Il mago di Oz
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| Il mago di Oz | |
Titoli di testa del film |
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| Titolo originale: | The Wizard Of Oz |
| Paese: | USA |
| Anno: | 1939 |
| Durata: | 101' |
| Colore: | colore |
| Audio: | sonoro |
| Genere: | fantasy |
| Regia: | Victor Fleming |
| Soggetto: | L. Frank Baum (romanzo) |
| Sceneggiatura: | Noel Langley |
| Produttore: | Metro Goldwyn Mayer |
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| Fotografia: | Harold Rosson |
| Effetti speciali: | Arnold Gillespie |
| Musiche: | Harold Arlen, Herbert Stothart |
| Scenografia: | Noel Langley |
| Costumi: | Adrian |
| Trucco: | Jack Dawn |
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| Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film | |
Il mago di Oz è un celebre film fantasy del 1939 diretto da Victor Fleming.
Il film è ispirato a Il meraviglioso mago di Oz, il primo libro di Oz dello scrittore statunitense L. Frank Baum. Regista della trasposizione cinematografica è Victor Fleming, noto anche per Via col vento, uscito nello stesso anno, mentre la protagonista (Dorothy Gale) è Judy Garland, una delle attrici di maggior successo dell'epoca.
Il film ha ricevuto molti riconoscimenti ed è considerato un classico della storia del cinema.
La nota canzone Over the Rainbow (musica di Harold Arlen, parole di E.Y. Harburg ed interpretata dalla protagonista Judy Garland) è tratta da questo film, ed è stata successivamente reinterpretata da molti artisti e usata in diversi ambiti.
Il mago di Oz è soggetto ad un frequente accostamento con il film Via col vento,[1] per via di diversi fattori che le due opere condividono; tra questi l'anno di realizzazione, il gigantismo e la complessità della produzione, i cambiamenti nel cast e nello staff, l'uso del Technicolor e il grande successo di pubblico.
[modifica] Trama
[modifica] Dorothy nel Kansas
Dorothy Gale (Judy Garland) è una ragazzina vivace e spensierata che vive con la zia Emma e lo zio Henry in una fattoria del Kansas, negli Stati Uniti. La piccola possiede un cagnolino, chiamato Totò, che, per l’ennesima volta, ha combinato un guaio: ha infatti inseguito il gatto della sign. Gulch, una riccona della zona, all’interno del suo giardino e, non appena questa ha cercato di acchiapparlo, lui le ha morso una gamba, riuscendo però a fuggire dalle grinfie della megera grazie all’aiuto della padroncina.
Dorothy, tornata alla fattoria, chiede aiuto ai due zii, cercando di giustificare l’amato cagnolino. Questi però sembrano troppo occupati per ascoltarla, una vecchia incubatrice infatti si e rotta e stanno perdendo parecchi pulcini. Dorothy, sentendosi inascoltata, decide dunque di andare a parlare con i tre contadini che lavorano alla fattoria, Zeke, Hickory e Hunk. Anche loro sono però troppo occupati e non possono ascoltarla, solo Hunk risponde alla ragazzina, ribadendo che, secondo lui, lei ha la paglia al posto del cervello. Zeke invece, mentre dà il mangime ai maiali, consiglia a Dorothy di prendersi di coraggio e gridare in faccia alla sign. Gulch tutto quello che pensa di lei. Ma proprio lui, non appena la ragazzina cade all’interno del porcile, dimostra di essere un gran fifone.
La zia Emma, di fronte all’ennesima richiesta d’aiuto della nipote, le chiede di viaggiare meno con la fantasia e di trovarsi in un posto dove stare tranquilla. Dorothy allora, nella celebre canzone “Over the Rainbow”, sogna di trovarsi in un mondo magnifico, dove il cielo e gli uccellini sono azzurri, dove tutti possono vivere felici.
Proprio in quel momento, in bicicletta, arriva alla fattoria la signora Gulch. La megera si reca dalla zia Emma e dallo zio Henry, ha infatti ottenuto il permesso dallo sceriffo per sequestrare ed abbattere Totò. Dorothy va su tutte le furie ma non può fare nulla per salvare il cagnolino, la zia Emma è costretta a consegnarlo alla signora Gulch. Mentre però questa, sempre in bicicletta, sta recandosi dallo sceriffo, Totò, che era stato rinchiuso in un cestino, riesce a fuggire e a tornare dalla padroncina.
Dorothy decide allora di andar via di casa insieme al cagnolino, alla ricerca di un nuovo posto dove vivere. Durante il tragitto incontra un particolare individuo, il professor Meraviglia, un mago da strapazzo che vive all’interno di un carretto. Questi, facendo credere alla ragazzina di poter vedere il futuro, la convince a tornare a casa senza far impensierire i due poveri zii. Dorothy ascolta i suoi consigli e torna indietro. Un forte vento inizia ad abbattersi sulla prateria.
[modifica] Arrivo nel regno di Oz
Questo vento è soltanto il principio di un ciclone. La zia Emma e gli altri abitanti della fattoria corrono alla ricerca di Dorothy ma, non trovandola, decidono di rinchiudersi all’interno di una cantina per sfuggire alle devastazioni causate dal ciclone.
Dorothy, tornata in casa, non trova nessuno e decide dunque di chiudersi nella sua stanza. Una finestra la colpisce sulla testa, facendola svenire. All’esterno della casa la ragazzina, risvegliatasi, vede molti oggetti e persone volare attorno ad essa, mucche, barche, persino una vecchia sulla sedia a dondolo. Appare anche la signora Gulch, sulla sua bicicletta, che, all’improvviso, si trasforma in una strega. La casa viene trascinata via dal ciclone, crollando poco dopo con un boato.
Dorothy esce all’esterno e si ritrova in un mondo colorato, con delle piccole casette e una stradina dorata.
| « "Totò, ho l'impressione che non siamo più nel Kansas". » | |
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(Dorothy)
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Ecco comparire ora, in lontananza, una strana palla luccicante. Da essa fuoriesce una donna in splendidi abiti, è Glinda, la strega buona del Nord, giunta in quel luogo per ringraziare la ragazzina che, senza saperlo, ha ucciso la strega crudele dell’Est. La sua casa è infatti caduta sopra di essa e l’ha uccisa. Da cespugli ed alberi escono i Mastichini, gli abitanti di quel paesino, salvati dalla minaccia della strega. Questi ringraziano la ragazzina per il proprio intervento e la onorano come un’eroina.
