Il fuoco

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Il fuoco
D'Annunzio 2.jpg
Autore Gabriele D'Annunzio
1ª ed. originale 1900
Genere romanzo
Lingua originale italiano

Il fuoco è un romanzo di Gabriele D'Annunzio, pubblicato nel 1900.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio principale è Stelio Effrena, poeta giovane e geniale. L'azione si svolge a Venezia, nell'autunno del 1882. Il cognome del protagonista ha un significato: dal latino "Ex frenis", ovvero "senza freni".

Primo libro: L'Epifania del fuoco[modifica | modifica sorgente]

Questo capitolo racconta una serata in settembre. Stelio tiene un grande discorso al Palazzo Ducale di Venezia, davanti a un pubblico entusiasta. Spiega tutta la sua filosofia sull'arte e sulla creazione. L'arte, secondo lui, è sublime quando imita l'arte antica.

Stelio è accompagnato da un'attrice celebre: la Foscarina, che in questo primo libro viene ancora chiamata Perdita. È una bella donna, anche se non è più giovane, e ama Stelio fino all'abbandono della propria personalità. Pur sapendo che questo amore è in pericolo, presenta una donna giovane e bellissima a Stelio: la cantante Donatella Arvale.

In questa notte, Stelio e la Foscarina si incontrano nel giardino di quest'ultima e hanno un rapporto sessuale appassionato. Stelio poi se ne va e lascia la Foscarina disperata nel giardino.

Secondo libro: L'Impero del silenzio[modifica | modifica sorgente]

In questo capitolo, la Foscarina e stelio si ritrovano spesso nei loro palazzi per avere rapporti sessuali sempre più appassionati. Intanto, la Foscarina è sicura che lei non resterà l'unica amante del genio.

Una sera, Stelio con un suo amico è su una nave. Per caso, sulla nave si trova anche Richard Wagner, il compositore tedesco. Anche se Stelio disprezza la cultura germanica e glorifica la cultura latina, ammira il grande compositore, che per lui è l'incarnazione del genio artistico. Ma Wagner è vecchio e malato, e subisce un colpo apoplettico. Stelio e il suo amico lo soccorrono e lo fanno scendere dalla nave. Per loro, questo incidente è una prova della superiorità dell'arte.

La volontà della Foscarina di servire, di sottomettersi all'arte dell'amato, diventa più grande. Tutti e due, la Foscarina e Stelio, vogliono creare qualcosa di superiore all'amore. Stelio parla del Superuomo. Alla fine, la Foscarina decide di lasciare Stelio per fare viaggi nel mondo, allo scopo di renderlo libero nelle sue creazioni poetiche. Stelio riceve la notizia della morte di Richard Wagner nel palazzo Vendramin. Lui e i suoi discepoli fanno il corteo funebre per il grande compositore.

La commossa e commovente descrizione del trasporto della salma di Wagner da palazzo Vendramin alla stazione ferroviaria altro non sembra essere che semplice trasposizione del reale da parte di un testimone, in quanto Gabriele d'Annunzio pretese di esser stato, non ancora ventenne (1883), tra i sei portatori a spalla del feretro del grande musicista. Invece fu un'invenzione del Vate.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

L'autore, il titolo, la storia e le indiscrezioni che hanno preceduto la pubblicazione, tutto concorre a far pensare che le pagine del romanzo raccontino l'amore di cui tutti all'epoca parlavano. L'amore tra l'uomo e la donna allora più famosi: D'Annunzio ed Eleonora Duse.

Un amico della Duse, avendo letto il manoscritto, l'aveva scongiurata di non permettere la pubblicazione. Lei aveva risposto: «conosco il romanzo ho autorizzato la stampa perché la mia sofferenza, qualunque essa sia, non conta, quando si tratta di dare un altro capolavoro alla letteratura italiana: E poi, ho quarant'anni e amo»[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

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