Il complotto contro l'America

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il complotto contro l'America
Titolo originale The Plot Against America
Autore Philip Roth
1ª ed. originale 2004
1ª ed. italiana 2005
Genere romanzo
Sottogenere ucronia
Lingua originale inglese

Il complotto contro l'America (The Plot Against America) è un romanzo fantapolitico del 2004 dello scrittore statunitense Philip Roth. La storia si presenta come una ucronia il cui punto di avvio è la vittoria di Charles Lindbergh alle elezioni presidenziali del 1940, evento che porta gli Stati Uniti a divenire quasi un alleato della Germania nazista.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La vicenda si svolge negli Stati Uniti, dove vive Philip Roth, un ragazzino ebreo che abita in un quartiere semita. L’autore immagina che alle elezioni presidenziali venga eletto Charles Lindbergh, un famoso aviatore di stampo antisemita, che proclama la pace dell’America e la sua neutralità nella seconda guerra mondiale. Per questi motivi stringe un patto di non aggressione con Hitler e con l'Imperatore Hirohito del Giappone.

In seguito all’elezione di Lindbergh, gli ebrei di tutta l’America temono ritorsioni antisemite e non credono più nella loro patria, intesa come ideale di libertà e uguaglianza. È così che Alvin, il cugino di Philip, decide di andare ad arruolarsi nelle forze militari canadesi che cercano di combattere lo strapotere della Germania in Europa. Tuttavia Alvin perde una gamba in combattimento e torna a casa in congedo per malattia portando con sé una protesi, che userà per camminare.

Intanto nella famiglia di Philip si stanno creando divergenze tra il padre e il fratello del protagonista, Sandy, che prende parte assieme a sua zia Evelyn a congressi di Just Folks, progetto sponsorizzato dal presidente che cerca apparentemente di integrare gli ebrei nella società, ma in realtà li vuole individuare e separare tra di loro, distruggendo quei piccoli “ghetti” come quello di Newark, cittadina in cui abita la famiglia Roth.

Nel frattempo, proprio a causa di uno dei progetti approvati da Lindbergh, molte famiglie ebree vengono trasferite in stati storicamente antisemiti, come il Kentucky, dove viene “invitata” a trasferirsi la famiglia di Seldon, uno dei migliori amici di Philip.

La situazione si aggrava ulteriormente quando viene ucciso Walter Winchell, uno dei principali giornalisti che si opponevano a Lindbergh, accusandolo di non rispettare la costituzione degli Stati Uniti e di essere uno “sporco nazista” per essersi alleato con Hitler. In seguito alla morte del giornalista si scatena infatti l’ira degli antisemiti e nasce quasi una “caccia all’ebreo”, che sfocia in 122 morti.

È in questo momento che Lindbergh scompare con il suo aereo e la presidenza degli Stati Uniti viene presa da Wheeler, che non cerca di fermare il pogrom, bensì lo alimenta. In seguito a settimane di eterna paura la moglie di Lindbergh chiede alla nazione di mantenere la calma e prega i membri del parlamento di togliere dalla carica di presidente Wheeler, che sta palesemente violando la carta costituzionale.

È così che i suoi desideri vengono esauditi e, in seguito alle elezioni torna a governare Franklin Delano Roosvelt che rimette pace in America, ma partecipa alla guerra europea, vincendo e facendo terminare il conflitto nel modo conosciuto.

Solo a questo punto si capisce veramente in che cosa consisteva il complotto: Lindbergh e sua moglie non erano altro che dei burattini nelle mani di Hitler, che aveva rapito loro il figlio e li minacciava di ucciderlo; il dittatore preparava i loro discorsi e apriva loro la strada verso la Casa Bianca, in modo da avere sotto controllo l’America ed assicurarsi che essa non attaccasse la Germania né nessun altro stato appartenente all’Asse. Si suppone che Lindbergh sia stato rapito e poi fatto sparire proprio dai tedeschi perché, anche se in apparenza stava mettendo in atto misure antisemite, in realtà non stava facendo granché, limitato dal suo sentimento di libertà e di uguaglianza americano.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Philip Roth, Il complotto contro l'America, ET 1 ed., Einaudi, 2005.

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

  • Rossi, Umberto. “Philip Roth: Complotto contro l’America o complotto americano?”, Pulp Libri #54, Marzo-Aprile 2005, pp. 4–7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]