Il pretore

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Il pretore
Titolo originale Il pretore
Paese di produzione Italia
Anno 2014
Durata 102 min.
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia
Regia Giulio Base
Soggetto Piero Chiara (romanzo)
Sceneggiatura Giulio Base, Dino Gentili, Filippo Gentili, con la supervisione di Federico Roncoroni
Produttore Valentina di Giuseppe, Massimiliano Leone
Produttore esecutivo Massimiliano Leone, Carmine Parmigiani
Casa di produzione Lime Film, in collaborazione con Rai Cinema. Produttore associato Chichinscì
Distribuzione (Italia) Mediaplex Italia
Fotografia Fabio Zamarion
Montaggio Massimo Quaglia
Musiche Pietro Freddi
Scenografia Walter Caprara
Costumi Laura Costantini
Trucco Simona Castaldi
Interpreti e personaggi

Il pretore è un film del 2014, diretto da Giulio Base e interpretato da Francesco Pannofino, Sarah Maestri e Mattia Zaccaro Garau.

Il soggetto è tratto dal romanzo Il pretore di Cuvio di Piero Chiara, pubblicato da Mondadori nel 1973, che divenne uno dei migliori bestseller dello scrittore luinese: nell'anno di pubblicazione vendette 130.000 copie e, nel 1976, fu inserito dall'editore di Segrate nella collana degli Oscar.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Foto di scena: Sarah Maestri e Mattia Zaccaro Garau a bordo di una Fiat Balilla sul lungolago di Luino.
Sarah Maestri, Eliana Miglio e Mattia Zaccaro Garau nella conferenza stampa di inizio riprese, il 21 luglio 2013.

Luino, 1937. Augusto Vanghetta è un pretore in sottordine insediato nella ridente cittadina affacciata sulla costa lombarda del Lago Maggiore. Costui, in passato mediocre studente di legge laureato fortunosamente, è riuscito ad accedere alla sua alta carica grazie alla legge promulgata nel 1919 dal ministro Lodovico Mortara, che, allo scopo di rimpolpare le fila della magistratura (molti dei cui esponenti erano caduti nella prima guerra mondiale), consentiva a tutti i laureati, se iscritti da almeno cinque anni all'albo degli avvocati o dei procuratori, l'accesso alle relative cariche, tra cui appunto la pretura.

Nella sua piccola e amena sede pretorile, il Vanghetta è de facto il massimo rappresentante dell'ordine costituito: la sua parola è legge, i suoi pareri sono perle di saggezza da applicare rigidamente, gli eventuali suoi favori sono graziose concessioni di stampo simil-regale e la sua figura è temuta e riverita. Lo stesso regime fascista, che pure in quegli anni governa l'Italia col pugno di ferro, appare come una distante ed evanescente presenza.

Il disbrigo degli annosi affari di pretura non è tuttavia la sua occupazione principale. Egli infatti, seppur sia basso di statura, tarchiato, barbuto (in sintesi, dal fisico per niente attraente), è un grande e focoso amante e "seduttore seriale": la sua passione per il gentil sesso è tale da fargli intrecciare un numero incalcolabile di tresche, con donne nubili e sposate, di ogni età e di ogni classe sociale. Il suo prestigio e il potere che gli deriva dalla sua carica è la "chiave" che gli dischiude le porte delle camere da letto (e non solo delle camere) di tutte le donne che egli desidera, cui in cambio concede lauti favori a amici, mariti e parenti. In aggiunta, qualora non ci siano amanti disponibili, egli è solito recarsi al più vicino postribolo. L'appetito sessuale, la necessità di "collezionare donne" è per lui un bisogno quasi vitale, da soddisfare ad ogni costo. Infatti, come egli stesso rimarca nel suo "motto":

« Ho un cane che deve mangiare almeno due volte al giorno. »

A farne le spese è sua moglie, Evelina Andreoletti, molto più giovane di lui: in origine dev'essere stata una donna bella ed attraente, ma complice la vita libertina del coniuge (che l'ha sposata soprattutto per il ricco patrimonio di cui era beneficiaria) è in pieno decadimento psicofisico, fino all'anoressia e all'abulia. Il marito, che pure non ha mai veramente "consumato" il rapporto con lei, non riconosce (o fa finta di non riconoscere) le sue responsabilità nei riguardi del pietoso stato di colei, e non trova miglior rimedio che affidarla alle cure di svariati medici. Dinnanzi all'impotenza di costoro, il Vanghetta si rassegna quasi a considerarla sterile, rinunciando persino a condividere il letto con lei. Ma non ne soffre più di tanto; anzi, prende la circostanza come una legittimazione a lanciarsi con vieppiù ardore nell'attività della seduzione.

