Il poliziotto della brigata criminale

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Il poliziotto della brigata criminale
Peur sur la ville-Belmondo Métro.png
Scena del film: Jean Paul Belmondo cammina sopra il metrò in corsa.
Titolo originale Peur sur la ville
Lingua originale Francese
Paese di produzione Francia, Italia, Germania
Anno 1975
Durata 120 min.
Colore Colore
Audio Sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere Poliziesco, Thriller, Noir
Regia Henri Verneuil
Soggetto Henri Verneuil
Sceneggiatura Jean Laborde, Francis Veber
Produttore Alain Belmondo
Produttore esecutivo Jacques Juranville
Casa di produzione Cerito Films
Fotografia Jean Penzer
Montaggio Pierre Gillette
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Jean Andrè
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il poliziotto della brigata criminale (Peur sur la ville) è un film thriller-poliziesco francese del 1975 diretto da Henri Verneuil, con Jean-Paul Belmondo, Adalberto Maria Merli e Charles Denner.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il commissario Jean Letellier dirige la brigata criminale della polizia parigina. Poliziotto dai metodi spicci e con il grilletto facile, da tempo è alla ricerca di un criminale, Marcucci, suo acerrimo nemico personale: quest'ultimo, mesi prima, nel corso di una rapina ad una banca, era riuscito a fuggire dopo aver ucciso un collega del commissario ed un passante durante un inseguimento in auto con un violento conflitto a fuoco; ciò era costato a Letellier l’estromissione dalla squadra antigang che allora dirigeva.

Mentre sta setacciando una mescita alla ricerca di Marcucci, Letellier ne incastra il titolare dopo aver scoperto casualmente che quest’ultimo utilizza illegalmente la propria cantina come ricovero a pagamento di una quarantina di immigrati africani clandestini, e lo costringe quindi a collaborare: non appena il bandito si farà rivedere da quelle parti, il titolare avvertirà prontamente la polizia. Subito dopo, Letellier deve indagare su uno strano delitto: una donna, Norah Elmer, è volata giù dal balcone del suo appartamento dopo aver ricevuto minacce telefoniche da un presunto psicopatico. L'uomo, che si fa chiamare Minosse, è un folle che dichiara di voler giustiziare tutte quelle donne che, a suo giudizio, conducono una vita al di fuori della morale. Preso come è dalla smania di catturare Marcucci, Letellier, di malavoglia, è costretto a indagare sul caso. Le prime ricerche, comunque, lo portano a un ex amante della Elmer, Julio Cortes, che egli arresta in quanto scopre contestualmente che questi è un trafficante di droga.

Minosse, nel frattempo, si introduce in casa di un'altra donna fingendosi un poliziotto e fa così la sua seconda vittima. Letellier riesce a sorprenderlo sul posto e lo insegue dapprima fra i tetti, poi all'interno delle Galeries Lafayette, e successivamente in strada, con il folle su una moto ed il commissario su un'auto civetta. Proprio in quel momento un'altra pattuglia avvisa Letellier di aver rintracciato Marcucci e che lo sta pedinando. Il commissario non vuole assolutamente lasciarsi sfuggire l’occasione di regolare i conti una volta per tutte con il suo vecchio nemico: dopo qualche attimo di esitazione, desiste dall'inseguire Minosse e si butta alla ricerca di Marcucci scovandolo all'interno della metropolitana. Si aggrappa quindi ad un convoglio nel quale si trova il bandito e, con pericolose acrobazie, vi si intrufola all'interno mentre il treno, per un ordine impartito dallo stesso Letellier ai dirigenti della metropolitana, inizia a saltare le fermate impedendo così a Marcucci di fuggire. Ne deriva un violento conflitto a fuoco nel quale il bandito, alla fine, colpito dai proiettili di Letellier, cade dal treno e muore stritolato sotto le ruote di un altro convoglio.

Letellier è al settimo cielo per aver eliminato il suo nemico giurato: quasi ignora gli accesi rimproveri del suo superiore per aver lasciato scappare Minosse e per le conseguenti feroci critiche della stampa parigina, ed anzi gli chiede di essere esonerato dalle indagini, ma il capo gli intima di proseguire.

La terza vittima designata di Minosse è un’infermiera di un ospedale cittadino, che ha anche una relazione con uno dei primari del nosocomio. Letellier la mette sotto protezione ma Minosse, con un trucco, riesce a farla accorrere in ospedale per una falsa emergenza e la strangola negli spogliatoi.

A questo punto, Letellier ha ormai un conto da regolare anche con Minosse, e intensifica le ricerche. Dopo aver letteralmente brancolato nel buio, quasi per caso riesce a identificare l'assassino grazie ai frammenti di un occhio di vetro perso da quest'ultimo durante l'inseguimento sui tetti: si tratta di un infermiere dello stesso ospedale, Pierre Valdec, ovviamente cieco a un occhio, che ha selezionato le sue vittime fra le pazienti ricoverate e le sue colleghe che, a suo dire, “si rotolano nel fango del sesso”. Valdec, scoperto, dopo aver quasi causato una strage lanciando una bomba a mano all'ingresso di un cinema che proiettava un film erotico, si barrica nella casa della pornoattrice protagonista, già da lui designata come la sua prossima vittima, tenendola in ostaggio con tutta la sua famiglia. Innescato un ordigno esplosivo con un timer, vuole un’auto ed un aereo per fuggire verso chissà quale meta.

Letellier decide, a questo punto, di ricorrere ad un mezzo estremo: appeso a un cavo da un elicottero, attraverso una finestra si introduce in modo spettacolare all'interno dell'appartamento, sorprendendo un ignaro Valdec trattenuto al telefono da un suo messaggio preregistrato. Dopo una violenta colluttazione, riesce a renderlo inoffensivo e lo arresta, ponendo fine all'incubo che ha attanagliato un'intera città, e ricevendo altresì gli elogi del suo severo superiore.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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