Il dio del fiume

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Il dio del fiume
Titolo originale River God
Autore Wilbur Smith
1ª ed. originale 1993
Genere Romanzo
Sottogenere Avventura
Lingua originale inglese
Ambientazione Egitto

Il dio del fiume è un romanzo d'avventura di Wilbur Smith. Il primo di quattro libri di questa saga ambientati nella terra dei faraoni.

Indice

[modifica] Personaggi

[modifica] Protagonisti

  • Taita narratore del libro è uno schiavo dotato di grandissima intelligenza, infinita curiosità e ingegno multiforme. Eunuco, castrato in età adolescenziale, riserva un amore purissimo per la sua padrona, la nobile Lostris, per cui è disposto a fare di tutto. All'inizio del libro, è schiavo del nobile Intef, padre di Lostris, e viene poi ceduto a lei in dono per il suo matrimonio. È molto legato anche a Tanus che considera come un fratello. È un esperto in tutti i campi scientifici. È scriba, medico, architetto, inventore e artista.
  • Lostris è la figlia del perfido nobile Intef, bellissima e saggia. Innamorata fin da piccolissima del giovane Tanus Harrab, è costretta a sacrificare il suo amore per sposare il faraone Mamose. Ma grazie al suo schiavo Taita, Lostris riesce a superare le difficoltà che le si parano davanti. È madre del principe ereditario dell'Egitto, Memnone, poi Tamose e delle due principesse nate durante il viaggio verso la confluenza del Nilo Bianco e di quello Azzurro, Tehuti e Bakatha.
  • Tanus è figlio del nobile Pianki Harrab, il quale è stato ucciso per conto del nobile Intef che voleva diventare visir al suo posto. È un guerriero formidabile e umile suddito del faraone. Innamorato di Lostris cade in depressione quando lei sposa Mamose, ma grazie al fido Taita continuerà a combattere per servire il suo re e la sua regina. È il vero padre del principe ereditario Memnone a cui cederà prima di morire la spada azzurra. Capo delle guardie del coccodrillo azzurro e, successivamente, di tutte le armate egizie, compirà grandi imprese e verrà ricordato come Akh-Horus (fratello di Horus).

[modifica] Secondari

  • Intef, malvagio padre di Lostris e visir d'Egitto, traditore della corona doppia e dalle tendenze omosessuali; ha il palazzo dove risiede a Karnak, presso Tebe.
  • Rasfer, servo di Intef e carnefice di stato. Ha castrato lui lo schiavo Taita;
  • Mamose VIII, vecchio faraone e marito di Lostris, uomo mite e gentile, ma dalla mentalità ristretta e basata sulla speranza di una dignitosa vita nell'oltretomba e di un figlio maschio.
  • Memnone/faraone Tamose è figlio di Lostris e Tanus, anche se crede di essere figlio di Mamose. Verrà concepito in una grotta della necropoli di Tras durante una caccia coi ghepardi;
  • Masara, giovane etiope della quale Memnone si innamora. Verrà istruita da Taita, che le insegnerà l'egizio;
  • Kratas, Remrem e Astes, sono tre generali dell'armata egizia provenienti dal reggimento del coccodrillo azzurro; il primo in particolare è molto legato a Tanus, inizialmente comandante di tale reggimento.
  • Aton, guardiano dell'harem del faraone, anche lui è eunuco ed è, anche per questo, molto amico di Taita.
  • Hui, ex Averla, graziato da Tanus per essersi pentito e aver collaborato per l'annientamento delle bande. Conosce bene i cavalli perché da bambino è stato rapito e portato nelle pianure orientali, oltre l'Eufrate, dov'era stato stalliere.
  • Beni-Jon e Arkoun, due re etiopi avversari; il primo è padre di Masara e il secondo gliel'ha rapita e pretende un grande riscatto.
  • Tehuti e Bakatha, figlie di Tanus e Lostris, vengono dichiarate "concepite dal fantasma del re Mamose"