Al comparire di una nuvola rossastra appare la strega crudele dell’Ovest, sorella della deceduta. La megera tenta a tutti i costi di prendere le scarpe che la sorella porta ai piedi, delle strane scarpette rosse luccicanti. Non appena la strega si avvicina queste scompaiono, ricomparendo così ai piedi di Dorothy che, avendone ucciso la proprietaria, ne è ora la padrona. La strega dell’Ovest, su tutte le furie, prima di sparire nel nulla, giura di vendicarsi sulla ragazzina e sul suo cagnolino.
Dorothy, terrorizzata, chiede aiuto a Glinda che consiglia alla giovane di raggiungere il mago di Oz che, con i suoi poteri, potrà ricondurla a casa. Seguendo un bizzarro sentiero dorato giungerà al suo cospetto. Dopo aver salutato i Mastichini, Dorothy inizia il suo lungo viaggio verso la città di smeraldo, capitale del regno di Oz.
[modifica] In viaggio verso la città di smeraldo
La ragazzina si ferma a un bivio e non sa da che parte proseguire nel cammino. Uno spaventapasseri parlante, appeso su un palo, consiglia alla giovane di proseguire verso destra, poco dopo, confutando quanto detto, consiglia di andare verso sinistra e, infine, di andare per tutte e due le strade. Dorothy non sa cosa fare e chiede allo spaventapasseri come mai dica qualcosa e poco dopo contrasti quanto detto prima. Lo spaventapasseri dichiara alla ragazza di farlo perché non ha un cervello in testa, ma solo paglia.
| « Dorothy: Ma come fai a parlare se non hai un cervello? Lo spaventapasseri: Non lo so... ma molta gente senza cervello fa tante chiacchere". » |
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(Dorothy e lo spaventapasseri)
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Dorothy lo aiuta a liberarsi dal palo che lo tiene fermo e gli racconta la sua storia. Lo spaventapasseri vuole seguire la ragazzina alla città di smeraldo per poter così chiedere al mago di Oz un cervello. I due si mettono così in viaggio, seguiti sempre dal fedele Totò.
Proseguendo nel cammino, giungono nei pressi di un frutteto, dove sorgono degli alberi colmi di bellissime mele. Dorothy affamata cerca di afferrarne una ma uno degli alberi risponde alla provocazione dandole uno schiaffo. Lo spaventapasseri però, utilizzando l’astuzia, li critica, reputando le loro mele orribili. Gli alberi si infuriano e, volendoli colpire, gli lanciano addosso i propri frutti. Il piano dello spaventapasseri è andato dunque a buon fine e Dorothy può sfamarsi.
Mentre raccoglie però una delle mele si trova davanti una strana scultura di latta, un uomo con in mano un’accetta. Questi è in realtà un essere vivente, rimasto immobilizzato a causa di una pioggia torrenziale che l’ha arrugginito. Dorothy e lo spaventapasseri decidono di aiutarlo versando dell’olio sulle sue giunture e permettendogli di muoversi liberamente. Il boscaiolo di latta ringrazia i due viandanti per la cortesia e dichiara loro di essere molto triste perché senza cuore. Dorothy gli consiglia dunque di venire con loro per chiedere così al mago di Oz un cuore.
L’omino di latta accetta la proposta della ragazzina ma la strega dell’ovest ferma il loro viaggio, minacciando di distruggere Dorothy e i suoi due compagni. La ragazzina ha paura ma, grazie al conforto dei suoi due amici decide di proseguire il viaggio.
I tre si ritrovano adesso in una foresta tenebrosa, colma di bestie selvatiche. Propria una di esse, un leone, piomba contro i viandanti, insultandoli e minacciandoli. L’uomo di latta e lo spaventapasseri non sanno cosa fare per sconfiggerlo, immobilizzati come sono dalla paura, è Totò a difendere la padroncina. Il leone, di fronte all’abbaiare del cagnolino, decide di inseguirlo ma viene fermato da Dorothy, che lo schiaffeggia. Il leone comincia allora a piangere perché ha paura della ragazzina, le confessa inoltre di essere un gran fifone e di aver persino paura della propria ombra.
| « Il leone: Guardate che occhiaie che ho, sono secoli che non riesco a dormire. Uomo di latta: Hai mai provato a contare le pecore? Il leone: E' tutto inutile... ho paura anche di loro". » |
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(Il leone e l'uomo di latta)
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Anche lui decide dunque di giungere con i tre viaggiatori alla città di smeraldo, per chiedere così al mago di Oz un po’ di coraggio.
[modifica] Il mago
Alle spalle dell’allegra compagnia trama però la strega dell’Ovest che, osservando i loro movimenti da una sfera di cristallo, decide di fermare il loro cammino. Fra la foresta e la città di smeraldo si trova infatti un enorme prato pieno di papaveri rossi. Non appena i quattro vedono in lontananza la capitale del regno di Oz, corrono felici verso di essa, attraversando il campo di papaveri. Non sanno però che la strega ha gettato un sortilegio su di essi. Questi fanno addormentare Dorothy, Totò e il leone (gli unici esseri che respirano), lasciando però svegli lo spaventapasseri e l’uomo di latta. I due chiedono aiuto alla strega buona Glinda che annulla il sortilegio facendo nevicare. La strega, su tutte le furie, decide di recarsi direttamente alla città di smeraldo.
I quattro viaggiatori, dopo aver attraversato indenni i campi di papavero, giungono così di fronte l’enorme portone della città, dove un bizzarro guardiano, vestito di verde, vieta loro il passaggio. Dopo aver visto che Dorothy porta con sé le scarpette della strega dell’est, decide di farli entrare nella capitale del regno di Oz, città gigantesca, colorata di verde smeraldo. Lì vengono accolti da un altro uomo, anch’egli vestito di verde, dalla testa ai piedi che, su un carro trainato da un cavallo multicolore, li conduce in una “beauty farm” per farli riassettare dopo le fatiche del viaggio.
Mentre i quattro si rifocillano la strega dell’Ovest giunge con la sua scopa nella città di smeraldo, scrivendo nel cielo, con un fumo nero, una frase: “Arrenditi Dorothy”. La popolazione della città di smeraldo corre verso il mago di Oz per chiedere aiuto. Un guardiano li ferma e placa i loro animi. Dorothy gli chiede dunque di poter vedere il mago ma questi è occupato e non può accoglierli. La ragazzina comincia a piangere per la disperazione e il guardiano, commosso, decide di farli entrare al cospetto del mago di Oz.
