Il curioso indiscreto

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Il curioso indiscreto
Lingua originale italiano
Genere dramma giocoso
Musica Pasquale Anfossi
Libretto Giovanni Bertati
Fonti letterarie Don Chisciotte di Miguel de Cervantes
Atti tre
Prima rappr. febbraio 1777
Teatro Teatro delle Dame, Roma
Versioni successive
Teatro Marsigli-Rossi a Bologna
Teatro di Via del Cocomero a Firenze
Teatro di San Samuele a Venezia
Teatro della Fortuna a Fano
Teatro del Leone a Jesi
Teatro Ducale a Modena
Holztheater a Rovereto
Nuovo Teatro a Monza
Teatro Carignano a Torino
Teatro dell'Accademia Filarmonica a Verona
Personaggi
  • marchese Calandrano (basso), destinato sposo di Clorinda
  • Clorinda (soprano), promessa sposa del marchese Calandrano
  • Contino di Ripaverde (tenore), amico del marchese e amante prima di Emilia e poi di Clorinda
  • Emilia (soprano), nipote del marchese, contesa fra Contino e Aurelio
  • Aurelio (tenore), amico del marchese e innamorato di Emilia
  • Prospero (basso), maggiordomo e servitore di Clorinda
  • Serpina (soprano), cameriera di Clorinda

Il curioso indiscreto è un dramma giocoso di Pasquale Anfossi su libretto di Giovanni Bertati,[1] il quale usa come fonte letteraria il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.[2]

Rappresentazioni[modifica | modifica sorgente]

Fu messo in scena per la prima volta durante il carnevale nel febbraio 1777 al Teatro delle Dame di Roma, con interpreti esclusivamente maschili: Agostino Lipparini (marchese Calandrano), Tommaso Galeazzi (Clorinda), Vincenzo Calvesi (Contino di Ripaverde), Gaetano Quistapace (Emilia), Pietro Natali (Aurelio), Luigi Tasca (Prospero) e Lorenzo Neroni (Serpina). Riscosse subito un grande successo, soprattutto in Italia settentrionale e centrale, tanto che fra il 1777 e il 1792 fu ripreso ben 34 volte, anche al di fuori dei confini italiani: debuttò a Dresda e a Parigi nel 1778, a Barcellona nel 1780, a Praga e in Ungheria nel 1782, a Vienna nel 1783, a Londra nel 1784 e a Varsavia nel 1792.[3]

Tra le numerose riprese si ricordano in particolare:

  • quella dell'ottobre 1782 al Castello di Esterháza (in Ungheria), messa in scena da Franz Joseph Haydn che apportò alcune modifiche all'aria di Emilia del primo atto (scena 8) Deh, frenate i mesti accenti;
  • quella del 30 giugno 1783 al Burgtheater di Vienna, nella quale Wolfgang Amadeus Mozart inserì tre sue arie "sostitutive":[4] Vorrei spiegarti, oh Dio Kv 418, No, che non sei capace Kv 419 (entrambe per la soprano Aloysia Weber, cantante da lui corteggiata prima che divenisse sua cognata) e, non eseguita, Per pietà non ricercate Kv 420 (dedicata al tenore Valentin Adamberger).[5]

In tempi moderni le uniche rappresentazioni di questo lavoro si sono tenute presso il Mozarteum di Salisburgo il 20 gennaio 1984 e al Festival di Fermo il 28 e 30 luglio 1991.[6] Numerose al contrario le proposte concertistiche e da segnalare la produzione teatrale del 2011, fra goliardia e sperimentalismo, dello Schweizer Opernstudio dell'Hochschule der Künste di Berna.[7]

Trama[modifica | modifica sorgente]

L'opera, ambientata a Genova e dintorni, è un intreccio di equivoci, incroci sentimentali e peripezie amorose fra amanti diversi. Clorinda, dama milanese, è destinata in matrimonio al marchese Calandrano di Genova, uomo curioso di carattere. Non appena Clorinda giunge nella capitale ligure per i preparativi delle nozze, è messa subito alla prova dal suo promesso sposo, curioso di verificare la fedeltà e la costanza della sua futura consorte: perciò il marchese induce l'amico Contino di Ripaverde a fingersi innamorato di lei. In effetti Clorinda s'innamora di Contino, che però è già impegnato in una relazione con Emilia, nipote di Calandrano. Quest'ultima, a sua volta, rientra nelle mire di Aurelio. Alla fine il marchese Calandrano sarà punito dalla sua stessa curiosità: infatti nel terzo e ultimo atto verrà sancita la triplice unione fra Clorinda e Contino, Emilia e Aurelio, Serpina e Prospero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Otto Michtner nel suo libro Das alte Burgtheater als Opernbühne - (DE) , Vienna, 1970 - menziona come librettista Giovanni Bertati, mentre il New Grove Dictionary of Music and Musicians - (EN) , Londra, 2000 - riporta come librettisti sia Bertati che Giuseppe Petrosellini (cfr. Angermüller, cit., p. 122).
  2. ^ "La novella del Curioso Indiscreto" è narrata nei capitoli XXXIII e XXXIV del Don Chisciotte, il cui testo è disponibile anche su Wikisource.
  3. ^ Angermüller, cit., pp. 119-121.
  4. ^ All'epoca «era costume che un'opera venisse sempre adattata alle esigenze della locale compagnia di canto, talvolta anche con l'apposita composizione di nuove arie realizzata da qualche compositore locale» (Arrigo Quattrocchi, "Guida all'ascolto di Vorrei spiegarvi, oh Dio", riportata nel sito dell'Orchestra Virtuale del Flaminio).
  5. ^ Dettagli sul«l'inganno perpetrato da Salieri ai danni di Adamberger per convincerlo a non eseguire l'Aria per lui composta» e sulle altre arie "sostitutive" si trovano in Federico Pirani, "Guida all'ascolto di Vorrei spiegarvi, oh Dio", riportata nel già citato sito dell'Orchestra Virtuale del Flaminio.
  6. ^ Angelo Foletto, "Un'opera rara con il tocco di Amadeus", su la Repubblica del 4 agosto 1991, p. 26.
  7. ^ Video su YouTube.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Bertati, Il curioso indiscreto (dramma giocoso per musica da rappresentarsi nel Teatro delle Dame il carnevale dell'anno 1777. Dedicato a sua eccellenza la signora principessa donna Giuliana Falconieri Santacroce... La musica è del signor Pasquale Anfossi maestro di cappella napolitano), Roma, Arcangelo Casaletti a Sant'Eustachio, 1777.
  • (EN) Antonio Andrei e Pasquale Anfossi, Il Curioso Indiscreto. A Comic Opera, as Performed at the King's Theatre, in the Hay-Market, Londra, Reynell, 1784.
  • (DE) Rudolph Angermüller, "Pasquale Anfossis Il curioso indiscreto in Rovereto (1778)", in Atti dell'Accademia Roveretana degli Agiati, 252 (2002), 8, vol. 2, pp. 119-145 (il testo è consultabile sul sito dell'Accademia Roveretana degli Agiati).

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

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