Il diario di una cameriera (romanzo)

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Il diario di una cameriera
Titolo originale Le Journal d'une femme de chambre
Altri titoli Diario di una cameriera, Le memorie d'una cameriera, Memorie di una cameriera, Le memoria licenziose di una cameriera[1]
MirbeauChambermaidDiary.jpg
Edizione francese del 1915
Autore Octave Mirbeau
1ª ed. originale 1900
Genere romanzo
Sottogenere realista, critica sociale
Lingua originale francese
Ambientazione Normandia e Parigi, anni 1890
Protagonisti la cameriera Célestine

Il diario di una cameriera, pubblicato in Italia anche con i titoli Diario di una cameriera, Le memorie d'una cameriera, Memorie di una cameriera, Le memorie licenziose di una cameriera[1] (Le Journal d'une femme de chambre) è un romanzo francese di Octave Mirbeau, pubblicato nel luglio 1900, alla fine dell'affare Dreyfus.

Le memorie d'una cameriera, 1901

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mirbeau dà la parola ad una cameriera, Celestina, cosa che in sé stessa è sovversiva, e attraverso il suo sguardo lucido ci fa vedere il mondo ripugnante dei potenti e della gente "per bene"; durante questo sordido viaggio nelle case borghesi viste dalle cucine, ci fa scoprire il lato oscuro della società francese della Belle Époque : "Ah! posso vantarmi di averne viste di case, di facce, di anime nere... e non è finita... visto il modo, veramente straordinario, vertiginoso, in cui mi sono avvicendata, qui e là, di volta in volta, dalle case agli uffici e dagli uffici alle case, dal bois de Boulogne alla Bastiglia, dall'observatoire a Montmartre, dai Ternes ai Gobelins, dappertutto, senza potermi mai fermare da nessuna parte."

Il romanziere strappa la maschera di respettabilità delle classi dominanti, e denuncia la scandalosa condizione dei domestici, forma moderna della schiavitù. La nausea dei lettori dovrebbe spingerli alla ribellione contra una società putrida, dove i poveri sono implacabilmente schiacciati dai ricchi.

La dedica[modifica | modifica wikitesto]

Octave Mirbeau dedica il libro a Jules Huret e ne sintetizza così il contenuto[2]:

(FR)
« A MONSIEUR JULES HURET
Mon cher ami,
En tête de ces pages, j'ai voulu, pour deux raisons très fortes et très précises, inscrire votre nom. D'abord, pour que vous sachiez combien votre nom m'est cher. Ensuite,—je le dis avec un tranquille orgueil,—parce que vous aimerez ce livre. Et ce livre, malgré tous ses défauts, vous l'aimerez, parce que c'est un livre sans hypocrisie, parce que c'est de la vie, et de la vie comme nous la comprenons, vous et moi... J'ai toujours présentes à l'esprit, mon cher Huret, beaucoup des figures, si étrangement humaines, que vous fîtes défiler dans une longue suite d'études sociales et littéraires. Elles me hantent. C'est que nul mieux que vous, et plus profondément que vous, n'a senti, devant les masques humains, cette tristesse et ce comique d'être un homme... Tristesse qui fait rire, comique qui fait pleurer les âmes hautes, puissiez-vous les retrouver ici... »
(IT)
« Al signor Jules Huret
Caro amico,
ho voluto che il suo nome aprisse queste pagine per una serie di ragioni molto importanti e precise. Innanzitutto perché desidero che lei sappia quanto mi è caro il suo nome. E poi - lo dico con sereno orgoglio - perché questo libro le piacerà. E le piacerà perché, pur con tutti i suoi difetti, è un libro senza ipocrisia, perché è fatto di vita, e di vita quale lei ed io la concepiamo...

Ho sempre in mente, caro Huret, le figure così varie e così straordinariamente umane che lei ha fatto sfilare in una lunga serie di studi sociali e letterari. Ne sono ossessionato. Nessuno meglio di lei, e più profondamente di lei, ha infatti sentito, davanti alle maschere umane, la tristezza e la comicità di essere uomini...Quella tristezza che fa ridere, quella comicità che fa piangere le anime nobili, possa lei ritrovarla qui. »

(Octave Mirbeau, maggio 1900.)

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Due liberi adattamenti cinematografici sono stati realizzati da Jean Renoir (1946) e Luis Buñuel (1964).

Traduzioni[modifica | modifica wikitesto]

Jean Launois, 1935

Da 1901 a 2000 sono state pubblicate tredici traduzioni italiane del diario di Celestina, alcune sono intitolate Le Memorie di una cameriera.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Octave Mirbeau, Il diario di una cameriera, Fasquelle, 1900, pp. 520.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Catalogo SBN. URL consultato il 24-10-201.
  2. ^ Octave Mirbeau, Diario di una cameriera, Mondadori, Milano 1982, traduzione di Roberta Maccagnani, p. 15.

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