Il latitante (film 1967)

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Il latitante
Paese di produzione Italia
Anno 1967
Durata 42 minuti
Colore B/N
Audio sonoro
Genere film tv, commedia
Regia Daniele D'Anza
Sceneggiatura Bruno Corbucci, Antonello Grimaldi
Casa di produzione B.L. Vision
Distribuzione (Italia) RAI - Radiotelevisione Italiana
Fotografia Marco Scarpelli
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Giorgio Aragno
Interpreti e personaggi

Il latitante è un film per la televisione realizzato nel 1967 che fa parte dei 9 episodi della serie televisiva TuttoTotò.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver scontato sei mesi di reclusione per aver tentato di rubare un portafoglio sull'autobus, Gennaro Lapezza viene rimesso in libertà e può uscire dal Carcere di Regina Coeli. Nel suo saluto di commiato il direttore del carcere si augura che Gennaro possa cambiare vita e trovarsi un lavoro onesto, suggerendogli di chiedere aiuto ai suoi vecchi compagni.

Prendendo spunto dal suggerimento del direttore del carcere, a Gennaro viene in mente un piano per truffare delle persone benestanti. Si spaccia per un vecchio compagno di classe e racconta di aver investito un passante in un incidente stradale, mentre stava tornando dalla sua villa di Punta Ala a bordo della sua Jaguar.

Chiede poi ospitalità nella loro casa per tre giorni, il tempo necessario ad evitare l'arresto per flagranza di reato, usufruendo così di vitto e alloggio, e, essendo sprovvisto del portafoglio rimasto nel cruscotto della Jaguar, si fa anche comprare della biancheria intima, una valigetta di pelle, e prestare dei soldi per pagare l'avvocato difensore.

Dopo aver truffato in questo modo sia il signor Piceretti che il signor Melicardi, una sera, passeggiando in un Luna Park, prova a fare la stessa cosa con un signore impegnato al tiro a segno con il fucile. Ma stavolta ha scelto la persona sbagliata, perché si tratta di un ispettore di polizia al corrente della truffa, che lo fa arrestare nuovamente.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Gino Cervi, nelle vesti dell'ispettore di polizia, che dimostra di conoscere già tutta la storia dell'incidente stradale senza che Totò gliela abbia raccontata, era realmente proprietario di una villa a Punta Ala, dove morì il 3 gennaio 1974.

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