Questi fa spaventare con i propri trucchi i quattro viandanti, specialmente il leone, che sviene quando viene chiamato. Il mago ordina a Dorothy e ai suoi amici di recarsi nel castello della strega dell’Ovest e di portargli via la scopa, solo così potranno avere ciò che chiedono.
[modifica] Lo scontro con la strega
I quattro, in compagnia di Totò, si infiltrano così in una foresta tenebrosa, popolata da gufi e avvoltoi. La strega non è però decisa ad accoglierli e spedisce Nikko, il comandante delle scimmie volanti, e i suoi scagnozzi a rapire Dorothy e ad eliminare i suoi compagni. Questi, volando, giungono in poco tempo nella foresta oscura, rapiscono la ragazzina e il suo cane, disarmano l’uomo di latta e smontano lo spaventapasseri.
La giovane viene condotta in presenza della strega, che vuole impossessarsi a tutti i costi delle scarpette appartenute alla sorella. Scopre però che non può farlo senza prima uccidere la ragazza, decide dunque di studiare un modo per eliminarla senza distruggere il potere delle scarpe. Totò riesce intanto a fuggire dalle grinfie di Nikko e dei suoi uomini. Il cagnolino raggiunge lo spaventapasseri, il leone e l’uomo di latta, guidandoli così verso il castello della strega.
I tre riescono ad eliminare alcune guardie della strega e a travestirsi con le loro armature, infiltrandosi così all’interno del palazzo della strega. L’uomo di latta sfonda la porta della stanza in cui è imprigionata Dorothy, riuscendo a liberarla. La strega però riesce a metterli in trappola. Lo spaventapasseri, usando l’intuito, fa cadere un enorme lampadario sulla testa delle guardie, riuscendo così a scappare dalle loro grinfie. Corrono intorno al castello ma alla fine vengono circondati.
La strega decide di divertirsi con loro e decide di dar fuoco allo spaventapasseri. Dorothy tenta di salvarlo, gettando dell’acqua sul fuoco. Colpisce però la malvagia strega che, essendo insofferente all’acqua, si scioglie. Nikko e gli altri scagnozzi della maga, vedendo la propria padrona distrutta, onorano la ragazzina come un eroina e le consegnano la scopa della strega, grazie alla quale potrà ricevere i doni dal mago di Oz
[modifica] Ritorno a casa
Il mago non sa come rispondere a Dorothy e ai suoi compagni che gli conducono la scopa della strega. Decide dunque di esaudire i loro desideri il giorno dopo. La ragazzina si lamenta con lui e scopre, grazie all’aiuto di Totò, che questi non è un mago ma un semplice essere umano. E’ un uomo qualsiasi persosi nel mondo di Oz, dopo un viaggio in mongolfiera.
Questi riesce però ad esaudire i desideri degli amici di Dorothy: lo spaventapasseri ha dimostrato di essere molto intelligente, ha solo bisogno di un attestato che confermi la propria cultura; il leone, benché fifone, ha saputo affrontare pericoli per salvare Dorothy, è dunque premiato con una medaglia; l’uomo di latta si è dimostrato di buon cuore, disponibile e affettuoso, gli viene dunque donato un orologio a forma di cuore che gli ricordi come, benché privo di un cuore vero, egli sappia comunque amare.
Il mago decide però di aiutare anche Dorothy, rispolverando la sua vecchia mongolfiera per tornare in Kansas con la ragazzina. Mentre il popolo acclama il proprio sovrano in partenza, Dorothy saluta gli amici e sale sul pallone volante. Totò però scende da esso per inseguire un gatto. Il mago di Oz non riesce a fermare la mongolfiera che parte senza Dorothy e il suo cagnolino. Ad assicurare il ritorno a casa per la ragazzina è Glinda, che gli rivela come siano le scarpette della strega dell’Est, battuti tre volte, a poter esaudire i desideri. Dorothy, felice, può così tornare nel Kansas.
Si ritrova nel proprio letto, circondata dalla zia Emma, dallo zio Henry, Zeke, Hickory ed Hunk e perfino dal professor Meraviglia. Riconosce allora nei tre contadini il leone, l’uomo di latta e lo spaventapasseri e nel professor Meraviglia il mago di Oz.
| « "Tu mi credi senza dubbio Totò, non è vero? Finalmente siamo tornati a casa... sì a casa! Non c'è posto più bello della propria casa". » | |
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(Dorothy)
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[modifica] Lavorazione
[modifica] Sceneggiatura
Mervyn Le Roy ingaggiò per la realizzazione del film ben 14 sceneggiatori, benché il lavoro principale sia attribuito soltanto a tre di essi: Florence Ryerson, Edgar Allan Wold e Noel Langley. Inizialmente lo script venne affidato a Irving Brecher nel 1938,[2] poco dopo l'acquisto dei diritti del libro da parte della MGM per 40.000 $,[2] Brecher venne immediatamente contattato per un altro film e l'incarico di scrivere la sceneggiatura di Il mago di Oz passò a Herman Mankiewicz il 28 febbraio 1938[2] a cui si aggiunse Ogden Nash il 7 del mese successivo e in seguito anche Noel Langley l'11 Marzo.[2] Mankiewicz e Nash vennero esclusi dal progetto lasciando Langley solo, egli completò la prima versione della sceneggiatura il 5 Aprile 1938.[2] Per la revisione del copione a Langley vennero affiancati per brevi periodi altri autori (tra cui Herbert Fields e Samuel Hoffenstein),[2] ma Langley completò il copione da solo il 4 Giugno 1938,[2] lo consegnò alla produzione che lo sottopose ad una ulteriore revisione da parte di Florence Ryerson ed Edgar Allan Woolf prima di dare inizio alle riprese.[2]
Langley apportò sulla sceneggiatura cambiamenti che avrebbero influito molto sulla trama del film: cambiò le scarpette argentate di Dorothy in scarpette di rubino, affidò a Judy Garland la celebre battuta "Non c'è posto più bello della propria casa". Elemento fondamentale: Langley fece in modo che Dorothy sognasse gli abitanti del regno di Oz, come ad esempio lo spaventapasseri o l'uomo di latta, con le sembianze dei suoi amici e conoscenti nel Kansas. Le Roy, dopo aver letto la sceneggiatura, ormai conclusa, fece cancellare alcuni episodi. Ad esempio Judy Garland avrebbe dovuto avere una piccola relazione sentimentale con uno dei fattori, e precisamente con Hunk. Il regista però, ricordando agli sceneggiatori che Dorothy era solo una bambina di dodici anni, eliminò da principio questo elemento.
