Il grande balzo in avanti (antropologia)

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Il grande balzo avanti (in inglese Behavioral modernity) è un termine utilizzato in antropologia, archeologia e sociologia, e si riferisce ad una serie di tratti che distinguono gli esseri umani moderni dai loro antenati e da altre linee estinte di ominidi. Con il grande balzo in avanti l'homo sapiens comincia a mostrare la presenza di un pensiero simbolico e ad esprimere una creatività culturale. Si pensa che questo passaggio sia associato con l'origine del linguaggio. [1] Il "grande balzo in avanti" comprende tantissimi momenti di crescita, e di discontinuità rispetto al passato ovvero:

  • pensiero simbolico ovvero forte tendenza all'elaborazione di concetti astratti
  • spiccate capacità relazionali,
  • esplosione della produzione di rappresentazioni artistiche,
  • ritualizzazione di pratiche di sepoltura,
  • comparsa dei primi interessi per la comprensione dei fenomeni naturali.

Tutto questo avverrà in contemporanea con "la prima espansione certa dell'uomo oltre i confini dell'Eurasia e dell'Africa; furono infatti occupate l'Australia e la Nuova Guinea, allora unite a formare un unico continente." [2]

Sempre secondo le moderne teorie dell'evoluzione umana si può immaginare la nascita da un ramoscello laterale dell’evoluzione della prima specie biologica autocosciente in grado di porsi domande sul proprio destino e, dopo qualche millennio, sulla propria evoluzione. [3]

Esistono due principali teorie sull'origine del linguaggio umano moderno.[4] Una teoria sostiene che il grande balzo avanti avvenne come un fatto improvviso circa 50.000 anni fa, probabilmente il risultato di una mutazione genetica maggiore o la risultante di una riorganizzazione del cervello che guida l'emergere dei linguaggi naturali umani moderni. [5]Chi propone questa teoria si riferisce a questi eventi col nome di Great Leap Forward[6] o la Upper Paleolithic Revolution.

La seconda teoria sostiene che non vi fu nessuna singola rivoluzione cognitiva o tecnologica. Essi propongono che il comportamento umano attuale sia il risultato di una graduale accumulo di conoscenze, capacità e di cultura occorsi nel giro di centinaia di migliaia di anni di evoluzione. [7] I proponenti di questa visione sono Stephen Oppenheimer nel suo libro Out of Eden, e John Skoyles and Dorion Sagan nel loro testo Up from Dragons: The evolution of human intelligence. Si pensa che il grande balzo avanti sia alla base della decadenza dell'Homo Neanderthalensis in seguito all'interazione con l'Homo Sapiens.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paul Mellars, Why did modern human populations disperse from Africa ca. 60,000 years ago? in Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 103, nº 25, 2006, p. 9381, DOI:10.1073/pnas.0510792103, PMC 1480416, PMID 16772383.
  2. ^ Jared Diamond, Armi, acciaio e malattie, 1997, pag 25
  3. ^ Lettera Internazionale n. 80 - Telmo Pievani, Quella volta che siamo diventati umani
  4. ^ Hillary Mayell, When Did "Modern" Behavior Emerge in Humans?, 2003.
  5. ^ Paul R. Ehrlich, Human Natures: Genes, Cultures, and the Human Prospect, Island Press, 2002, pp. 159–160, ISBN 978-1-559-63779-4.
  6. ^ Jared Diamond, Guns, Germs, and Steel: The Fate of Human Societies, W. W. Norton, 1999, p. 39, ISBN 978-0-393-31755-8.
  7. ^ Mcbrearty, The revolution that wasn’t: a new interpretation of the origin of modern human behavior (PDF), 2000.