Il dilemma di Drizzt

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« Rango: in tutto il mondo drow non esiste una parola più importante. »
(Drizzt Do'Urden)
Il dilemma di Drizzt
Titolo originale Homeland
Autore R. A. Salvatore
1ª ed. originale 1990
1ª ed. italiana 1992
Genere romanzo
Sottogenere fantasy
Lingua originale inglese
Serie Trilogia degli elfi scuri
Seguito da La fuga di Drizzt

Il dilemma di Drizzt è un romanzo fantasy del 1990 dello scrittore americano R. A. Salvatore, primo capitolo della Trilogia degli elfi scuri, dal nome dell'immaginaria razza del protagonista delle vicende narrate, ambientata nell'universo dei Forgotten Realms. Narra le vicende che circondano l'infanzia di Drizzt Do'Urden, nobile elfo scuro (drow) di Menzoberranzan.

Il romanzo è stato tradotto per la prima volta in italiano nel 1992.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La società sotterranea di Menzoberranzan (sede di ventimila elfi scuri) è crudele e spietata. Gestita da un consiglio dominante formato dalle matrone madri delle otto case più potenti della città è teatro di continue lotte di potere estremamente sanguinose in onore dell'infame dea ragno Lloth.

La vicenda inizia appunto con la distruzione di Casa DeVir del consiglio dominante da parte di casa Do'Urden fino ad allora decima come importanza. Durante l'assalto, matrona Malice (di casa Do'Urden) dà alla luce il suo terzogenito Drizzt. In procinto di sacrificarlo alla dea ragno viene fermata dalla morte del suo primogenito decidendo così di lasciarlo in vita.

Addestrato all'uso delle armi dal suo maestro e amico Zaknafein, Drizzt conserva un'innocenza estranea alla spietata società in cui vive che lo porterà sempre più ad isolarsi per conservere la propria identità. Coinvolto suo malgrado nei desideri di ascesa sociale della madre dovrà affrontare minacce continue da parte della quinta casa dominante che vede l'ormai nona casa Do'Urden come un nemico troppo pericoloso, e l'ultimo membro di casa DeVir, scampato fortuitamente dalla distruzione della sua casa.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]