[modifica] Casting
[modifica] Judy Garland
Per la parte di Dorothy era necessario scritturare un'attrice molto giovane ma con una comprovata esperienza in ambito cinematografico o teatrale. Questi requisiti parevano incarnati alla perfezione da Shirley Temple e da Judy Garland, queste infatti furono le grandi favorite nella corsa per il ruolo; vennero provinate altre attrici tra cui Deanna Durbin (la rivale della Garland) e Bonita Granville.[3] La Temple aveva un contratto di esclusiva con 20th Century Fox e la MGM avviò delle trattative per ottenerla in prestito il tempo necessario a girare il film; l'offerta di Louis B. Mayer fu di prestare Clark Gable e Jean Harlow alla compagnia rivale, ma la morte di quest'ultima rallentò le trattative che vennero definitivamente sospese dopo la scelta della Garland da parte degli autori del film per via del suo maggiore talento vocale.[3] La Garland aveva 16 anni quando iniziarono le riprese, ma aveva una esperienza cinematografica quasi decennale avendo debuttato nel 1930 nel film Bubbles.[4] A partire dal 1936 cominciò ad avere ruoli da protagonista ed ebbe fama in tutti gli USA grazie al suo talento di cantante e di ballerina; quindi è pur vero che questo film rappresenta la sua più famosa interpretazione e quella per cui viene generalmente ricordata da tutti, ma è scorretto pensare che sia stato solo questo film a lanciarla nel firmamento delle stelle di Hollywood, essendo già da alcuni anni una personalità celebre dello star system. Le Roy, benché l'avesse già scritturata, era ancora titubante poiché la Garland, essendo già adolescente, presentava tratti femminili tipici della sua età, mentre Dorothy doveva essere solo una bambina. Quando iniziarono le riprese, Le Roy stesso dichiarò: "Credo di aver fatto la scelta esatta, è straordinaria".[4]
[modifica] Ray Bolger
Ray Bolger era un apprezzatissimo ballerino di Tip-tap di Broadway ma in ambito cinematografico aveva realizzato pochi lavori, principalmente musicali. Il produttore Mervyn LeRoy lo volle fortemente dopo aver visto le sue eccezionali doti di ballo, e gli affidò la parte dell' Uomo di latta. Bolger accettò ma non era convinto di poter dare il meglio di se nel ruolo che il produttore aveva scelto per lui; propose quindi a LeRoy di rivedere le parti e lo convinse ad assegnargli il ruolo dello Spaventapasseri senza cervello. Il produttore chiese a Buddy Ebsen (scritturato per il ruolo dello Spaventapasseri) se aveva obiezioni, questi non si oppose alla decisione convincendo il produttore ad invertire definitivamente i ruoli dei due attori.[3] Bolger con questo ruolo poté esibire il suo corpo "snodabile" e in alcune scene (poi tagliate nella versione definitiva del film) anche le sue doti di grande ballerino acrobatico[5] che gli consentirono di "sfondare" anche in campo cinematografico, cosa che indubbiamente non avrebbe potuto fare nel ruolo dell' Uomo di latta.
[modifica] Jack Haley
Inizialmente fu scelto e scritturato Buddy Ebsen per il ruolo dello Spavantapasseri, ma Ebsen esattamente come Ray Bolger non gradiva questo ruolo ritenendo più adatta per lui la parte dell' Uomo di latta. Quando Bolger chiese al produttore di poter invertire le parti Ebsen accettò felicemente la richiesta.[3] Purtroppo fu costretto ad abbandonare il progetto dopo circa 10 giorni di riprese; Ebsen infatti non aveva avvertito la produzione e i truccatori (e forse non era egli stesso a conoscenza) di una forte intolleranza all'alluminio. Il trucco preparato per il volto di Ebsen conteneva una grande quantità di alluminio (indispensabile per ottenere la colorazione voluta) che provocò una reazione allergica sul volto dell'attore, inoltre a causa del fatto che per il trucco venne preparato in polvere e non in forma cremosa lo sfortunato attore inalò una consistente quantità di alluminio che gli provocò dei problemi respiratori che fecero temere per la vita dell'attore.[3] Fortunatamente si riprese dopo un paio di mesi di ospedale, ma fu costretto a lasciare la parte libera, i produttori in tutta fretta chiamarono Jack Haley per ricoprire il vuoto che si era creato.