Il pretore coltiva altresì un'altra grande passione: la drammaturgia. Sognando un futuro glorioso nel mondo delle lettere e del teatro, egli si impegna nella stesura di una monumentale commedia a sfondo amoroso, nella quale intende rispecchiare fedelmente la sua vita.

Per dedicarsi senza distrazioni alla redazione della piéce, cui dà il titolo L'amore è un'equazione, ovvero Ramiro e Isidora, il Vanghetta assume un assistente, l'avvocato milanese Mario Landriani, un giovane dall'apparenza posata e discreta, cui riesce a far assegnare la carica di vicepretore. Da quel momento in avanti sarà il Landriani a disbrigare le annose pratiche legate all'ufficio della pretura e anche a scarrozzare avanti e indietro la povera Evelina da casa agli studi dei medici, cui il marito l'ha affidata nella speranza (vana) che trovino una cura per i suoi misteriosi mali, i dottori Nascimbeni e Configliacchi. Il pretore prova anche a convincere il suo giovane e timido assistente, lavoratore indefesso e col solo hobby della caccia, a godersi i piaceri della vita: lo accompagna con sé al bordello, ove lo affida alle "cure" della sensualissima prostituta, Elvira. Ma il giovane avvocato, visibilmente imbarazzato, non riesce a concludere nulla, sicché il Vanghetta si convince che costui sia omosessuale o impotente.

Libero da ogni costrizione, il pretore si dedica anima e corpo alla scrittura della commedia: una volta concluso il copione, riesce ad assoldare per la messa in scena la famiglia di Adolfo Bagna, scalcinata troupe di attori vagabondi, cui però impone di presentare come attrice protagonista la sedicente contessa Armandina Régner de Montfleury, donna dal fascino ipnotico, ma restìa a concederglisi. Ella, ex moglie di un diplomatico francese, si dedica a sua volta a passare di letto in letto, sovente con alti esponenti del partito fascista. Questa attività le consente di mantenere un elevato tenore di vita.

Nel frattempo il Landriani, trovandosi de facto a convivere con Evelina per gran parte della giornata, inizia a provare per lei un vago sentimento di attrazione (ricambiato sempre più caldamente da colei), che cerca faticosamente di reprimere.

La sera della premiére della commedia del pretore, allestita in grande stile al teatro di Montegrino Valtravaglia, con un grande concorso di pubblico (in parte "rastrellato" dal protagonista stesso, con dei torpedoni mandati in giro per i paesi della zona), accade di tutto e di più: la contessa si rivela un'attrice mediocre e per intrattenere gli spettatori (che indisciplinatamente rumoreggiano ad ogni battuta errata) non trova di meglio che improvvisare uno spogliarello. La soluzione funziona: il pubblico esplode in grida di giubilo e, mentre la trama si dipana negli atti susseguenti, la contessa si ritira nel camerino, ove finalmente si concede alle avances del pretore. D'un tratto, un violentissimo temporale si abbatte sul paese; il tetto del teatro viene sfondato dalla furia degli elementi e in pochi istanti un fiume d'acqua si riversa in sala; gli spettatori fuggono disordinatamente e il Vanghetta, prima di svignarsela con la Regner, affida Evelina a Mario, con l'incarico di ricondurla a casa.

La strada del ritorno è tuttavia interrotta da degli alberi caduti durante la bufera, sicché l'avvocato devia in una strada secondaria, tra i boschi, e raggiunge il suo casotto di caccia, ove si ferma per consentire ad Evelina di asciugarsi e riposarsi. L'indomani mattina, complice un improvviso slancio passionale di Evelina, i due si scambiano il primo bacio, prodromo di una passione ardente che esploderà nei giorni a venire.

