Il più grande uomo scimmia del Pleistocene

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Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
Titolo originale The Evolution Man, Once Upon an Ice Age, What We Did to Father
Autore Roy Lewis
1ª ed. originale 1960
Genere Romanzo
Sottogenere Fantascienza
Lingua originale inglese

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene è un romanzo non facilmente inseribile in ben definito genere letterario, dato che tratta argomenti mai scritti prima in quella forma. Scritto dal giornalista inglese Roy Lewis, narra le vicende di un gruppo di cavernicoli dell'Africa centrale del tardo Pleistocene, le loro lotte per sopravvivere ed evolversi. Tutto però è esposto in modo umoristico, spesso facendo uso di anacronismi per scherzare su argomenti attuali che il lettore vede trasportati nell'Africa preistorica.

Nella sua lingua originale, l'inglese, è stato pubblicato con diversi titoli: The Evolution Man ("L'uomo dell'evoluzione"), Once Upon an Ice Age ("C'era una volta in un'era glaciale") e What We Did to Father ("Cosa abbiamo fatto a papà"). È edito in Italia da Adelphi.

I personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Edward è il protagonista ed il capobranco di un gruppo di ominidi che vive in una zona dell’Africa centrale, presumibilmente nell'odierna Uganda. Edward è un brillante inventore; tanto da poterlo considerare il Leonardo da Vinci della sua epoca. Tra le varie scoperte effettuate da lui e il suo branco si annoverano: il fuoco ed il suo uso, la dieta onnivora, la cottura degli alimenti, l’arco e il matrimonio esogamico.
    Edward è un completo idealista, estremamente generoso ed è animato dal desiderio più sincero di diffondere le sue scoperte ed invenzioni tra gli altri ominidi, ma per questo incontra la contrapposizione dei figli, che vogliono mantenere la supremazia del loro branco sugli altri. Così prima insegna alle altre orde a procurarsi il fuoco selvatico e poi a produrlo sfregando due selci tra loro.
    Dopo la scoperta dell'arco, i suoi figli decidono di ucciderlo, simulando un incidente con la nuova arma. Essi non volevano che anche questa nuova invenzione fosse rivelata agli altri ominidi.
  • Ernest è il secondogenito di Edward e il narratore dell'intera vicenda. Adora la speculazione filosofica e interrogarsi sugli aspetti religiosi della vita dell'uomo. È lui il primo a ipotizzare che esista una vita dopo la morte. (rappresenta la tendenza umana alla contemplazione filosofica e teologica).
  • Griselda, moglie di Ernest, ambiziosa e vanitosa, continua a criticare la generosità di Edward nel condividere le sue scoperte. Pensa che le conoscenze acquisite debbano essere privilegio di pochi per fare in modo che quei pochi dominino su tutti gli altri. È infatti la prima a proporre di servirsi del fuoco per intimorire le altre orde e instaurare una sudditanza nei loro confronti. (rappresenta il desiderio di potere e dominio tipico della razza umana)
  • Millicent è la moglie di Edward, nonché madre di Ernest e dei suoi fratelli. Si prende cura della caverna dell'orda e giunge a due importanti scoperte: la cottura della carne e l'abbigliamento. (rappresenta la donna primitiva che doveva provvedere alla cura dell'ambiente domestico)
  • Oswald è il fratello maggiore di Ernest, molto abile nella caccia.(rappresenta il classico cacciatore primitivo)
  • Wilbur è uno dei fratelli minori di Ernest. È particolarmente abile nel lavorare la selce e nell'arte dell'artigianato. È il figlio che più si appassiona al lavoro paterno e che alla sua morte ne raccoglie il testimone. (rappresenta la classe degli artigiani e dei tecnici).
  • Alexander è uno dei fratelli minori di Ernest, specializzato nelle pitture rupestri e nello studio del comportamento degli animali. (rappresenta gli artisti)
  • William è uno dei fratelli minori di Ernest ed è caratterizzato dalla volontà di addomesticare gli animali selvatici. (rappresenta l'allevatore e l'etologo)
  • Elsie è la sorella di Ernest, che prima dell'introduzione dell'accoppiamento esogamico era la compagna promessa di Ernest, ma alla fine andrà sposa di un fratello di Griselda.
  • Zio Vania, fratello maggiore di Edward, è uno scorbutico ominide ancora arboricolo, assolutamente contrario ad ogni forma di evoluzione e si rifiuta per orgoglio di accettare le scoperte fatte da Edward, anche se non disdegna in inverno di scaldarsi davanti al fuoco. Deplora grandemente la stazione eretta, considerandola un abominio alla propria specie.(In senso quasi satirico rappresenta i conservatori e i moderni reazionari).
  • Zio Ian, fratello di Edward, ha compiuto molti viaggi per il mondo e racconta gli avvenimenti che stanno accadendo in diverse parti del mondo nel Pleistocene. Muore tentando di cavalcare un Hipparion per raggiungere l'America.(rappresenta gli esploratori e il desiderio umano di viaggiare)