[modifica] Trama

Manca poco alla festività di Osiride e Taita, Lostris e Tanus partecipano a bordo del Soffio di Horus alla tradizionale caccia all'ippopotamo. Durante questa celebrazione, era solito che si formasse una grande folla alle rive del fiume e in questa impressionante e scalpitante mandria di persone affamate e desiderose della carne dell'ippopotamo, Taita perde le tracce dei due innamorati. Li cerca in molti luoghi, fino a tarda sera, quando pensa che il tempio di Hapi, il dio Nilo, fosse un bizzarro ma efficace nascondiglio. Il tempio di Hapi si trova su di un'isola, per questo si fa accompagnare in barca. Quando li trova li vede raccolti in preghiera e capisce che stanno unendo il loro amore di fronte alla dea Hapi, cui Lostris è stata consacrata da bambina e alla quale è molto devota. Taita smentisce le iniziali preoccupazioni. Lostris coglie l'occasione per dire al servo di chiedere il consenso alla loro unione al padre di lei, il nobile Intef. Quando Taita, consapevole della risposta del visir, presenta la richiesta, il padrone lo fa frustare da Rasfer e questo episodio gli ricorda molto la sua castrazione. Per la festività di Osiride, è rituale eseguire la rappresentazione del mito della triade tebana e il compito per l'esecuzione è stato affidato a Taita che riscrive il copione e lo modernizza, con il consenso dei sacerdoti del dio e, con l'aggiunta dell'eccellente interpretazione di Lostris nella parte di Iside e Tanus nella parte di Horus, delle realistiche scenografie e degli episodi di vero combattimento e massacro in cui colui che interpretava Osiride, un criminale, è rimasto ucciso da Rasfer che interpretava Seth e lo ha veramente tagliato in quattordici pezzi davanti al pubblico ammutolito e affascinato. Alla fine della rappresentazione, Tanus, sconvolge tutti proclamando un discorso che denuncia tutti i problemi dell'Egitto di allora e fa questo dinnanzi al faraone che ascoltandolo, rimane preoccupato dalla verità delle sue parole. La notte seguente Tanus viene arrestato da Intef con l'accusa di ingiuria ed il guerriero non oppone resistenza alle guardie. Al termine della festività, il faraone, vedendo l'acclamazione del pubblico d'accordo con Tanus, decide, anziché incarcerarlo, di consegnargli il Sigillo del Falco e la missione di sradicare le Averle dall'Egitto.

Alcuni giorni dopo la visita del re presso la sua tomba, dove Taita sta preparando il tempio funerario mastodontico e ricolmo di tesori che il faraone ha richiesto per ottenere con certezza la vita nell'oltretomba, egli adocchia in modo particolare la figlia del visir, Lostris. Taita, senza volerlo, l'aveva posta in risalto in quei giorni, con la rappresentazione, con la bella figura che le aveva insegnato ad avere nei confronti degli altri per buona educazione e ora Mamose VIII la voleva come moglie per fare un nuovo tentativo di avere un figlio maschio. Così, Intef, che cerca di allontanarla da Tanus, coglie l'occasione e consente il matrimonio. Verso il finire della celebrazione, per vendicarsi col padre e soprattutto per non perdere i legami di amicizia che aveva col suo schiavo, Lostris decide di chiedere come dono di nozze Taita. È un duro colpo per Intef, che contro la volontà del servo, che contava molto poco, l'aveva reso il suo braccio destro in ogni atto malavitoso che compiva. Così Taita conosceva molto bene la fedina penale del visir e avrebbe potuto scagionarlo in ogni momento. Tanus scompare improvvisamente, servo e padrona si preoccupano e ne cercano subito le tracce, invano.


[modifica] Edizioni

Wilbur Smith, Il dio del fiume, [1], traduzione di Roberta Rambelli, Longanesi, 1993, pp. 600. ISBN 88-304-1129-9

[modifica] Voci correlate

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