Il diritto di uccidere
| Il diritto di uccidere | |
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Humphrey Bogart in una scena. |
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| Titolo originale | In a Lonely Place |
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | USA |
| Anno | 1950 |
| Durata | 94 min |
| Colore | B/N |
| Audio | sonoro |
| Rapporto | 1.37 : 1 |
| Genere | poliziesco |
| Regia | Nicholas Ray |
| Soggetto | Dorothy B. Hughes dal romanzo In a Lonely Place |
| Sceneggiatura | Edmund North, Andrew Solt |
| Produttore | Robert Lord |
| Casa di produzione | Columbia Pictures |
| Distribuzione (Italia) | CEIAD |
| Fotografia | Burnett Guffey |
| Montaggio | Viola Lawrence |
| Musiche | George Antheil |
| Scenografia | Robert Peterson |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori italiani | |
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Il diritto di uccidere è un film diretto nel 1950 da Nicholas Ray.
Indice |
Trama [modifica]
Dixon Steele è uno sceneggiatore cinematografico caduto in disgrazia. Creativo e brillante ma soggetto a scatti d'ira violenti, è alla continua ricerca di storie interessanti da adattare per lo schermo.
Accusato ingiustamente dell'omicidio di una guardarobiera, nel corso delle indagini svolte dalla polizia, Dixon conosce Laurel, una nuova e avvenente vicina di casa che testimonia in suo favore.
Tra i due nasce una storia d'amore, ma nella donna si insinua un dubbio quando viene a conoscenza di alcuni suoi precedenti. Terrorizzata dai suoi modi impulsivi, non sa sottrarsi alla sua corte perché teme di contrariarlo ma, nel corso di una discussione che diventa via via più animata, prende coraggio e gli rivela la sua sfiducia. Dixon ha una reazione incontrollata e sta per prenderla alla gola, ma proprio in quel momento riceve una telefonata dal suo agente che annuncia l'arresto del vero colpevole. Dixon sarà prosciolto da ogni accusa, ma è ormai troppo tardi per salvare la relazione tra lui e Laurel.
Critica [modifica]
Molto apprezzato dalla critica, il film non ottenne grandi incassi all'uscita nelle sale. Prodotto dalla casa indipendente gestita dallo stesso Bogart, doveva avere come protagonista femminile Lauren Bacall, già da qualche anno moglie di Bogart, ma la Warner, temendo di perdere mercato a favore delle produzioni indipendenti, non autorizzò la cessione e si dovette ripiegare su Gloria Grahame, moglie di Nicholas Ray ma già allora in procinto di divorzio.
A partire dagli anni settanta, la critica (soprattutto francese) riscopre il film e, oltre ad esaltare le indubbie qualità di Nicholas Ray come regista, rivaluta la prova di recitazione di entrambi i protagonisti, tanto che nel 2007 il film viene scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]
In una seconda uscita nelle sale italiane, al film venne dato il titolo di Paura senza perché.
Manifesti e locadine [modifica]
La realizzazione dei manifesti e delle locandine, del film, per l'Italia, fu affidata al grande pittore cartellonista Anselmo Ballester
Note [modifica]
- ^ (EN) Librarian of Congress Announces National Film Registry Selections for 2007. Library of Congress, 27 dicembre 2007. URL consultato in data 2 gennaio 2012.
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