Attorno a tutti questi personaggi ne ruotano molti altri meno importanti, come le zie Mildred, Aggie, Nellie e Pam e le mogli dei fratelli di Ernest e le loro sorelle.

Trama del romanzo[modifica | modifica wikitesto]

Caratteristiche principali[modifica | modifica wikitesto]

“Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” è un romanzo di genere fantascientifico, che racconta le vicende di branco di uomini primitivi, o per meglio dire ominidi. La vicenda si svolge in un luogo non precisato nell’Africa centrale dell'inizio del Pleistocene, circa 3 milioni di anni fa. Il romanzo presenta una focalizzazione interna, poiché i fatti sono narrati in prima persona dal figlio di Edward, Ernest. L’ambientazione è ben descritta sia dal punto di vista topografico che da quello sociale; a tal proposito la società descritta è di tipo sia innovatore (nei panni di Edward) sia conservatore (lo zio Vania).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una famiglia di uomini vive nel Pleistocene. Sotto la guida di Edward, il loro livello di vita migliora in modo impressionante: questo li incoraggia a scendere dagli alberi, scopre come procurarsi il fuoco, insiste perché tutti abbiano una corretta posizione eretta, inventa nuove armi e trappole per la caccia. Inoltre, obbliga i figli a sposare donne che appartengono ad un'altra orda, per favorire -a suo dire- un rimescolamento genetico e ponendo il tabù morale dell'incesto. Edward è convinto che le sue scoperte vadano condivise con gli altri gruppi di uomini-scimmia, e infatti insegna ai suoi vicini molte delle innovazioni tecniche che ha imparato. I figli, però, considerano pericoloso questo comportamento, perché preferirebbero servirsi del progresso tecnologico per imporsi sugli altri branchi. Così, quando Edward inventa l’arco e vorrebbe diffondere questa nuova e straordinaria arma, Ernest e Oswald decidono di eliminare il padre e lo uccidono, fingendo che sia morto in incidente con la nuova arma.

Scheda completa del libro[modifica | modifica wikitesto]

Ernest è un giovane uomo scimmia che vive nell'epoca del Pleistocene. Suo padre Edward si batte da anni per portare all'interno della sua orda il progresso: in questo modo scoprirà il fuoco, le armi e istituirà il matrimonio non tra parenti ma con delle scimmie provenienti da orde diverse dalla loro. Ma per Ernest e suo fratello Oswald il padre rappresenterà una minaccia al punto che decideranno di ucciderlo con le armi da lui stesso fabbricate. Nonostante ciò, però, continueranno a lodarlo ed a considerarlo per le sue scoperte il “più grande uomo scimmia del Pleistocene…”

