Il circolo Pickwick

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Il circolo Pickwick
Titolo originale The Posthumous Papers
of the Pickwick Club
The Pickwick Papers - Project Gutenberg eText 19222.jpg
La copertina dell'edizione originale con l'autografo di Dickens
Autore Charles Dickens
1ª ed. originale 1836
Genere romanzo
Lingua originale inglese
Seguito da Le avventure di Oliver Twist
I luoghi attraversati dal Circolo Pickwick.
Mappa dei luoghi londinesi del Circolo Pickwick.

Il circolo Pickwick (The Posthumous Papers of the Pickwick Club, abbreviato in The Pickwick Papers, 1836) fu il primo romanzo dello scrittore inglese Charles Dickens. Viene considerato uno dei capolavori della letteratura britannica.

Il romanzo fu pubblicato a fascicoli, come molte altre opere dell'epoca, sia di Dickens che di altri autori. La pubblicazione dei fascicoli divenne, secondo Oreste del Buono e altre fonti, una sorta di evento: nelle famiglie, nei cortili, si aspettava che chi ne aveva i mezzi comperasse il fascicolo e lo leggesse a chi non ne aveva la possibilità.

Dickens, con umorismo e sagacia, inventa un ritratto eccentrico e nostalgico di un'Inghilterra di un'epoca umana e cordiale, immagine che verrà capovolta nei successivi romanzi, più drammatici, che rappresenteranno invece tutto il cinismo della società del suo tempo.

Storia editoriale[modifica | modifica sorgente]

Il circolo Pickwick fu pubblicato in 19 puntate distribuite in 20 mesi; l'ultimo fascicolo fu di doppia lunghezza e costò due scellini. In lutto per sua cognata, Mary Hogarth, Dickens mancò il numero del maggio 1837. I fascicoli venivano solitamente pubblicati alla fine del mese.

Essendo il primo romanzo dell'autore, Il circolo Pickwick ebbe una storia alquanto tormentata: i primi due numeri comprendevano quattro illustrazioni di Robert Seymour e da 24 pagine di testo; dopo il suicidio del disegnatore, quest'ultimo fu sostituito da Robert William Buss per il terzo fascicolo e la composizione dei numeri fu cambiata in due illustrazioni e 32 pagine di testo ognuno. Tuttavia, Buss non piacque e fu così sostituito a sua volta da Hablot Knight Browne per il quarto fascicolo; egli continuò a lavorare per l'autore per ben 23 anni. Il libro fu così popolare che molti altri artisti continuarono a creare disegni per esso senza il permesso dell'autore.

Numero Data Capitoli
I marzo 1836 1-2
II aprile 1836 3-5
III maggio 1836 6-8
IV giugno 1836 9-11
V luglio 1836 12-14
VI agosto 1836 15-17
VII settembre 1836 18-20
VIII ottobre 1836 21-23
IX novembre 1836 24-26
X dicembre 1836 27-28
XI gennaio 1837 29-31
XII febbraio 1837 32-33
XIII marzo 1837 34-36
XIV aprile 1837 37-39
XV giugno 1837 40-42
XVI luglio 1837 43-45
XVII agosto 1837 46-48
XVIII settembre 1837 49-51
XIX-XX ottobre 1837 52-57

Trama[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione (1836) di Robert Seymour per il 2º capitolo del romanzo, intitolata Mr. Winkle Soothes the Refractory Steed.

L'opera vuole essere un resoconto dei viaggi che il signor Samuel Pickwick, fondatore del circolo Pickwick, compie nel maggio 1827 assieme agli amici Nathaniel Winkle, Augustus Snodgrass e Tracy Tupman, attraverso l'Inghilterra del primo Ottocento con l'intenzione di descriverne gli abitanti, fra situazioni paradossali e personaggi bizzarri.

