Il discorso del re

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il discorso del re
Il discorso del re.png
Da sinistra: Helena Bonham Carter, Colin Firth e Geoffrey Rush in una scena del film.
Titolo originale The King's Speech
Lingua originale inglese
Paese di produzione Regno Unito, Australia
Anno 2010
Durata 118 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere biografico, drammatico, storico
Regia Tom Hooper
Sceneggiatura David Seidler
Produttore Iain Canning, Emile Sherman, Gareth Unwin, Peter Heslop (co-produttore), Simon Egan (co-produttore), Charles Dorfman (produttore associato)
Produttore esecutivo Geoffrey Rush, Tim Smith, Paul Brett, Mark Foligno, Harvey Weinstein, Bob Weinstein
Casa di produzione See-Saw Films, Bedlam Productions
Distribuzione (Italia) Eagle Pictures
Fotografia Danny Cohen
Montaggio Tariq Anwar
Musiche Alexandre Desplat
Scenografia Eve Stewart
Costumi Jenny Beavan
Trucco Frances Hannon
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il discorso del re (The King's Speech) è un film del 2010 diretto da Tom Hooper.

Interpretato da Colin Firth, Geoffrey Rush, Helena Bonham Carter e Guy Pearce, il film, ispirato a una storia vera, ruota attorno ai problemi di balbuzie di re Giorgio VI e al rapporto con il logopedista Lionel Logue, che l'ebbe in cura.

Il film ha vinto il premio del pubblico al Toronto International Film Festival,[1] 5 British Independent Film Awards 2010 (su 8 nomination), ha ottenuto 7 candidature ai Golden Globe 2011 (una ha fruttato il Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico al protagonista Colin Firth), ben 7 BAFTA incluso miglior film dell'anno e miglior film britannico, nonché 4 premi Oscar su 12 candidature: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925 il principe Albert, Duca di York e secondo figlio di re Giorgio V, tiene il discorso di chiusura all'Empire Exhibition allo stadio di Wembley di Londra. Un evidente problema di balbuzie è fonte di grande disagio per il Principe e suscita forte imbarazzo nelle migliaia di persone presenti allo stadio. Dopo aver sperimentato svariate terapie e consultato numerosi logopedisti senza evidenti miglioramenti, il Principe sceglie di rinunciare a tenere in futuro altri discorsi in pubblico. In qualità di figlio cadetto, il suo ruolo istituzionale è secondario e gli lascia spazio da dedicare alla famiglia. Solo con la moglie Elizabeth e le figlie Margaret ed Elizabeth (la futura Elisabetta II), ancora bambine, i problemi di espressione vocale sembrano dimenticati. Diversamente avviene quando Albert si trova in presenza del padre, Re Giorgio V, il cui temperamento autoritario sembra enfatizzare i già evidenti problemi di linguaggio del Principe.

La Duchessa di York si reca un giorno nello studio di Lionel Logue, terapeuta di origine australiana ed esperto nei problemi del linguaggio. Presentandosi sotto falso nome, la duchessa chiede di poter sottoporre il marito al metodo messo a punto da Logue. Il Principe accetta di incontrare il logopedista, ma è profondamente sfiduciato all'idea di sottoporsi all'ennesima terapia fallimentare. Per convincerlo della validità del proprio metodo, Logue - appassionato delle opere di Shakespeare - gli chiede di leggere ad alta voce un passo dell'Amleto, facendogli contemporaneamente ascoltare in cuffia musica a tutto volume. Seppur scettico e infastidito, il paziente esegue e Logue ne registra la voce. Ma il Principe, spazientito, interrompe anzitempo la seduta e se ne va, accettando però di portare con sé la registrazione appena eseguita. Solo in un secondo tempo, dopo avere ascoltato il disco - in cui scopre inaspettatamente di aver declamato il brano dell'Amleto in modo fluente - il Principe accetta di sottoporsi alla terapia.

Nella prima seduta, Logue stabilisce regole ben precise. In primo luogo chiede di poter instaurare con il paziente un rapporto confidenziale, senza regole di etichetta e formalismi: chiede di essere chiamato solo Lionel e di poter chiamare il Principe Bertie, soprannome fino ad allora usato solo in ambito familiare. Da quel momento, il Principe intraprende un elaborato percorso, fatto di esercizi di rilassamento muscolare e di controllo del respiro, accompagnati da esercizi di movimento della lingua e di pronuncia.

Alla morte di Giorgio V, il principe di Galles sale al trono come re Edoardo VIII. La condotta del nuovo Re alimenta però grandi riserve: egli è intenzionato a sposare Wallis Simpson, un'americana già due volte divorziata. Albert mette in guardia il fratello: in quanto re e capo della Chiesa del Regno Unito non gli sarà concesso sposare una donna divorziata.

Il rapporto tra Lionel e Bertie si fa sempre più stretto e confidenziale, e Logue prova a indagare le radici psicologiche del problema del Principe. Riemergono episodi personali, legati all'infanzia e all'adolescenza di Bertie, dai quali il logopedista intuisce l'origine della balbuzie. Logue è convinto che il Principe potrebbe essere un ottimo Re, nell'eventualità che il fratello Edoardo rinunci al titolo, e manifesta la propria opinione. Ma Bertie reagisce con fastidio a quello che ritiene un eccesso di confidenza e tronca il rapporto con lui.

Come previsto, per amore della sua futura moglie, re Edoardo abdica in favore del fratello, che viene designato Re con il nome di Giorgio VI. In qualità di sovrano di un grande impero, ora Albert non può più sottrarsi a incontri e discorsi in pubblico. Scusandosi per le incomprensioni passate, chiede a Logue di poter riprendere la terapia.

