Il gaucho

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Il gaucho
Il Gaucho.jpg
Una scena del film
Titolo originale Il gaucho
Paese di produzione Italia, Argentina
Anno 1965
Durata 110 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Dino Risi
Soggetto Ruggero Maccari, Ettore Scola, Tullio Pinelli, Dino Risi
Sceneggiatura Ruggero Maccari, Tullio Pinelli, Dino Risi, Ettore Scola
Produttore Mario Cecchi Gori produttore argentino Clemente Lococo
Distribuzione (Italia) Titanus Columbia
Fotografia Alfio Contini
Montaggio Marcello Malvestito
Musiche Chico Novarro, Armando Trovajoli
Scenografia Ugo Pericoli
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il gaucho è un film del 1965 diretto da Dino Risi e interpretato, tra gli altri, da Vittorio Gassman, Amedeo Nazzari, Silvana Pampanini e Nino Manfredi, quest'ultimo vincitore del premio Grolla d'Oro per la miglior interpretazione maschile.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Marco Ravicchio, incaricato delle pubbliche relazioni d'una modesta casa di produzione cinematografica italiana, parte alla volta di Buenos Aires per presentare un film ad un festival. Insieme con lui sono uno sceneggiatore famelico e squallido, due attricette in cerca di pubblicità ed una terza attrice, Luciana, non più giovanissima, che spera di veder finalmente coronato da giuste nozze l'annoso corteggiamento d'un facoltoso argentino. A Buenos Aires il gruppetto è assillato dalle continue, impetuose manifestazioni di simpatia d'un facoltoso emigrato italiano, l'ingegner Marucchelli, il quale ha fatto della nostalgia il suo hobby preferito. Ma quando Marco - visto sfumare il suo progetto di ottenere un prestito dall'amico Stefano, emigrato anni prima, ma definitivamente fallito - chiede appunto al cordiale anfitrione il denaro che gli occorre per risistemare i bilanci in patria, non ottiene che belle parole. Concluso il festival, il gruppetto s'accinge a tornare in Italia con qualche esperienza e qualche delusione in più.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Risi ha trovato la sua strada più congeniale in una comicità dai risvolti amari capace di far scaturire dall'interno dei personaggi gli elementi critici propri della commedia di costume. Il film tocca corde più profonde per merito dell'ottimo Manfredi e, a tratti, di un Nazzari che riesce ad aprire qualche spiraglio sull'egoistica indifferenza del miliardario italo-argentino. (Sandro Zambetti, "Cineforum").

« Soffrì molto di essere girato in un paese assai disorganizzato. Le cose non funzionavano, andavamo tutti un po' di fretta... A rivederlo guadagna... Aveva una carica di volgarità e di cattiveria umoristica genuina... Avevamo un po' perso la misura. Ma il film non era stupido »
(Vittorio Gassman)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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