Il romanzo è definito umoristico ed allo stesso tempo storico: mischia allo stesso tempo storia ed humor per portare alla luce i primi progressi toccati dall'uomo nell'epoca preistorica, in particolare nell'epoca del Pleistocene. Il romanzo è ambientato nel continente Africano. Non sono presenti descrizioni dettagliate del territorio a parte qualche paesaggio in cui gli uomini scimmia si spostano per andare a caccia o per portare a termine le loro scoperte. Non è possibile identificare l’arco di tempo in cui si svolge la storia: sappiamo, però, che l’inizio dell’epoca del Pleistocene si può datare circa ad uno o due milioni di anni fa. Il tema principale del libro è quello di portare a galla, usando anche l'humor, le scoperte fatte dall'uomo e di descrivere così uno dei processi umani che è destinato a non cessare mai: l’evoluzionismo. Inoltre porta alla luce i pensieri scettici degli uomini scimmia che vedono nell'evoluzione un pericolo o qualcosa da tenere nascosta a tutte le altre genti. Il narratore assoluto de “Il più grande uomo scimmia del Pleistocene” è Ernest: figlio di Edward sempre attento alle scoperte ed alle idee evoluzionistiche del padre. Quando Edward deciderà di mandare i propri figli in un altro stato per ricercare le loro compagne, deciderà di sfidare il padre dimostrandogli di sapersela cavare anche senza di lui: infatti, insieme ai suoi fratelli, riuscirà a trovare una ragazza: Griselda con cui passare il resto della sua vita. Alexander troverà Clementina così come Wilbur si innamorerà di Honoria. Una volta tornato a casa Ernest si ribellerà alle idee rivoluzionarie del padre fino ad arrivare, per fermarlo, ad ucciderlo con la complicità di suo fratello Oswald. Il personaggio posto in netta contrapposizione con quello di Ernest è sicuramente suo padre Edward: uomo autoritario. Egli è ossessionato dall'evoluzionismo e vede nella scoperta del fuoco un grandissimo passo avanti per il futuro di tutta l’umanità: grazie ad esso, infatti, l’uomo può considerarsi “l’animale” più importante ed astuto di tutta la terra. Quando provocherà un incendio che distruggerà tutta la foresta in cui abitava con la sua famiglia e fabbricherà delle armi che permetteranno a tutti, non solo agli uomini più abili, di cacciare sarà ucciso dai propri figli preoccupati dal male che avrebbe potuto scaturire con le sue scoperte. Griselda è la donna di cui Ernest è innamorato inciderà molto sul pensiero che l’uomo ha delle scoperte di suo padre spingendolo quindi a quella che sarà la sua ultima tragica decisione. La donna darà al giovane un figlio. L’ultimo personaggio è sicuramente Zio Vania: anche lui così come Ernest vedrà di cattivo occhio le scoperte di Edward e non perderà l’occasione di manifestare al fratello tutto il suo sdegno. Gli altri personaggi infine sono la madre di Ernest, i fratelli Wilbur e Alexander, le zie e le sorelle dell’uomo. La focalizzazione del narratore è interna al racconto: Ernest, la voce narrante di tutta la storia, ha una visione presente, passata e futura di tutto quello che avverrà all'interno della storia, che lui stesso ha già vissuto. Il ruolo della società non è attivo nello svolgersi della vicenda poiché, all'epoca in cui è ambientato il romanzo, essa non è ancora del tutto formata se non nulla. L’intento dell’autore è quello di voler raccontare una scoperta umana, in chiave comica, come quella del fuoco e delle prime armi. Infatti l’inserimento di alcuni vocaboli non proprio concernenti l’epoca storica in cui è ambientato il romanzo rendono il libro piacevole e scorrevole nella lettura. Lo scrittore in questo modo porta piacevolmente alla luce un aspetto storico delle nostre origini facendo divertire, con l'humor da lui inserito, le persone che si trovano a leggere il romanzo. Lo stile dell’autore così risulta avvincente, per niente noioso, è molto colto: gli Uomini scimmia (in particolare Edward) conoscono molte lingue (greco e latino comprese) ed hanno un linguaggio molto forbito.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]