Il mulino delle donne di pietra

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Il mulino delle donne di pietra
Una scena del film
Una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1960
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere orrore, fantascienza
Regia Giorgio Ferroni
Fotografia Pier Ludovico Pavoni
Montaggio Antonietta Zita
Musiche Carlo Innocenzi
Scenografia Arrigo Equini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il mulino delle donne di pietra è un film del 1960 diretto dal regista Giorgio Ferroni. È considerato uno dei maggiori esempi italiani di film horror fantastico.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Una ricerca sull'arte popolare olandese porta lo studente Hans von Harnmen a conoscere Gregorius Wahl, uno scultore che vive con la giovanissima figlia Helfi. Gregorius possiede un'imponente carillon all'interno di un mulino in cui allo scoccare delle ore compaiono delle statue a grandezza naturale di celebri eroine del passato. Hans si innamora ben presto della giovane Helfi ma questa a causa di una malattia muore e lui fugge disperato. Quando torna al mulino la trova invece viva viene scacciato dal padre Gregorius come un pazzo. Hans si reca da una coppia di amici: Ralf e Liselotte e dopo la scomparsa della ragazza fa una terribile scoperta: le statue sono ragazze assassinate dal Gregorius il cui sangue è necessario alla sopravvivenza di Helfi, affetta da una strana malattia, Hans riesce a salvare Liselotte e lascia il mulino ormai in fiamme dove Gregorius muore abbracciato all'adorata figlia.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Un fotogramma del film.
« Il film è considerato tra i migliori esempi di horror fantastico italiano, al punto che alcuni recensori hanno creduto di trovarvi riferimenti letterari ad Edgar Allan Poe, Apollinaire e Alberto Martini e agganci stilistici non solo ad André De Toth (La maschera di cera) o Mario Bava (La maschera del demonio), ma addirittura - nell'uso delle inquadrature - a Buñuel.

Tematicamente, il racconto è un'inedita rilettura dell'archetipo dello scienziato impazzito che sacrifica vite innocenti per salvare quella di una persona cara, una situazione che in quegli anni ispira anche Occhi senza volto, Seddok, l'erede di Satana e Gritos en la noche. »

(Fantafilm[1])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), Il mulino delle donne di pietra in Fantafilm. URL consultato il 5 aprile 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]