L'amore di Mario riesce in ciò che i medici non hanno mai ottenuto: Evelina "rifiorisce", riacquista colorito e ritorna alla vita, con il Vanghetta che resta ben lungi dall'immaginare ciò che accade alle sue spalle. Il Landriani progetta addirittura di fuggire con la moglie del suo datore di lavoro, ma sa che se lo facesse commetterebbe un reato, pertanto continua a fare il doppio gioco, anche perché nel frattempo il Vanghetta, gravemente indebitato per via delle esose richieste della contessa (cui versa fior di denaro contante e firma enormi quantità di cambiali in bianco), ha deciso di dimettersi da pretore ed aprire uno studio legale insieme a lui.

A scombinare le carte interviene però una sconcertante scoperta: un giorno, mentre il pretore (che ha cercato il giorno prima di tornare a letto con la moglie, la quale lo ha respinto violentemente) sta consultando il codice penale per trovare un cavillo che costringa la moglie ad adempiere agli obblighi coniugali, costei gli riferisce a bruciapelo di essere rimasta incinta. Il Vanghetta, che non "tocca" sua moglie ormai da sette anni, rimane stupefatto: sa bene che il figlio nascituro non è sangue del suo sangue. Dà quindi mandato al maresciallo Alfurno di indagare su chi sia il responsabile del "miracolo". Il carabiniere riesce a raccogliere pochi indizi che portano al Landriani, ma il leguleio, che si fida ciecamente del suo assistente, rifiuta categoricamente di crederci. Alla lunga però deve riconoscere l'evidenza del fatto, ma sceglie ugualmente di fare come se niente fosse e di riconoscere pubblicamente il nascituro come sua legittima prole (anche perché in città la gente, che fino a quel momento ha deferentemente taciuto sul suo stile di vita, ora inizia a bisbigliare e a farsi beffe di lui, cornificatore a sua volta cornificato).

I tempi cambiano velocemente: il Vanghetta, complice un processo andato - per lui - male, è in parabola discendente ed ha perso molto del suo "vigore sessuale"; al contrario il Landriani (che con un artificio giuridico ha salvato il procedimento) diventa il nuovo principe del foro della città, riverito e rispettato da tutta la popolazione e dall'ex codazzo del Vanghetta, i cui esponenti si affollano intorno a lui in cerca di favori. Addirittura egli inizia a contrarre abitudini e comportamenti talmente spietati da farlo via via rassomigliare al suo datore di lavoro: è sempre preso da mille affari, passa a casa pochissimo tempo, trascura completamente Evelina, che pure lo sta per rendere padre. Al colmo della trasformazione, il giovane avvocato assume a sua volta un assistente per accompagnare la moglie dal ginecologo.