Intanto fervono i preparativi per la cerimonia di incoronazione all'Abbazia di Westminster. L'arcivescovo Cosmo Lang non gradisce la presenza di Logue e fa svolgere indagini sul suo passato. Il Re scopre così che l'amico non è un vero medico, ma un attore fallito e lo affronta. Lionel risponde di non averlo mai tratto in inganno: egli non ha mai vantato lauree o titoli accademici, dichiarandosi sempre solo un "esperto in terapia del linguaggio". La sua è un'esperienza acquisita sul campo con anni di lavoro, tra cui quello svolto subito dopo la Grande Guerra coi numerosi soldati che presentavano problemi del linguaggio, evidentemente per effetto dei gravi traumi subiti. Bertie gli concede di nuovo fiducia e la cerimonia di incoronazione si svolge senza problemi.

Al momento della dichiarazione di guerra alla Germania del 1939, Giorgio VI convoca Logue a Buckingham Palace per preparare il discorso alla nazione da trasmettere via radio. Nonostante la difficoltà del momento e la grande emozione, Logue riesce a calmare il Re e gli rimane a fianco durante la lettura del discorso, accompagnandolo con gesti ritmici e aiutandolo con lo sguardo a mettere in pratica le tecniche imparate.

Il discorso è un successo e suscita un forte impatto emotivo nella nazione. Dopo aver ringraziato Logue per il suo aiuto, il Re si affaccia al balcone di Buckingham Palace con la moglie e le figlie, per salutare le migliaia di persone accorse per applaudirlo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Colin Firth e Helena Bonham Carter sul set del film

Il progetto è concepito su una sceneggiatura di David Seidler, che durante il processo di sviluppo ha sperimentato una versione teatrale. Con il supporto del UK Film Council, che ha stanziato 1 milione di sterline,[2] le riprese del film sono iniziate il 13 novembre 2009 e sono terminate il 17 gennaio 2010, dopo una lavorazione durata sette settimane. Dopo il periodo di post-produzione la versione definitiva del film è stata terminata il 31 agosto 2010.

Secondo quanto dichiarato dallo sceneggiatore del film David Seidler, la regina Elisabetta II avrebbe apprezzato la pellicola riconoscendone il valore storico ed etico.[3]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The King's Speech: Original Motion Picture Soundtrack.

La colonna sonora del film è stata composta da Alexandre Desplat. L'album, intitolato The King's Speech: Original Motion Picture Soundtrack è distribuito sotto l'etichetta Decca Records. Di seguito le tracce contenute nell'album:

  1. Lionel and Bertie - 2:11
  2. The King's Speech - 3:54
  3. My Kingdom, My Rules - 2:51
  4. The King is Dead - 2:06
  5. Memories of Childhood - 3:36
  6. King George VI - 3:05
  7. The Royal Household - 1:43
  8. Queen Elizabeth - 3:35
  9. Fear e Suspicion - 3:24
  10. The Rehearsal - 1:42
  11. The Threat of War - 3:56
  12. Speaking Unto Nations - Sinfonia n. 7 (Beethoven) - Secondo movimento, allegretto - 5:03
  13. Epilogue - Concerto per pianoforte e orchestra n. 5, Op. 73, L'Imperatore - Secondo movimento, adagio un poco mosso - 3:56

Durante il film è presente l'Ouverture de Le nozze di Figaro e il Concerto per clarinetto KV 622 di Mozart[4], inserito in cuffia al Principe nel momento in cui legge l'Amleto.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

La prima mondiale del film è avvenuta negli Stati Uniti il 4 settembre 2010 al Telluride Film Festival, successivamente è stato presentato al Toronto International Film Festival, dove ha ottenuto una standing ovation.[5] Alla manifestazione canadese il film ha vinto il People's Choice Award.[6]

L'uscita nelle sale cinematografiche statunitensi è avvenuta il 26 novembre 2010 attraverso la The Weinstein Company, che ha distribuito la pellicola anche in America Latina, Cina, Francia e Germania.

In Italia il film è uscito nelle sale cinematografiche il 28 gennaio 2011, su distribuzione Eagle Pictures.[7]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha incassato in tutto il mondo la cifra di 405.449.190 dollari.[8]

Anche in Italia ha ottenuto un grande successo di pubblico, incassando 8.220.970 Euro (si colloca al sesto posto in classifica nella stagione). [9]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The King's Speech vince il Toronto Film Festival, badtaste.it, 19 settembre 2010. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  2. ^ (EN) Firth movie lands Toronto Film Festival prize, BBC News, 20 settembre 2010. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  3. ^ Anastasia Mazzia, La regina Elisabetta loda Il Discorso del Re, 6 febbraio 2011. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  4. ^ (EN) Soundtracks for 'Il discorso del re', imdb.com. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  5. ^ (EN) Roger Friedman, Colin Firth Gets Best 50th Birthday Gift, Showbiz411.com, 11 settembre 2010. URL consultato il 7 febbraio 2011.
  6. ^ Diego Odello, The King’s speech vince al Toronto Film Festival 2010, ilcinemaniaco.com, 20 settembre 2010. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  7. ^ Il discorso del re, comingsoon.it. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  8. ^ (EN) The King's Speech (2010) - Box Office Mojo, boxofficemojo.com, 20 maggio 2011. URL consultato il 20 maggio 2011.
  9. ^ Fonte: L'Espresso - 19 aprile 2012 - pag. 76

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar al miglior film Successore
The Hurt Locker 2011 The Artist