Montaggio George Boemler
Musiche Albert Sendrey (orchestratore)
Tema musicale Alfred Newman (musiche originali)
Scenografia Cedric Gibbons, Hans Peters

Richard Pefferle, Edwin B. Willis

Costumi Walter Plunkett
Trucco William Tuttle

Sydney Guilaroff (hair stylist)

Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il prigioniero di Zenda (The Prisoner of Zenda) è un film del 1952, diretto da Richard Thorpe.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il prigioniero di Zenda 1952.png

Nel regno di Ruritania, Rudolf, l'erede al trono, viene rapito poco prima della sua incoronazione. Due alti ufficiali, fedeli al futuro sovrano, contattano allora Rassendyll, un lontano cugino inglese del principe: Rassendyll, identico a Rudolf, dovrà prenderne il posto a corte, facendosi passare per lui finché i suoi fedeli non riusciranno a ritrovare il principe e a liberarlo, sventando così il complotto che tende a non farlo salire al trono. L'ideatore del rapimento è Michele, il fratello di Rudolf, che vuole mettere le mani sulla corona, appoggiato nei suoi piani da Rupert di Hentzau.

La promessa sposa di Rudolf, la bellissima principessa Flavia, destinata a sposare il re per motivi dinastici, dapprima rimane disorientata dal cambiamento di carattere del principe, poi finisce per fidarsi di lui, fino ad innamorarsene. Il giorno dell'incoronazione, Rassendyll riesce a ingannare tutti. Nel frattempo, si cerca il re che si trova prigioniero nella cella di un castello circondato da un fossato. Rassendyll, rifiutando i tentativi di corruzione dei congiurati, riesce a liberare il sovrano, gli restituisce la corona e la fidanzata-regina: Flavia, per adempiere ai suoi doveri, ha infatti accettato di rinunciare all'amore.

Stewart Granger and Deborah Kerr in The Prisoner of Zenda (1952 film).png

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) (controlled by Loew's Incorporated). Le riprese durarono dal 4 aprile fino a metà maggio 1952[1].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) (controlled by Loew's Incorporated), il film uscì nelle sale cinematografiche USA il 14 novembre 1952 dopo essere stato presentato in prima a New York il 4 novembre e a Los Angeles il 13 novembre[1].

Commento[modifica | modifica wikitesto]

Ennesimo rifacimento del romanzo di Anthony Hope, in uno sgargiante technicolor con ampi risvolti comici e dialoghi tutto etichette e formalismi. Questa è forse la versione più famosa insieme a quella del 1937.

Galleria di foto[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c AFI

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Douglas Eames, The MGM Story Octopus Book Limited, Londra 1975 ISBN 0-904230-14-7

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