[modifica] Margaret Hamilton
Per la parte della malvagia strega venne scritturata Gale Sondergaard,[3] questa inizialmente accettò perché il personaggio originale prevedeva una strega che sebbene malvagia fosse dotata comunque di grande fascino e bellezza (su esempio di quella inventata da Walt Disney per Biancaneve e i sette nani).[3] La produzione scelse in seguito di modificare il personaggio della strega per renderlo più arcigno e disgustoso.[3] La Sondergaard rinunciò definitivamente alla parte il 10 Ottobre 1938 perché non voleva sottoporsi quotidianamente ad un lungo ed estenuante trattamento di make up avente come fine quello di renderla orribile.[3] Per la parte fu dunque contattata Margaret Hamilton, attrice molto brava e nota per non essere particolarmente bella. La Hamilton fu felicissima di prendere parte al film perché era una grande ammiratrice dei libri di Frank Baum, ma dichiarò anni dopo che le sarebbe piaciuto interpretare qualche altro ruolo rispetto a quello della strega malvagia, e che rimase molto male quando LeRoy le disse quale era la parte per cui voleva scritturarla.[6]
[modifica] Bert Lahr
Se Jack Haley e Margareth Hamilton furono dei rimpiazzi, Bert Lahr detiene un primato particolare nella storia del cinema: è infatti l'unico attore ad essere stato scritturato per sostituire un animale. Infatti per la parte del leone codardo Mervyn LeRoy aveva in mente un progetto estremamente ambizioso: voleva utilizzare Leo, il famosissimo leone del logo della MGM, facendolo "doppiare" da un attore nelle parti in cui era necessario farlo dialogare.[3] Tuttavia le notevoli complessità nell'addestrare l'animale e la comprensibile paura degli attori fece ritornare sulle sue posizioni il produttore; inoltre la scelta degli sceneggiatori di affidare i ruoli degli amici nel mondo reale di Dorothy agli interpreti degli amici nel mondo di Oz gli fecero cambiare idea. Bert Lahr ottenne rapidamente la parte dopo il naufragio del progetto riguardante Leo il leone e un brevissimo casting.[3]
[modifica] Le comparse
Non appena tutto il cast fu al completo, gli studi della MGM vennero invasi da centinaia di piccoli uomini, fra nani e bambini, provenienti da ogni parte degli Stati Uniti. Erano gli attori scritturati per il ruolo dei mastichini, gli abitanti del regno di Oz. Ogni nano aveva un costume diverso, ci vollero ben 5 settimane per concluderli tutti. Jack Dawn, prima dell'inizio delle riprese, truccò ogni mastichino e lo fece fotografare dopo aver concluso, così da permettere ai suoi assistenti di compiere lo stesso lavoro il giorno dopo. Leggendarie le loro terribili scorribande. Essendo tantissimi combinavano molti guai. Alcuni di loro era persino dediti all'alcool e non esitavano a fare dichiarazioni incresciose alle attrici sul set, specialmente a Judy Garland.[7]
[modifica] Riprese
Le riprese durarono dal 13 Ottobre 1938 al 16 Marzo 1939[8] e furono iniziate da Richard Thorpe che diresse gran parte della pellicola. Durante una sosta di alcune settimane, causata dall'infortunio di Ebsen, LeRoy decise di rivedere ciò che era stato girato. Non apprezzò le riprese dirette da Thorpe perché prive di spirito infantile. Decise dunque di dare il suo posto a George Cukor, che sarebbe rimasto sul set pochi giorni, dovendo girare "Via col vento" (che non avrebbe concluso). Il regista modificò gran parte dei costumi e dei trucchi, in particolare ordinò che venisse eliminata la parrucca bionda che, durante la direzione di Thorpe, doveva indossare Judy Garland, optando sulle più classiche (e adesso divenute immortali) treccine castane. Cambiò inoltre l'aspetto dell'antagonista attirandosi le ire delle Sondergaard che fu costretta a rinunciare al ruolo. George Cukor venne in seguito sostituito da Victor Fleming (che con la stessa procedura si insidierà alla guida dell'altro kolossal targato MGM: Via col vento). Le riprese furono particolarmente faticose per i membri del cast per via del caldo insopportabile presente nei teatri di posa al coperto unito all'uso di pesanti costumi e trucco; Bert Lahr è stato sottoposto a quella che egli stesso definì una vera tortura,[9] ovvero indossare il pesantissimo (più di 90 libbre)[3] costume da leone unito al marcato trucco della faccia. Anche Ray Bolger soffì molto per via della imbottitura di paglia ruvida che era costretto a portare.[9] A questi problemi si aggiunse il già citato cambio di attore per la parte dell' Uomo di latta dovuta al grave infortunio di Buddy Ebsen. Durante le riprese anche Margaret Hamilton rischiò un grave incidente nella scena della sua prima apparizione nel paese dei Masitichini. Esattamente come per Buddy Ebsen fu il trucco a causare un grave rischio per l'incolumità dell'attrice. Infatti Margareth Hamilton portava un trucco a base di polvere di rame per rendere la sua faccia di colore verde. Nella prima scena in cui compare la strega questa appare e scompare dalla scena per mezzo di una fiamma; questa fiamma era stata realizzata dai tecnici utilizzando delle polveri incendiarie, alcuni granelli incandescenti di polvere finirono sul volto della Hamilton incendiando la polvere di rame e causando ustioni di secondo e terzo grado all'attrice.[3][9]
A poche settimane dalla fine delle riprese, il 12 Febbraio 1939[2] Victor Fleming dovette abbandonare le riprese per dedicarsi alla realizzazione di "Via col Vento". Venne sostituito dunque da King Vidor che diresse il prologo e l'epilogo in bianco e nero virato in color seppia. Questi però decise di non essere incluso nei crediti finali, consapevole che il lavoro maggiore era stato svolto da Fleming.
[modifica] Leggende metropolitane
Una leggenda metropolitana molto macabra e rimasta in piedi per molti decenni vuole che uno dei nani chiamati ad interpretare i mastichini si suicidò impiccandosi durante le riprese; la produzione temendo uno scandalo ed eventuali ritorsioni sulla produzione soffocò la notizia. L'impiccagione del nano è visibile sullo sfondo di una scena del film, molti filmati su youtube riportano la scena incriminata[10] con ingrandimenti che mostrano qualcosa di strano.[11] La voce venne smentita dopo il restauro del film nel quale si nota benissimo che lo strano oggetto, simile a un nano che si impicca, è in realtà un uccello che muove le ali. Tuttavia questa smentita non è stata globalmente accettata da tutti.
