Il gallo d'oro

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Il gallo d'oro
Bilibin stage.jpg
Scenografia di Ivan Bilibin
Titolo originale Золотой петушок
Lingua originale russo
Genere opera fantastica
Musica Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
Libretto Vladimir Bel'skij
Fonti letterarie Aleksandr Puškin, Washington Irving
Atti tre
Epoca di composizione 1906-1907
Prima rappr. 7 ottobre 1909
Teatro Opera Privata,
teatro Solodovnikov,
Mosca
Personaggi

Il gallo d'oro è l'ultima opera di Nikolaj Rimskij-Korsakov in un prologo, tre atti e un epilogo. Il libretto è di Vladimir Belskij, e si basa sul poema di Aleksandr Puškin Il racconto del gallo d'oro del 1834, che a sua volta si ispira a due capitoli dei Racconti dell'Alhambra di Washington Irving.

Storia della composizione e rappresentazioni[modifica | modifica wikitesto]

Rimskij-Korsakov considerava la sua opera precedente, La leggenda dell'invisibile città di Kitež e della fanciulla Fevronija, come il suo punto finale in questo genere, e, infatti, esso era stato definito "la summa della tradizione operistica nazionalista di Michail Glinka e del Gruppo dei Cinque"[1] Tuttavia la situazione politica in Russia del tempo lo ispirò per comporre "una satira tagliente dell'autocrazia, dell'imperialismo russo e della guerra russo-giapponese"[2].
Quattro fattori influenzarono il compositore nello scrivere l'opera:

  1. Puškin. Tutti gli altri lavori di Rimskij-Korsakov ispirati dal grande poeta, specialmente La favola dello zar Saltan, erano stati dei grandi successi. Anche nel Gallo d'oro si ritrova la stessa magia.
  2. Bilibin. Ivan Bilibin aveva già prodotto delle scene per Il gallo d'oro, con lo stesso gusto per il folclore tradizionale russo dello Zar Saltan.
  3. La guerra russo-giapponese. Sotto lo zar Nicola II la Russia combatté una guerra con il Giappone che fu altamente impopolare tra i russi, e si risolse in un disastro militare e una disfatta per la Russia (nell'opera lo zar Dodon decide follemente di attaccare uno stato confinante provocando grave disordine e spargimento di sangue. Lo zar stesso dedica più attenzione ai suoi piaceri personali, e fa una brutta fine).
  4. La rivoluzione russa del 1905. Molti russi non erano scontenti solamente della guerra col Giappone, ma anche delle loro misere condizioni di vita. Il 9 gennaio 1905 ci fu a San Pietroburgo una dimostrazione pacifica, guidata da un prete, davanti al Palazzo d'inverno per chiedere migliori condizioni di lavoro, che provocò un eccidio da parte delle truppe zariste: la giornata passò alla storia come la Domenica di sangue. La notizia provocò ulteriori disordini nel paese, tra cui il famoso ammutinamento della corazzata Potëmkin. Anche gli studenti del Conservatorio di San Pietroburgo dimostrarono contro lo zar, con il sostegno di Rimskij-Korsakov. Per questo egli fu rimosso dal suo ruolo alla guida del conservatorio: anche Aleksandr Glazunov e Anatolij Ljadov si dimisero per protesta.

Rimskij-Korsakov decise di creare un'opera per denunciare il disastroso regime zarista, e nel 1906 iniziò a lavorare al Gallo d'oro, terminandolo l'anno successivo. L'opera fu immediatamente censurata dal potere, essendo troppo lampante la somiglianza tra lo zar e il pazzo Dodon. Il compositore morì quindi prima di poter vedere l'opera rappresentata, il che accadde due anni più tardi.

Marina Frolova-Walker indica Il gallo d'oro come il precursore di quelle idee che avrebbero portato alle "anti-opere" moderniste del XX secolo, in Russia e non solo, quali L'amore delle tre melarance (1921) di Sergej Prokof'ev e Il naso (1930) di Dmitrij Šostakovič.[1]

La prima assoluta è stata il 7 ottobre 1909 all'Opera Privata, Teatro Solodovnikov di Mosca per la Zimin Opera.

Il successivo 6 novembre avviene la prima al Teatro Bol'šoj.

Nel Regno Unito la premiere è stata nel 1914 al Drury Lane (teatro) di Londra.

Negli Stati Uniti la premiere, di Le Coq d'or nella traduzione francese di Calvocoressi, è stata nel 1918 al Metropolitan Opera House di New York diretta da Pierre Monteux e presentata insieme a Cavalleria rusticana (opera) e fino al 1945 ha avuto 68 recite al Metropolitan.