Qualche tempo dopo il bambino nasce, ma Evelina poco prima del parto subisce un collasso in casa e viene ritrovata stesa sul suo letto, priva di sensi e in un lago di sangue, dal marito (rientrato completamente ubriaco dal bar). La corsa in ospedale è vana: il bambino si salva, ma Evelina muore. In casa si allestisce una camera ardente: dinnanzi al feretro della moglie, Augusto propone a Mario di continuare tutto come se niente fosse e di prendersi entrambi cura del neonato, che "è figlio di entrambi". L'ex assistente, furioso, lo aggredisce e dà il via ad una furiosa rissa tra i due, mentre balia Rosa provvidenzialmente porta in salvo il piccolo, evitandogli conseguenze peggiori.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Augusto Vanghetta, "il pretore", è il protagonista del film. Leguleio e pretore "per caso", dongiovanni "per professione", conduce una vita spensierata ed indirizzata su binari sicuri: nella sua amena sede pretorile egli comanda tutto e tutti a bacchetta, elargisce favori e beneficî, passa di talamo in talamo come un operaio alla catena di montaggio. Un processo male affrontato e la tresca sorta tra la sua cornificatissima moglie e il suo (apparentemente) fido assistente, che lo renderà addirittura padre di un figlio illegittimo, scardineranno via via questo suo modus vivendi da moderno cacicco.
  • Evelina Andreoletti, giovane moglie del pretore, in origine era una donna bella ed attraente (nonché ricca). La sua disgrazia è aver sposato cotanto marito: la vita libertina del Vanghetta la deprime tremendamente, facendola deperire irrefrenabilmente fino all'anoressia, tanto che lo sposo stesso, che pure non ha mai veramente "consumato" il rapporto con lei, dopo averla affidata alle cure di svariati medici (come a volersi "lavar le mani" delle sue responsabilità), si rassegna a considerarla sterile e sessualmente inabile: al momento dell'inizio della storia, essi dormono già da anni in camere da letto separate. Sarà poi il fortuito incontro con il vice-pretore Mario Landriani e la storia d'amore che ne nascerà a "restituirla alla vita" e a donarle finanche un figlio.
  • Mario Landriani, giovane avvocato assunto dal Vanghetta come assistente, è la "bestia da soma" su cui egli scarica tutte le incombenze pretorili (e non solo quelle). È all'apparenza una persona semplice, posata, riservata, senza alcun trastullo ed estremamente professionale. Alcune circostanze bizzarre lo spingeranno tra le braccia di Evelina, di cui diventerà l'amante e che metterà pure incinta. Col passare del tempo, inoltre, egli diventerà sempre più spigliato e, a suo modo, spietato quasi come il pretore, dal quale erediterà la cerchia di amicizie e clientele.
  • Armandina Regner de Montfleury, nata Cazzola, "la contessa". Ex moglie divorziata di un diplomatico francese, vive a Cadegliano Viconago e si mantiene passando di letto in letto con personaggi di rango, che le elargiscono laute ricompense. In pratica è l'alter ego femminile del Vanghetta. Donna dal fascino magnetico e dal temperamento focoso, è molto restìa a concedersi alle avances del pretore, cui cederà solo dopo che costui la renderà protagonista di una pomposa opera teatrale (peraltro qualitativamente scadente). Non contenta, spillerà moneta sonante al suo amante.
  • Ingegner Pepere Lopez, ingegnere edile, amico del Vanghetta, cui affiderà la sua difesa allorché sarà processato per un disastro edilizio da lui provocato, salvo poi "scaricarlo" senza pietà dopo un'arringa venuta male e riversare i suoi favori sul Landriani.
  • Avvocato Memeo, avvocatucolo di poco conto, collega e conoscente del Vanghetta.
  • Tecla, moglie del Memeo. Donna dalle forme estremamente prorompenti, è una delle amanti preferite del pretore.
  • Signora Chiara, moglie dell'ingegner Pepere Lopez.
  • Rosa Malcotti, fedele domestica di casa Vanghetta.
  • Avvocato Gervasini, è acerrimo nemico e detrattore del Vanghetta.
  • Dottor Nascimbeni e Dottor Configliacchi, due anziani medici esperti in "resurrezioni erettili e fertilità", cui il pretore affida la moglie nella speranza che la curino dai suoi malanni. Puntualmente invano.
  • Maresciallo Alfurno, ufficiale dei Carabinieri, di origini meridionali. Verrà incaricato dal Vanghetta di scoprire chi sia l'amante di Evelina, anche se non verrà creduto allorché giungerà alla verità.
  • Cesarina, giovane cameriera del caffè frequentato dal Vanghetta e dai suoi compari.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Massimiliano Leone e Valentina Di Giuseppe, titolari della Lime Film s.r.l.
Il regista Giulio Base alla presentazione del film, a Varese il 21 luglio 2013.

Molte opere letterarie di Piero Chiara sono state fatte oggetto di riduzione cinematografica, riscuotendo sovente un grande successo di critica e di pubblico: alcuni esempi sono La stanza del vescovo e Venga a prendere il caffè da noi. Lo stesso autore collaborò alla sceneggiatura di questi film e fece parte del cast con piccoli ruoli.