Un'altra leggenda metropolitana vuole che guardando il film e ascoltando contemporaneamente l' album "The dark side of the Moon" dei Pink Floyd, qualcuno dice il contrario, si noti una strana sincronia.[12][13] Tuttavia questa leggenda è ritenuta palesemente fasulla perché l'album dura meno di 50 minuti mentre il film supera i cento, inoltre il gruppo ha smentito ogni sincronia volontaria fra le due opere.[12]
[modifica] Effetti speciali
Arnold Gillespie era, negli anni trenta, il mago degli effetti speciali a Hollywood. Venne ingaggiato da Le Roy per realizzare scene mai viste prima. Gillespie doveva riuscire a creare per quella pellicola effetti mai visti prima di allora: scimmie volanti, palle di fuoco, una strega che si scioglie e vola con la scopa, e, soprattutto, una casa trascinata via da un tornado. Per rendere l'effetto della fattoria che cade dall'alto per poi finire nel mondo di Oz, Gillespie utilizzò un metodo tanto semplice quanto ingegnoso. Fece dipingere il pavimento dello studio come il cielo del Kansas; dopodiché gettò dall'alto un modellino della casetta di Dorothy e poi riprese la scena al contrario. In questa maniera nella scena sembra quasi che sia la casa a cadere dal cielo sulla terra mentre, in realtà, è solo un abile trucco.[9] Per rendere inoltre l'idea del tornado in lontananza, Gillespie fece costruire un enorme oggetto di stoffa a forma di imbuto, lungo circa 10 metri, la cui parte superiore era legata ad un porta lampada che si spostava per l'intera lunghezza del set, seguendo un percorso ad S.[9]
Altra ingegnosa soluzione venne trovata per la morte della strega. Sotto i piedi di Margaret Hamilton venne posta una botola. Nel momento in cui Judy Garland gettava l'acqua sul volto della strega, questa iniziava a scendere lentamente dentro la botola, dalla quale fuoriusciva un fumo biancastro. In questa maniera lei scendeva verso il basso, mentre l'abito rimaneva sul pavimento, dando così l'idea di essersi davvero liquefatta.[9]
[modifica] Post-produzione
Il montaggio del film e la sincronizzazione con la colonna sonora e con il suono iniziarono nel Giugno del 1939, poco dopo la fine delle riprese. In questa sede gli autori scelsero di tagliare (a volte a malincuore) alcune scene per rendere il film più scorrevole e meno ripetitivo, eliminando quindi l'esibizione di ballo dello spaventapesseri, una scena riguardante l'uomo di latta, una seconda esibizione canora di Judy Garland con "Over the rainbow" e la fastosa parata organizzata dal popolo per il ritorno dei protagonisti dopo aver ucciso la strega (una scena particolarmente lunga che richiese molta preparazione e molto lavoro).
[modifica] Scene tagliate
All'interno dei contenuti speciali vi sono, oltre ad immagini del dietro le quinte e a documentari sull'uscita e il successo del film, anche alcuni episodi della pellicola cancellati dopo le riprese.
[modifica] La danza dello spaventapasseri
Vi sono alcune acrobazie e bellissimi passi di danza eseguiti da Ray Bolger che, durante la canzone "If only I had a brain", perde la paglia per colpa dei corvi, la riprende grazie a salti straordinari, vola per aria a causa di Totò, che gli ha lanciato contro una zucca, sbatte fra una barra di legno della staccionata e l’altra.[5] Venne cancellata perché;, secondo i dirigenti, avrebbe reso troppo lungo il film.
[modifica] Ritorno trionfale nella città di smeraldo
La sequenza musicale del ritorno trionfale nella città di smeraldo, dopo la sconfitta della strega dell’ovest. La canzone sarebbe dovuta cominciare poco dopo la morte della strega, mentre i suoi soldati gioiscono per la sua morte. Il capo delle guardie avrebbe cominciato a cantare la famosa canzone dei mastichini “Din Don the Witch is dead”. La sua voce poi sarebbe sfumata dando spazio a un enorme processione corale intonata dagli abitanti della città di smeraldo.
[modifica] Il Jitterbug
Per la scena del Jitterbug, un insetto gigantesco, ci vollero 5 settimane e decine di migliaia di dollari per prepararla, fare le prove e filmarla. Alla fine venne tagliata dal film dopo la prima anteprima. Il Jitterbug era concepito come una strana zanzare rosa e blu che, sotto gli ordini della strega dell’Ovest, avrebbe attaccato Dorothy e i suoi amici. Questi infatti, mentre si trovano nella foresta della strega, fronteggiano il mostro che li punge e li costringe a ballare un ridicolo balletto fino all’esasperazione.[14]
Queste scene sono state poi inserite nelle versioni del film pubblicate su DVD nel 2000.
[modifica] Colonna sonora
[modifica] Composizione delle musiche
Per la realizzazione delle musiche Mervin Le Roy chiese l'aiuto di Arthur Freed come socio non accreditato. Quest'ultimo affidò la composizione delle canzoni ad Harold Arlen e a Yip Harburg. I due cominciarono a lavorare sulle musiche il 19 maggio 1938[2] e conclusero quattordici settimane dopo. Senza dubbio la canzone che più di ogni altra rimase impressa nella mente degli spettatori fu "Over the Rainbow", divenuto un classico. Dopo la seconda anteprima doveva essere cancellata dal film perché, secondo alcuni dirigenti, rallentava l'andamento della trama ma fu lo stesso Le Roy a non accettare le loro proposte.
Le tre canzoni relative allo spaventapasseri, all'uomo di latta e al leone codardo, i famosi "If only I had...", vennero tratte da una musica già esistente, creata precedentemente per un musical a Broadway.
In alcune scene vi è anche utilizzo di alcuni brani di musica classica. Nella scena in cui i protagonisti liberano Dorothy dal castello della strega ad esempio vi è un brano di Musorgsky.
Over the rainbow venne incisa più volte dalla Garland e da altri cantanti su dischi 45 giri; il resto della colonna sonora è stato inciso e rilasciato inizialmente su audiocassetta nel Settembre del 1995[15] e in seguito alla diffusione del CD anche su questo supporto all'inizio del nuovo millennio.
[modifica] Elenco dei brani
Segue un elenco dei brani inclusi nel film:[15]
- Main Title - MGM Orchestra & Coro
- Over the Rainbow - Judy Garland, E.Y. "Yip" Harburg
- Cyclone [Extended Version] - MGM Studio Orchestra
- Come Out, Come Out - Billie Burke
- It Really Was No Miracle - Billy Bletcher, Judy Garland
- We Thank You Very Sweetly - Frank Cucksey, Joseph Koziel
- As Mayor of the Munchkin City - Billy Bletcher, , Pinto Colvig, J.D. Jewkes
- As Coroner, I Must Aver - Harry Dean Stanton
- Ding-Dong! The Witch Is Dead
- Lullaby League - Lorraine Bridges, Betty Rome, Carol Tevis
- Lollipop Guild - Billy Bletcher, , Pinto Colvig, Harry Dean Stanton
- We Welcome You to Munchkinland
- Follow the Yellow Brick Road/You're off to See the Wizard - Judy Garland
- If I Only Had a Brain [Extended Version] - Ray Bolger, Judy Garland
- We're off to See the Wizard [Duo] - Ray Bolger, Judy Garland
- If I Only Had a Heart [Extended Version] - Jack Haley, Sr.
- We're off to See the Wizard [Trio] - Ray Bolger, Buddy Ebsen, Judy Garland
- If I Only Had the Nerve - Ray Bolger, Judy Garland, Jack Haley, Sr., Bert Lahr
- We're off to See the Wizard [Quartetto] - Ray Bolger, Buddy Ebsen, Judy Garland, Bert Lahr
[modifica] Uscita
[modifica] Slogan
Alcuni slogan utilizzati durante la distribuzione per pubblicizzare il film:[16]
- «Mighty Miracle Show Of 1000 Delights!»
