Il mercante di Venezia
| « Considero il mondo per quello che è, Graziano: un palcoscenico sul quale ciascuno recita la propria parte. » | |
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(Antonio a Graziano, Atto I Scena I)
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| Il mercante di Venezia | |
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| Commedia in cinque atti | |
| Shylock e Jessica | |
| Autore | William Shakespeare |
| Titolo originale | The Merchant of Venice |
| Lingua originale | Inglese |
| Genere | Commedia |
| Composto nel | 1594-1597 |
| Personaggi | |
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Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un'opera teatrale di William Shakespeare scritta probabilmente tra il 1596 e il 1597.
La trama dell'opera riprende abbondantemente quella di una novella trecentesca di ser Giovanni Fiorentino detta Il Giannetto, prima novella della giornata quarta della raccolta di cinquanta detta Il Pecorone, che Shakespeare ebbe modo di conoscere nella traduzione di William Painter. In particolare del Giannetto vengono conservati pressoché intatti i personaggi corrispondenti a Bassanio, Shylock e Porzia, oltre che la vicenda della penale di una libbra di carne[1].
Indice |
[modifica] Trama
Venezia, XVI secolo. Bassanio, giovane gentiluomo veneziano, vorrebbe la mano di Porzia, ricca ereditiera di Belmonte. Per corteggiare degnamente Porzia, chiede al suo carissimo amico Antonio 3.000 ducati in prestito. Antonio, pur essendo affezionatissimo a Bassanio, non può prestargli il denaro poiché le sue sostanze sono interamente investite nei suoi traffici marittimi, tuttavia garantirà per lui presso Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani e a sua volta non li sopporta, soprattutto Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente facendo abbassare il tasso d'interesse nella città e che lo umilia coi suoi insulti.
Nonostante ciò, Shylock accorda il prestito a Bassanio con Antonio come garante. L'ebreo però in caso di mancato pagamento vuole una libbra della carne di Antonio. Bassanio cerca di far desistere Antonio dal fargli da garante, ma quello è sicuro di poter saldare il debito, dato che tre navi sono in viaggio per riportare a Venezia ricchezze tre volte più grandi. Il tempo concesso per il saldo del prestito è di tre mesi, mentre le navi arriveranno tra due. Bassanio si reca a Belmonte; i pretendenti di Porzia però, secondo la volontà del suo defunto padre, per ottenere la sua mano devono scegliere quello giusto tra tre scrigni contrassegnati da un indovinello. Bassanio ci riesce e sposa Porzia. L'amico di Bassanio, Graziano, invece sposa la serva di Porzia, Nerissa.
Intanto la sfortuna si accanisce su Shylock: sua figlia Jessica infatti fugge di casa sposando un cristiano di nome Lorenzo, amico di Antonio e Bassanio. La ragazza è fuggita portando con sé 2000 ducati e soprattutto lo scrigno contenente l’anello donato a Shylock dalla defunta moglie. L'unica consolazione di Shylock deriva dalla pari sfortuna di Antonio: infatti le sue tre navi sono disperse in mare cosicché non potrà saldare il debito. Nel frattempo Porzia e Nerissa donano ai rispettivi mariti un anello, segno del loro amore, facendo promettere loro di non separarsene mai finché l'amore li legherà alle loro consorti.
Shylock porta Antonio di fronte al Doge e alla corte e chiede di far valere i suoi diritti. Nonostante la crudeltà della proposta, il Doge non può rifiutare di applicare la legge perché il caso creerebbe un precedente dannoso per lo stato. Bassanio e Graziano partono immediatamente in aiuto di Antonio. Porzia, all'insaputa di tutti, si traveste da avvocato per salvare Antonio. Nerissa la segue vestendosi da scrivano.
