Il monaco (romanzo)

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Il monaco
Titolo originale The Monk
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Frontespizio de Il monaco
Autore Matthew Gregory Lewis
1ª ed. originale 1796
Genere Romanzo
Sottogenere Gotico
Lingua originale inglese
Ambientazione Madrid
Protagonisti Ambrosio

Il monaco è il primo e più famoso romanzo scritto dall'inglese Matthew Gregory Lewis. L'opera dell'autore allora appena ventenne fu pubblicata nel marzo 1796, raccogliendo immediatamente un grande successo, accompagnato però da un grande scandalo.

Il romanzo infatti, che si rifà alla tradizione del romanzo gotico tedesco, contiene ed esaspera tutti gli elementi propri del genere: castelli, abbazie, fantasmi e, soprattutto, violenze, stupri, incesti, presenze demoniache.

Le varie critiche portarono così l'autore a pubblicare, nel 1798, una versione meno "scandalosa" dell'opera nella quale vengono tolte o censurate alcune delle situazioni più scabrose.

Nel 2011, da questo romanzo, è stato tratto il film Le Moine di Dominik Moll con Vincent Cassel.

Nel 1972, da questo romanzo, è stato tratto il film con Franco Nero "il Monaco". Un film di Ado Kyrou. Con Nadia Tiller, Franco Nero, Nathalie Delon, Nicol Williamson. Titolo originale Le moine. Drammatico, durata 90' min. Francia

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo narra la caduta di Ambrosio, monaco spagnolo considerato da tutti un santo. Il religioso infatti, superiore dei cappuccini di Madrid, è vissuto in convento sin dall'infanzia ed è sempre riuscito a evitare il peccato.

Quando però il confratello preferito di Ambrosio, di nome Rosario, gli si rivela essere una donna, Matilda, innamorata di lui, il monaco conosce prima la tentazione e poi, malgrado i suoi tormenti interiori, il peccato.

Ben presto però il rapporto con Matilda non appaga più la lussuria del monaco che, in cerca di una nuova fonte di piacere, si innamora della giovane Antonia.

Per appagare i suoi desideri carnali Ambrosio fa ricorso, attraverso l'aiuto della stessa Matilda, alla stregoneria, grazie alla quale entra una notte nella casa di Antonia con l'intento di stuprarla. Qui viene però scoperto dalla madre di lei, Elvira, che il monaco uccide per non essere smascherato, fuggendo poi in preda al rimorso.

Ambrosio, sempre su suggerimento di Matilda, decide così di avvelenare Antonia, per farla sembrare morta e poi seppellirla in una cripta accessibile solo a lui. Il piano va a buon fine e la giovane viene violentata, ma, nel frattempo, il nascondiglio sotterraneo viene scoperto da un gruppo di soldati che arrestano il monaco e la sua complice, non prima però che questo abbia pugnalato a morte Antonia.

I due sono consegnati all'Inquisizione, torturati e condannati a morte. Per sfuggire alla sentenza, il monaco, seguendo l'esempio di Matilda, decide di vendere la propria anima al diavolo, che però, subito dopo averlo fatto evadere, lo uccide rivelandogli inoltre che Matilda è un demone minore, inviato apposta a lui per tentarlo e farlo peccare e che l'Inquisizione aveva, invece, deciso di concedergli la grazia rendendo completamente gratuita, in una macabra beffa finale, la scelta di Ambrosio di consegnare la sua anima al demonio.

Il romanzo segue, oltre alla storia di Ambrosio, anche le vicende di altri personaggi, tutti legati in qualche modo tra loro. Questi sono: Antonia e sua madre Elvira; Lorenzo, innamorato di Antonia; sua sorella Agnes, monaca rimasta incinta e promessa sposa di don Raymond, amico di Lorenzo.

La narrazione della storia d'amore tra Ryamond e Agnes, fatta dallo stesso Ryamond all'amico Lorenzo, rappresenta poi un vero e proprio racconto a sé stante, durante il quale compaiono figure tipiche del romanzo gotico come la Monaca Sanguinante e l'Ebreo errante.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Il romanzo, al momento della sua pubblicazione, ebbe un grande successo, anche se non mancò di suscitare molte critiche per via dei suoi contenuti scabrosi. Riviste autorevoli quali il «Monthly Mirror» e l'«Analytical Rewiew» lo esaltano e anche Coleridge, uno dei massimi poeti romantici inglesi, esprime il suo apprezzamento. Anche il marchese de Sade, alcuni anni dopo la comparsa del romanzo, afferma che questo è un «capolavoro gotico» e non può non ammirarne la violenta trasgressività.

Negli anni immediatamente successivi alla pubblicazione comparvero inoltre molte opere che si rifacevano più o meno esplicitamente a Il monaco: versioni ridotte (alcune anche a firma di Lewis), racconti tratti dal romanzo incentrati sulla vicenda di Ryamond e Agnes o sulla ballata di Alonzo e Imogine, drammi e balletti ispirati da parti dell'opera.

Nel corso del XIX secolo comunque il romanzo venne via via dimenticato e passò in secondo piano nel panorama letterario.

Negli anni trenta del Novecento Il monaco fu infine riscoperto dal movimento surrealista che ne condivide la carica trasgressiva e libertina. Artisti come Antonin Artaud e André Breton ne sono influenzati e citano in varie occasioni l'opera lewisiana nei loro scritti. È stato proprio grazie alla riscoperta surrealista che nel corso del XX secolo i critici sono tornati ad interessarsi de Il monaco.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Edizioni di Il monaco in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.

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