- «Potente Miracoloso Spettacolo di 1.000 Delizie!»
- «Gaiety! Glory! Glamour!»
- «Allegria! Gloria! Fascino!»
- «Metro-Goldwyn-Mayer's Technicolor Triumph»
- «Un trionfo in Technicolor della Metro-Goldwyn-Mayer»
- «Biggest Screen Sensation Since "Snow White"!»
- «La più grande emozione cinematografica dai tempi di Biancaneve!»
- «The Greatest Picture in the History of Entertainment!»
- «Il più grande film nella storia dell'intrattenimento!»
[modifica] Uscita e Box office
La premiere del film avvenne nella piccola città di Oconomowoc, nel Wisconsin, il 12 Agosto 1939.[8] Il film riscosse immediatamente un grande successo incassando 3.017.000 $ solo nella prima settimana di proiezione[17] (a fronte di un budget di 2.777.000 $).[17][18] Complessivamente negli USA il film incassò 15.569.431 $ a cui vanno aggiunti i 969.000 $ del mercato estero,[18] quindi l'incasso totale del film fu di 16.538.431 $. [18] Nel 1998 il film venne ridistribuito sul mercato nordamericano ottenendo un buon successo di pubblico con un incasso complessivo abbondantemente superiore ai 100.000.000 $.[17] Contrariamente al resto del mondo in Italia il film non ottenne un grande successo cinematografico, esattamente come i libri di Frank Baum.
[modifica] Date di uscita e titoli internazionali
| Date di uscita internazionali [8] | ||
|---|---|---|
| Paese | Data | Titolo |
| 12 agosto 1939 | The Wizard of Oz | |
| 15 agosto 1939 | The Wizard of Oz | |
| 17 agosto 1939 | The Wizard of Oz | |
| 25 agosto 1939 | The Wizard of Oz | |
| 18 settembre 1939 | O mágico de Oz | |
| 15 novembre 1939 | El mago de Oz | |
| 2 gennaio 1940 | Trollkarlen från Oz | |
| 26 marzo 1940 | Troldmanden fra Oz | |
| 18 aprile 1940 | The Wizard of Oz | |
| 21 novembre 1943 | Ihmemaa Oz | |
| 19 marzo 1945 | El mago de Oz | |
| 26 giugno 1946 | Le magicien d'Oz | |
| 8 agosto 1946 | The Wizard of Oz | |
| 6 febbraio 1947 | 綠野仙蹤 | |
| 4 dicembre 1949 | Il mago di Oz | |
| 6 ottobre 1950 | Das zauberhafte Land | |
| 19 aprile 1951 | Das zauberhafte Land | |
| 22 dicembre 1954 | オズの魔法使い | |
[modifica] Critica e riconoscimenti
Il mago di Oz è da sempre riconosciuto come un film di pregevole fattura, raramente ci sono stati critici che si sono espressi contro di esso, il dibattito è principalmente legato tra chi lo considera un capolavoro e chi lo considera "solamente" un bel film. Pino Farinotti appartiene alla prima categoria visto che nel suo Dizionario dei film assegna al film 5 stelle, il massimo voto possibile.[19]. Morando Morandini al contrario appartiene alla seconda categoria assegnando nella sua prestigiosa guida cinematografica un onorevole ma non eccezionale giudizio di 3,5 stelle su un massimo di 5.[1]
Steve Crum del Kansas City Kansan ha scritto "Il titolo corretto dovrebbe essere "Il meraviglioso mago di Oz"[20] e Phil Villarreal dell' Arizona Daily Star ha scritto:
| « E' un film che tutti dovrebbero vedere più di una volta.[21] » |
È stato inserito nella lista del sito theyshootpictures.com al 61° posto dei migliori 1.000 film di sempre,[22] compare inoltre nella lista dei migliori film di films101.com (33° posto)[23] e al 53° posto della classifica stilata dai lettori di Time Out.[24]
Empire Magazine lo ha inserito al 67° posto nella sua lista pubblicata nel 1999[25] e all'84° posto di quella pubblicata nel 2003.[25]
Nel 1998 l'American Film Institute ha collocato Il mago di Oz al sesto posto della AFI's 100 Years... 100 Movies, ovvero la lista dei cento film americani più importanti (guidata Quarto Potere, Casablanca e Il Padrino), spostandolo poi al decimo nella versione del 2007.[26] Inoltre la Strega dell'Ovest è stata inserita al quarto posto nella lista dei Migliori cattivi della storia del cinema.[27] Nella lista delle migliori battute di sempre il film è presente con tre citazioni, per la precisione:[28]
- Toto, ho l'impressione che noi non siamo più nel Kansas. di Judy Garland al 4° posto
- Nessun posto è bello come casa mia di Judy Garland al 23° posto
- Io riuscirò a prenderti! Te e il tuo odioso cagnolino! di Margareth Hamilton al 99° posto
Figura inoltre al 108° posto della Top 250 di IMDb[29] con una media voti di 8,3/10.[30]
Il voto medio degli utenti di Rottentomatoes.com è 9,1/10.[31]
Fu nominato per la palma d'oro al Festival di Cannes, ma non vinse.[32]
Nel 1989 negli Stati Uniti è stato selezionato dal National Film Registry per la conservazione[33] ed è stato riversato in forma digitale.
[modifica] Oscar
Il film ottenne sei nomination ai premi Oscar[32] (tra cui quello come miglior film), ma vinse solo due[32] delle statuette a cui era candidato più un premio speciale per la Garland perché quello stesso anno Via col vento dominò la manifestazione con 10 premi complessivi:[34]
[modifica] Vinti
- Oscar alla migliore colonna sonora: Harold Arlen, Herbert Stothart
- Oscar per la migliore canzone: Over the rainbow eseguita da Judy Garland, testo di E.Y. Harburg e musica di Harold Arlen.