Fin dall'inizio delle loro avventure il gruppetto viene notato da Jingle e dal suo domestico Job Trotter, due abili delinquenti che non faticano ad ingannare e a mettere nei guai l'anziano gentiluomo e i suoi compagni. L'episodio principale del romanzo è tuttavia quello dell'incontro con Mr. Wardle, un gioviale e ricco gentiluomo di origini campagnole, che i viaggiatori incontrano durante una gita e di cui diventano buoni amici; torneranno a trovarlo più volte nel corso del racconto.

A Natale partecipano ad una caccia assieme a Wardle; in quest'occasione Pickwick si arrabbia con Winkle, che pur vantandosi della sua abilità col fucile, fa inavvertitamente, senza cattive intenzioni, partire un colpo verso un compagno di caccia (l'episodio si conclude senza gravi complicazioni). Durante tutte queste visite nascono anche degli amori: Snodgrass si innamora della figlia di Wardle, Emily, Winkle si invaghisce di Arabella, un'amica di Emily, e Tupman dalla sorella di lui, di nome Rachel. Tuttavia, Jingle decide di sposare Rachel e fugge con lei; Pickwick e Wardle scoprono il loro nascondiglio e pagano il furfante per abbandonare la signora, cosa che egli fa senza alcun rimorso, dato che la voleva sposare unicamente per la sua dote. Durante questo inseguimento Pickwick fa la conoscenza di Sam Weller, un onesto lustrascarpe che diventa suo domestico e, in breve, anche un suo grande amico.

Altro episodio significativo è la causa legale mossa ingiustamente a Pickwick per mancata promessa di matrimonio dalla sua padrona di casa, Miss Bardle, a causa di un equivoco e che si conclude con la condanna ad un risarcimento, nonostante la testimonianza di Winkle, che viene "gabbato" e messo in difficoltà dall'avvocato della signora. Pickwick però rifiuta di pagare, non per avarizia ma perché ritiene errata la pena, e viene rinchiuso nella prigione per debitori della Marshalsea[1], dove fra l'altro incontra un miserrimo Jingle. Riesce infine ad uscire di prigione (mentre la sua accusatrice si trova in difficoltà a pagare le spese legali) e tutto si conclude al meglio: ci sono i matrimoni tra le coppie che si sono formate nel corso del romanzo, e fra la cameriera Mary e Sam, e Pickwick, chiuso il circolo, vive felicemente coi suoi compagni.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Protagonisti[modifica | modifica sorgente]

Mr. Pickwick conosce il suo futuro servitore, Sam Weller
  • Samuel Pickwick: protagonista del romanzo, anziano uomo corpulento e gioviale, fondatore del Circolo Pickwick.
  • Augustus Snodgrass: membro del Circolo, si diletta con la poesia; sposa Emily, la figlia di Wardle.
  • Nathaniel Winkle: membro del Circolo, è un maldestro personaggio che si ritiene a torto un asso negli sport; alla fine del romanzo si unisce in matrimonio con Arabella, amica di Emily.
  • Tracy Tupman: membro del Circolo, è un attempato e rotondo gentiluomo piuttosto donnaiolo nonostante l'età, innamoratosi di Rachel Wardle non la sposa perché questa fugge con Jingle.
  • Sam Weller: onesto giovane, prima lustrascarpe presso una locanda, poi domestico e amico di Pickwick, ha un grande senso dell'umorismo; verso la fine del libro vengono celebrate le nozze con Mary, una graziosa cameriera.

