Il pane nudo (film)

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Il pane nudo
Il pane nudo.JPG
A sinistra, Faycal Zeghadi
Titolo originale El Khoubz el Hafi
Lingua originale arabo, francese, italiano
Paese Marocco, Algeria, Italia, Francia
Anno 2005
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere Biografico/Drammatico
Regia Rachid Benhadj
Soggetto Mohamed Choukri
Sceneggiatura Rachid Benhadj
Produttore Roberto De Laurentiis
Casa di produzione AE Media Corporation, Esse&Bi

Cinematografica, Progetto Visivo,

Distribuzione (Italia) AE Media Corporation
Fotografia Pierluigi Santi
Montaggio Eugenio Alabiso
Musiche Safy Boutella
Scenografia Francesca R. Salvi
Costumi Giusy Nicoletti
Interpreti e personaggi
Premi
« Non posso bere vino, è peccato!
- Tutte le cose buone sono peccato. »
(Mohamed e il suo giovane collega cameriere)

Il pane nudo è un film drammatico del 2005 (uscito nelle sale italiane il 12 maggio 2006), realizzato da Rachid Benhadj, che ne ha anche firmato la sceneggiatura. Esso rappresenta la versione cinematografica dell'omonimo romanzo dello scrittore marocchino Mohamed Choukri.

È una coproduzione italo-franco-marocco-algerina. La prima mondiale è stata tenuta ad Algeri, la città natale del regista/sceneggiatore (domenica 10 luglio 2005, sala Ibn Zeydoun[1]) ed a Casablanca (giovedì 21 luglio 2005, cinema Lynx, a margine del primo festival di Casablanca[2]), in omaggio al paese di Choukri.

Successivamente, il film è stato presentato al Festival internazionale del Cairo, dove ha destato molto interesse perché anche in Egitto, come in molti altri paesi arabi, il romanzo di Choukri è censurato.

Il regista ha lavorato a lungo in collaborazione con lo scrittore, che era estremamente diffidente e già aveva bloccato altri progetti di riduzione cinematografica per dissensi con gli autori. La collaborazione è continuata fino a poco prima della morte di Choukri, avvenuta nel 2003.

Il romanzo, di tipo autobiografico, racconta l'infanzia e l'adolescenza di Mohamed, che vive nel mondo violento della strada e fa la conoscenza di ogni forma di vizio e di delinquenza, fuggendo da un padre ubriacone ed abusivo e ritrovandosi con compagni e compagne nella sua stessa condizione, con cui intreccia legami intensi anche se effimeri, nel timore di ricreare una famiglia come quella da cui è fuggito.

Il regista compare egli stesso nel film, nel ruolo di Hamid, un compagno di prigione di Mohamed, che gli fa scoprire l'incanto della letteratura e gli insegna le prime due lettere dell'alfabeto arabo, 'alif e bā', che insieme formano la parola ab "padre". Questo incontro con la scrittura sarà determinante per lui, che fino ad allora era totalmente analfabeta e che a 20 anni comincerà a studiare, divenendo poi maestro e romanziere.

Trattandosi di una coproduzione, con un cast misto, il film è stato realizzato contemporaneamente in più lingue, e ogni attore recitava nella sua[3]. A giudizio del pubblico arabofono, l'accento algerino di Rachid Benhadj sarebbe stato in contrasto con il ruolo di nazionalista marocchino da lui interpretato[4].

Al di là di questa e di altre minori imperfezioni marginali (come l'ambientazione a Casablanca e a Rabat di un'azione che dovrebbe svolgersi a Tangeri, Tétouan e Larache) , il film ha destato notevoli consensi sia per l'aderenza al testo originale sia per la recitazione (in particolare, l'italiana Marzia Tedeschi, nel ruolo di Sallafa, amante del protagonista, rapata a zero da un amante precedente), sia per la colonna sonora dell'algerino Safy Boutella (Pirmasens, 1950), formata da 18 brani[5] che uniscono in un impasto originale sonorità, ritmi e strumenti nordafricani, occidentali, sudamericani e statunitensi.

[modifica] Note

  1. ^ Aziz Yemloul, "Le pain nu. Avant-première mondiale à Alger. Violence lyrique d’une vie de Tanger", El Watan 12 luglio 2005
  2. ^ Ichrak Moubsit, "Le pain nu, «un petit film avec un grand cœur»", L'Économiste, édition 2071, 25 luglio 2005.
  3. ^ "Il était clair que les acteurs dans certaines scènes ne se donnaient pas la réplique dans la même langue" ("Era chiaro in certe scene che gli attori non si rispondevano nella stessa lingua": Moubsit, art. cit.).
  4. ^ Moubsit (art. cit.) parla di "un fort et gênant accent algérien" ("un forte e fastidioso accento algerino").
  5. ^ "Souvenirs", "Salafa", "Savoir Révélation", "La dispute", "L'appel", "Fuite Momo", "Générique fin", "Errance", "Espoir", "Violence père", "Premiers désirs", "Harouda", "La séparation", "Mort petit frère", "Racines", "Le banquet", "Tanger", "Tourments". Si veda, tra l'altro, Marco Del Vaglio "Boutella: Le pain nu (Il pane nudo), 16noni.it, 15 marzo 2006 (dal sito Cam Original Soundtracks).

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