[modifica] Nomination
- Oscar al miglior film
- Oscar alla migliore fotografia: Harold Rosson
- Oscar per la migliore scenografia: Cedric Gibbons, William A. Horning
- Oscar per i migliori effetti speciali: A. Arnold Gillespie, Douglas Shearer
[modifica] Premi speciali
- Oscar alla performance giovanile: Judy Garland
[modifica] Differenze rispetto al romanzo
Di seguito sono elencate alcune delle principali differenze tra il libro e il film:
- Nel libro le scarpette di Dorothy sono d'argento, nel film di rubino.
- Nel film le persone che Dorothy incontra nel suo viaggio hanno le fattezze dei suoi amici e conoscenti, nel libro questo particolare non è presente.
- La Strega buona nel film viene dal Nord, nel libro dal Sud.
- Nel libro i protagonisti uccidono alcuni dei servi della Strega malvagia, nel film si limitano ad evitarli o a scacciarli con qualche colpo.
- Nel libro Dorothy e i suoi compagni, durante il tragitto, sono protagonisti di episodi non presenti nel film, come ad esempio l'arrivo in un paese di vasellame o lo scontro con strani mostri mezzi tigri e mezzi orsi (i Kalidash).
- Il mago di Oz si mostra ai protagonisti in tante forme diverse. Nella pellicola invece appare solamente come una grossa testa fluttuante.
- Nella pellicola il mondo di Oz è molto più colorito che nel romanzo di Baum.
- La Cattiva Strega dell'Ovest non esce mai dal proprio castello nel libro
- La Cattiva Strega dell'Ovest, nel romanzo, ha la pelle bianca e non verde, come nella pellicola. Era inoltre priva di un occhio e vedeva i movimenti dei protagonisti grazie alla sua vista acutissima (non grazie alla sfera di cristallo).
- Nel libro Dorothy colpisce intenzionalmente la strega con l'acqua contenuta nel secchio, mentre nel film lo fa solo per sbaglio.
[modifica] Opere collegate
[modifica] Ritorno a Oz
| Per approfondire, vedi la voce Ritorno a Oz. |
Film d'animazione prodotto nel 1964 dallo studio Filmation, sottoposto a copyright nel 1971, uscito al cinema nel 1972 nel Regno Unito e nel 1974 negli Stati Uniti, segna il debutto della voce di Liza Minnelli nel ruolo di Dorothy (interpretata nel film precedente da sua madre, Judy Garland). Le altre voci furono Milton Berle, Mickey Rooney, Paul Lynde, Herschel Bernardi, Paul Ford, Danny Thomas, Margaret Hamilton (che interpretò la Perfida Strega dell'Ovest nel film del 1939) e la cantante d'opera Risë Stevens nel ruolo di Glinda. Le canzoni sono di Sammy Cahn e Jimmy Van Heusen. Gli arrangiamenti e la colonna sonora di Walter Scharf.
[modifica] Nel fantastico mondo di Oz
| Per approfondire, vedi la voce Nel fantastico mondo di Oz. |
Seguito non ufficiale prodotto dalla Walt Disney Pictures senza la collaborazione della MGM, o della Warner Bros (lo studio che al momento detiene i diritti sul film del '39). Comunque, non fu necessario chiedere nessun permesso, in quanto nel 1985 tutti i libri su cui il film è basato erano ormai dominio pubblico. Una forte somma fu pagata, tuttavia, per usare le scarpette rosse, il cui design è ancora proprietà della Time Warner. Il film fu diretto da Walter Murch, celebere tecnico del suono e montatore pluripremiato al suo esordio alla regia. Il film non incassò molto al botteghino e ricevette recensioni molto diverse da tutta la critica. Col passare del tempo è ugualmente divenuto un "cult" per molti adulti e bambini, e ha guadagnato molto con la vendita e il noleggio delle VHS e dei DVD.
[modifica] Altre opere
- Il film Zardoz, scritto e diretto da John Boorman e interpretato da Sean Connery nel 1974 è una rielaborazione dei temi del Mago di Oz trattati in chiave distopica.
- Nel 1974 nei teatri di Broadway venne prodotto e realizzato uno spettacolo musicale dal titolo The Wiz. Lo spettacolo è basato sul romanzo di Baum riadattato in chiave più moderna, e cita esplicitamente in più occasioni il suo predecessore. Nel 1978 è stato tratto un film diretto da Sidney Lumet e scritto da Joel Schumacher.
- La rete televisiva statunitense American Broadcasting Company produsse all'inizio degli anni '90 una serie televisiva di animazione ambientata dopo le vicende del film. La vicenda si avvia con Dorothy che ritrova le sue scarpette e scopre che la sua avventura non è stata solo un sogno, torna nel regno di Oz e apprende che la strega è stata riportata in vita dai suoi fedeli. Dorothy e i suoi fidati amici dovranno annientarla definitivamente. La serie venne sospesa dopo la prima stagione da 13 episodi per lo scarso successo di pubblico.
- Nel 2005 la Illusive Arts Entertainment ha lanciato un fumetto intitolato Dorothy basata sui libri di Baum; anche qui i riferimenti al film sono molteplici.
- In una puntata di "Futurama" appare una parodia del film in cui i personaggi della serie animata prendono il posto dei personaggi del film.
- Una puntata del telefilm "Scrubs" è chiaramente un omaggio al Mago di Oz in cui personaggi ed ambienti rimandano palesemente alla storia di Baum.
- Nel 2007 Nick Willing ha diretto la miniserie TV Tin Man, interpretata da Zooey Deschanel, Richard Dreyfuss, Alan Cumming, Raoul Trujillo, Neal McDonough e Kathleen Robertson, in cui si rielaborano i temi del Mago di Oz trattati in chiave più moderna e matura.
[modifica] Film precedenti
La versione del 1939 è sicuramente la più famosa tra tutte le trasposizioni cinematografiche dei libri di Frank Baum; ma è completamente sbagliato affermare che questa è la prima versione per il cinema delle opere di Baum, esistono infatti alcuni film realizzati prima di quello di Fleming:[35]
- Il mago di Oz (The Wonderful Wizard of Oz, 1910)
- Il mago di Oz (The Magic Cloak of Oz / The Wizard of Oz, 1914)
- Il mago di Oz (The Wizard of Oz, 1925)
- The Land of Oz (1932, seguito del precedente, inedito in Italia)
- The Wizard of Oz ((1933, cartone animato inedito in Italia)
- The Wizard of Oz (1938, cortometraggio inedito in Italia)
[modifica] Il Doppiaggio
Per il doppiaggio eseguito a Roma, nell'estate del 1949 dalla <