Una volta giunta in tribunale, Porzia, sotto le spoglie dell'avvocato Baldassarre, invita Shylock ad accettare 6000 ducati offerti a lui da Bassanio per estinguere il debito dell'amico ed essere misericordioso. L'odio dell'usuraio per i cristiani, fomentato dall'abbandono della figlia, gli impedisce di desistere. Shylock, anzi, chiede a gran voce che gli sia pagato il debito con la libbra di carne di Antonio, come da accordo. Baldassarre finge di essere d’accordo con lui su tale diritto, citando l’Editto degli Stranieri, ma gli comunica che, dato che il contratto parla solo di carne, se avesse versato anche una sola goccia di sangue cristiano i suoi beni sarebbero stati divisi tra Antonio e lo stato e lui condannato a morte. Antonio propone anziché la morte, la conversione di Shylock al cristianesimo, pena assai più grave per l'usuraio. In queste condizioni Shylock, sconfitto, rinuncia ai suoi propositi per non perdere ciò che gli rimane: la sua casa, i suoi denari e la sua religione. Bassanio si complimenta con Baldassarre per aver salvato il suo amico e gli chiede un modo per ringraziarlo. L'avvocato gli chiede solo il suo anello. Bassanio esita, a causa del valore affettivo dell'anello, ma spinto dall'onore e dalla gratitudine finisce per cederlo. Lo stesso è obbligato a fare Graziano per lo scrivano.
Quando tutti i cristiani giungono a Belmonte, Porzia e Nerissa chiedono ai mariti gli anelli, ma entrambi spiegano l'accaduto. Quindi le due donne fanno credere di aver trascorso una notte con i nuovi possessori dell’anello per riaverli, prima di rivelar loro che l’avvocato e il suo assistente erano in realtà esse stesse. Antonio fa di nuovo da garante per Bassanio che giura di non separarsi mai più dall’anello. Le proprietà di Shylock, alla sua morte, saranno donate a Jessica. Nel frattempo si viene a sapere che le tre navi di Antonio sono tornate sane e salve in porto.
[modifica] Citazioni e frasi
| « Guarda arriva un altro della tribù, non troveresti un terzo da accoppiare a quei due a meno che il diavolo non si faccia ebreo » | |
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(Graziano, amico di Antonio)
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| « Mi ha maltrattato, ha gioito delle mie perdite, disprezzato i miei guadagni, raffreddato i miei amici, riscaldato i miei nemici, insozzato il mio abito, disprezzato il mio popolo e per quale motivo? Perché sono ebreo! Forse che un ebreo non mangia come gli altri esseri umani? Se lo pungete non prova dolore? Non si ammala delle stesse malattie dei gentili? E non si cura con le stesse medicine? » | |
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(Shylock - Atto III scena I)
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| (EN)
« My daughter, O my ducats, O my daughter. »
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(IT)
« Mia figlia! Oh i miei ducati! Oh mia figlia! »
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(Shylock)
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| (EN)
« I hold the world but as the world, Gratiano;
A stage, where every man must play a part, And mine a sad one. » |
(IT)
« Graziano, il mondo io lo tengo in conto
solo per quel che è: un palcoscenico |
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(Antonio a Graziano, Atto I Scena I)
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[modifica] Note
- ^ The Merchant of Venice, prefato da il Giannetto di ser Giovanni Fiorentino, Myricae edizioni, Milano 2009
[modifica] Bibliografia
- Angela Leonardi, "My humanity is my right. Lo Shylock di Arnold Wesker", in "Ebraismo e letteratura", a cura di S. Manferlotti e M. Squillante, Napoli, Liguori, 2008, pp. 121-151
- Stefano Manferlotti, Shakespeare, Roma: Salerno Editrice, 2010 ISBN 978-88-8402-698-9
[modifica] Altri progetti
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Commons contiene file multimediali su Il mercante di Venezia
Wikiquote contiene citazioni da Il mercante di Venezia in lingua inglese
[modifica] Collegamenti esterni
- Testo integrale in italiano da Liber Liber
- (EN) The Merchant of Venice - plain vanilla text from Project Gutenberg
- (EN) The Merchant of Venice - HTML version of this title.
- (EN) CliffsNotes
- (EN) SparkNotes: Study Guide
- (EN, IT) William Shakespeare, The merchant of Venice, prefato da il Giannetto di ser Giovanni FIorentino, Myricae edizioni, Milano 2009
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