Anche per Il pretore di Cuvio Chiara aveva abbozzato un adattamento della trama per un'eventuale riduzione cinematografica, che però non fu mai realizzata[1]: lo stesso scrittore luinese e il suo collaboratore Federico Roncoroni (critico letterario e pedagogo, che in seguito riceverà la gestione esclusiva dei diritti sulle opere di Chiara) per tre volte, tra gli anni 1970 e 1980, rifiutarono offerte di realizzazione del film, non ritenendole all'altezza dell'opera letteraria[2]

Dopo la morte di Chiara, nel 1986, l'interesse del mondo del cinema per Il pretore di Cuvio si spense, finché ai primi del 2011 l'attrice varesotta Sarah Maestri (che già nell'aprile 2010 aveva annunciato l'intenzione di trasporre su pellicola il romanzo[3]) si mise in contatto con Roncoroni per proporgli nuovamente di realizzare un lungometraggio, appoggiata in questo anche da Bambi Lazzati, patron del premio letterario intitolato a Piero Chiara[2].

Roncoroni, superato l'iniziale scetticismo, decise di accettare; nel marzo 2011 concesse i diritti cinematografici sul romanzo all'attrice, che il 12 ottobre dello stesso anno fondò una propria casa di produzione cinematografica, la Chichinscì srl, con l'obiettivo di girare e far uscire il lungometraggio in tempo utile per il centenario della nascita di Piero Chiara, nel 2013[4].

La questione del reperimento dei fondi (il costo di produzione pianificato ammontava a complessivi 3 milioni di euro), degli attori e delle maestranze si rivelò tuttavia molto problematica, costringendo a rinviare sempre più a lungo termine la data d'inizio delle riprese; la stessa Maestri, verso il 2013, giunse sul punto di rinunciare al progetto. Tale eventualità fu scongiurata dall'accordo con la casa Lime Film di Roma[4][5], che si impegnò a farsi carico di produzione e produzione esecutiva. Alcuni sponsor e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo garantirono un'ulteriore quota di finanziamenti.

Già a settembre 2012 la Chichinscì, col patrocinio degli enti locali del Varesotto, aveva avviato un progetto denominato 100 anni d'autore[6], che si occupò di organizzare un cartellone di eventi propedeutici, allo scopo di avvicinare il pubblico all'opera cinematografica e alla figura di Piero Chiara nel centenario della sua nascita[7]. Tale progetto (inaugurato il 23 marzo 2013) fu quindi affiancato al film stesso.

I titolari della Lime Film, Massimiliano Leone e Valentina di Giuseppe, contattarono il regista Giulio Base, che nel giro di una notte accettò l'incarico[8]. Nei mesi successivi furono ingaggiati gli altri attori protagonisti e il cast tecnico, che furono infine presentati al pubblico il 21 luglio 2013, presso i Giardini Estensi di Varese[9].

L'assegnazione di taluni ruoli minori e la scelta delle comparse fu realizzata mediante una selezione popolare ad accesso libero[10] sotto la supervisione di Sarah Maestri, in veste di direttrice artistica[11][12].

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese, partite il 23 luglio 2013[13] e concluse il 5 settembre dello stesso anno[14], furono in gran parte locate in provincia di Varese (principalmente nei comuni di Varese[15], Castelveccana e Luino[16]). Altre scene furono girate nel comune di Rancio Valcuvia, oltre che al teatro 2 di Cinecittà, a Roma[17].

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

La colonna sonora è composta in parte da musiche inedite scritte da Pietro Freddi, in parte da celebri arie di opere liriche di argomento amoroso. In particolare, il mezzosoprano Adele Cossi (nei panni di una prostituta) interpreta "sullo schermo" L'amour est un oiseau rebelle dalla Carmen di Georges Bizet[9].

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

La distribuzione del film nelle sale cinematografiche italiane è a cura della Mediaplex Italia[18], mentre la Rai ha acquisito il diritto d'antenna per la prima visione televisiva[19].

Titolo[modifica | modifica sorgente]

Una delle differenze principali del film rispetto al libro è la scomparsa dal titolo della specificazione di Cuvio. Tale scelta, suggerita dal regista Giulio Base, è stata dettata dalla decisione di trasferire l'ambientazione a Luino, oltre che dall'intento di rendere il titolo più semplice e di agevole traduzione in previsione di una distribuzione della pellicola in mercati non di lingua italiana[20][21].