Al Theatre Royal di Glasgow la premiere è nel 1918.

Al Royal Opera House, Covent Garden di Londra la premiere è stata nel 1919 per la Beecham Opera Company.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1933.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione ha luogo in un tempo non specificato in un luogo fantastico, anche se effettivamente una città chiamata Šemacha (Şamaxı) esiste e si trova in Azerbaigian. Al tempo di Puškin la città era importante, essendo la capitale di quello che stava per diventare il Governatorato di Baku. Ma il regno presente nel suo poema ha poco a che fare con la città reale ed il suo territorio: è verosimile che Puškin abbia scelto quel nome solo per dare una connotazione esotica ad un regno inventato.

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Dopo una citazione orchestrale dei principali leitmotiv dell'opera, un misterioso astrologo esce dal sipario per annunciare al pubblico che, sebbene stia per essere rappresentata una favola di un tempo molto lontano, essa ha comunque una morale vera e valida.

Atto I[modifica | modifica wikitesto]

Lo zar Dodon è convinto che il suo regno sia in pericolo a causa del vicino stato di Šemacha, governato da una bella zarina. Chiede il consiglio di un astrologo, che gli porta un magico gallo d'oro per proteggere gli interessi dello stato. Quando il gallo conferma che la zarina di Šemacha nutre ambizioni territoriali, Dodon decide di effettuare un attacco preventivo, inviando il suo esercito sotto il comando dei suoi due figli.

Atto II[modifica | modifica wikitesto]

Lo zar Dodon incontra la zarina di Šemacha

I figli dello zar sono così inetti che riescono ad uccidersi l'un l'altro in battaglia. Dodon decide di prendere il comando dell'esercito, ma il gallo d'oro afferma che lo zar rimarrà infatuato dalla zarina nemica, non appena la vedrà. La zarina incoraggia la cosa eseguendo una danza molto seducente, alla quale Dodon tenta molto goffamente di prendere parte. La zarina capisce che potrà avere il regno di Dodon senza ulteriori scontri: fa in modo che Dodon la chieda in sposa ed accetta timidamente la proposta.

Atto III[modifica | modifica wikitesto]

La scena finale inizia con la processione nuziale in tutto il suo splendore. Verso la fine compare l'astrologo per ricordare a Dodon la sua promessa: se i guai del regno avessero trovato una soluzione felice, egli avrebbe potuto chiedere allo zar qualunque cosa avesse voluto. Lo zar acconsente e l'astrologo chiede la regina di Šemacha, al che Dodon, furibondo, lo colpisce. Il gallo d'oro, fedele al suo padrone, si avventa sullo zar beccandolo alla giugulare. Il cielo si oscura. Quando la luce ritorna, la regina ed il gallo sono andati via.

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L'astrologo esce ancora dal sipario per annunciare la fine della storia, ricordando al pubblico che ciò che hanno appena visto è solo mera illusione, e che solo lui e la zarina sono vivi e reali.

Opere derivate[modifica | modifica wikitesto]

Rimskij-Korsakov ricavò un arrangiamento da concerto:

  • Introduzione e marcia nuziale dall'opera Il gallo d'oro (1907)

Dopo la morte del compositore A. Glazunov e M. Steinberg ricavarono una suite dall'opera:

  • Quattro quadri musicali dall'opera Il gallo d'oro
  1. Lo zar Dodon a casa sua
  2. Lo zar Dodon in marcia
  3. Lo zar Dodon con la zarina di Šemacha
  4. Il matrimonio e la triste fine di Dodon

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • The Golden Cockerel - Legend of the Invisible City of Kitezh and the Maiden Fevroniya - Alexei Korolev/Alexander Polyakov/Gennady Pishchayev/Yuri Yelnikov/Leonid Ktitorov/Moscow Radio Chorus/Alexey Kovalev/Yevgeny Akulov/Klara Kadinskaya/Moscow Radio Symphony Orchestra/Nina Polyakova/Antonina Kleshcheva/Evgeny Svetlanov, 2012 Naxos

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marina Frolova-Walker, 11. Russian opera; The first stirrings of modernism in Mervyn Cooke (a cura di), The Cambridge Companion to Twentieth-Century Opera, London, Cambridge University Press, 2005, p. 181, ISBN 0-521-78393-3.
  2. ^ Francis Maes, Arnold J. Pomerans and Erica Pomerans (translators), 8. "A Musical Conscience" Rimsky-Korsakov and the Belyayev Circle in A History of Russian Music: From Kamarinskaya to Babi Yar, Berkeley and Los Angeles, University of California Press [1996], 2002, p. 178, ISBN 0-520-21815-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
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