Il prigioniero del cielo

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Il prigioniero del cielo
Titolo originale El prisionero del cielo
Autore Carlos Ruiz Zafón
1ª ed. originale 2011
1ª ed. italiana 2012
Genere romanzo
Sottogenere thriller
Lingua originale spagnolo
Ambientazione Barcellona, 1957
Protagonisti Daniel Sempere
Preceduto da L'ombra del vento, Il gioco dell'angelo
« Ci sono epoche e luoghi in cui essere nessuno è più onorevole che essere qualcuno »
(Carlos Ruiz Zafón, Il prigioniero del cielo)

Il prigioniero del cielo è un'opera dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón.

Il libro è uscito in Spagna nel 2011 e pubblicato in Italia nei primi mesi del 2012. Fa seguito alle precedenti opere dell'autore, L'ombra del vento e Il gioco dell'angelo, di cui riprende ambientazione e personaggi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il protagonista è, come ne L'ombra del vento, Daniel Sempere, ormai padre di famiglia, che dirige la libreria del padre. Nel dicembre 1957 un individuo sospetto entra in libreria e acquista una copia del Conte di Montecristo affidandola a Daniel perché la consegni al suo amico Fermín. La copia reca una dedica: "A Fermín Romero de Torres, che è tornato dal mondo dei morti e possiede la chiave del futuro", firmato "13". Inizia così l'indagine di Daniel sul passato di Fermín che lo porterà a scoprire come la morte di sua madre, Isabella Sempere, si lega al destino dello scrittore maledetto David Martín imprigionato nel castello di Montjuïc. Dietro le quinte della vicenda emergerà la figura del temibile Mauricio Valls, scrittore ambizioso ma privo di talento, che incarna il volto peggiore del franchismo ed è sovrintendente del carcere di Montjuïc. Quello che Daniel scoprirà su questo inquietante personaggio risponderà a molti suoi interrogativi rimasti senza soluzione e, inaspettatamente, si troverà fra le mani la possibilità di vendicarsi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Verso la fine della prima parte Fermìn a tavola dice a Daniel "Ricordiamo solo ciò che non è mai accaduto", Daniel per risposta dice che quella frase l'aveva letta in un libro di Julian Carax. In verità quella frase può essere interpretata come una sorta di autocitazione dell'autore, del romanzo Marina[1], nel quale viene utilizzata come incipit del protagonista: Oscar Drai.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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  1. ^ Carlos Ruiz Zafòn, Marina.