Uscita nelle sale[modifica | modifica sorgente]

Ad ottobre 2013, nel corso di un incontro-conferenza, fu annunciato che il film sarebbe stato proiettato in anteprima nazionale a Varese[20]. Il 14 febbraio 2014 il regista Giulio Base indicò come data di uscita nelle sale il 3 aprile[22]. Il trailer venne pubblicato il 12 marzo[23].

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Cast artistico[modifica | modifica sorgente]

Foto di scena[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sarah Maestri porta al cinema “Il Pretore di Cuvio” di Piero Chiara in varesereport.it, 19 ottobre 2012. URL consultato il 16 aprile 2014.
  2. ^ a b Andrea Camurani, Da libro a film. Un’attesa lunga una vita, poi la scelta in VareseNews, 6 novembre 2012. URL consultato il 16 aprile 2014.
  3. ^ L'ora della... Pretora in La Prealpina (Varese), 1° aprile 2014. URL consultato il 16 aprile 2014.
  4. ^ a b L'appello per il Pretore in La Provincia di Varese, 16 novembre 2012. URL consultato il 16 aprile 2014.
  5. ^ Ai Giardini svelato il cast del film “Il Pretore”. Sarah Maestri reginetta di Varese in varesereport.it, 21 luglio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  6. ^ Varese, a Villa Recalcati si festeggia l’ultimo ciak del film “Il Pretore” in varesereport.it, 24 ottobre 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  7. ^ Massimiliano Carminati, È il momento di Piero Chiara in ininsubria.it, 22 marzo 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  8. ^ Stefania Radman, "Il Pretore" si presenta a Varese. E sale il brivido della sala in La Provincia di Varese (Varese), 25 ottobre 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  9. ^ a b Stefania Radman, "Il Pretore" si presenta: protagonisti Base e Pannofino in VareseNews, 21 luglio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  10. ^ Varese, Varese, il film “Il Pretore” cerca comparse per girare il processo al Tribunale in varesereport.it, 30 luglio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  11. ^ Varese, al casting del Pretore di Sarah Maestri. Ma il dialetto, che problema… in varesereport.it, 20 giugno 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  12. ^ In fila per i provini de "Il Pretore" in VareseNews, 20 giugno 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  13. ^ Varese, primo ciak del film “Il Pretore”. Residenti di via Del Cairo: no al divieto di sosta in varesereport.it, 22 luglio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  14. ^ Simone Pinchiorri, IL PRETORE - Terminate le riprese del film di Giulio Base in cinemaitaliano.info, 5 settembre 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  15. ^ Un “silenzio” in stile anni ’30 - Ciak, il Pretore torna al passato in La Provincia di Varese (Varese), 24 luglio 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  16. ^ Claudio Ferretti, il set de “Il Pretore” si trasferisce a Luino e zona. in ilquicchio.it, 4 agosto 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  17. ^ Giulio Base, BaseGiulioBase: si gira a Cinecittà-Teatro 2 in Twitter, 30 agosto 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  18. ^ Manuel Sgarella, Tutto pronto per "Il Pretore", diffusa la locandina in VareseNews, 27 febbraio 2014. URL consultato il 16 aprile 2014.
  19. ^ Stefania Radman, In fila per i provini de "Il Pretore" in VareseNews, 20 giugno 2013. URL consultato il 16 aprile 2014.
  20. ^ a b Il pretore guarda a Berlino. E all'anteprima varesina in La Prealpina, 25 ottobre 2013. (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  21. ^  Presentazione del film Il Pretore ai giardini Estensi di Varese. YouTube, 4 agosto 2013. URL consultato in data 16 aprile 2014. Avviso: Questo link a Youtube è ammissibile, in quanto punta ad un video caricato sul sito dal titolare dei diritti.
  22. ^ Manuel Sgarella, "Il pretore" nei cinema dal 3 aprile in VareseNews, 15 febbraio 2014. URL consultato il 16 aprile 2014.
  23. ^ Trailer del film Il Pretore in MYmovies. URL consultato il 16 aprile 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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