Altri personaggi[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione (1836) di Robert Seymour per il 2º capitolo del romanzo, intitolata Mr. Pickwick in Chase of his Hat, Mr. Pickwick alla caccia del suo cappello
  • Wardle: gioviale gentiluomo di campagna, ospita più volte i membri del "Circolo Pickwick" a casa propria.
  • Jingle: truffatore, inganna più volte Samuel Pickwick e i suoi amici, arrivando a fuggire con Rachel Wardle; rinchiuso alla Marshalsea, malato e poverissimo, ormai quasi incapace di camminare, desta la compassione di Pickwick, che lo incontra quando anch'egli vi è rinchiuso.
  • Job Trotter: domestico di Jingle, delinquente al pari del padrone, sfoggia una divisa di colore rosso lampone.
  • Emily: graziosa figlia di Wardle e moglie di Snodgrass.
  • Arabella: amica di Emily, sposa Nathaniel Winkle.
  • Rachel Wardle: sorella del Wardle amico di Pickwick, prima corteggiata da Tupman e poi da Jingle, che però l'abbandona.
  • Mary: graziosa domestica nonché moglie di Sam Weller.
  • Miss Bardle: padrona di casa di Pickwick, gli muove causa legale per mancata promessa di matrimonio.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il cocchiere di Wardle, Joe, un ragazzo goloso che si addormenta di continuo, fu così famoso da dare il nome alla Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, chiamata ancora nel ventunesimo secolo "Sindrome di Pickwick".
  • Il personaggio Sam Weller è solito attribuire ad altri frasi spiritose che inventa lui stesso (un esempio di questo tipo di umorismo può essere, per esempio, la frase "non so se mi spiego, come disse il paracadute"); questo tipo di battuta è definito appunto "wellerismo" in onore al personaggio.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

In italiano il romanzo è stato pubblicato:

  • trad. di Federigo Verdinois, Treves, 1904
  • trad. di E. Sannio, Società editrice Insubria, 1906
  • trad. di E. Moreni, La casa d'Aldo, 1911
  • trad. di Silvio Spaventa Filippi, Battistelli, 1923; La nuova Italia, 1928; Sonzogno, 1930; Gherardo Casini, 1954 (con introduzione di Carlo Izzo); Rusconi Libri, 2007
  • trad. di Gian Dàuli, Modernissima, 1932; Aurora, 1936; Lucchi, 1968
  • trad. di Zoe Lampronti, Bietti, 1938
  • trad. di Ugo Dettore, Bianchi-Giovini, 1943; Mursia, 1966 (a cura di Felicina Rota); Garzanti, 1973 (con introduzione di Piergiorgio Bellocchio)
  • trad. di Augusto C. Dauphiné, Rizzoli, 1946; BUR, 1957; 2002 (con introduzione di Marisa Sestito)
  • trad. e riduzione di Rita Mortara, Paravia, 1956 (con il titolo Pickwick e soci)
  • trad. di Maria Franceschini Peperle, Utet, 1958 (con introduzione di Marcello Pagnini)
  • trad. di Bruno Paltrinieri, Fabbri, 1958 (ed. ridotta per ragazzi)
  • trad. di Renato Ferrari, De Agostini, 1963; Edizioni per il Club del libro, 1963
  • a cura di Ludovico Terzi, Adelphi, 1965 (con illustrazioni di Robert Seymour e Phiz); Oscar Mondadori, 1971; Bompiani, 1985; gli Adelphi, 1997
  • trad. di Paola Benedetti, Forum, 1965 (con guida alla lettura di Fausto Frati)
  • trad. di Luigi Viganò, Mursia, 1965 (ed. ridotta per ragazzi)
  • a cura di Elena Vita-Finzi, Malipiero, 1966 (ed. ridotta)
  • a cura di Ester Piazza, La Sorgente, 1967 (ed. ridotta)
  • a cura di Bianca Rossi, La Torre, 1967 (ed. ridotta); O. Barjes, 1969 (ed. ridotta)
  • a cura di Ada Marchesini Gobetti, La nuova Italia, 1968 (ed. ridotta)
  • trad. di Henry Furst, Tumminelli, 1968
  • trad. di Cristina Vignetti, Le Monnier, 1968 (a cura di Mansueto Lombardi-Lotti)
  • trad. di Valentina Bianconcini, Capitol, 1969 (ed. ridotta)
  • trad. di Frida Ballini, Paoline, 1972; Mondadori, 1997 (con introduzione di Gilbert Keith Chesterton)
  • trad. di Maria D'Albora Calabrese, Ferraro, 1982 (ed. ridotta)
  • trad. di Sergio Mancini, Peruzzo, 1986
  • trad. di Gianna Lonza, Garzanti, 1990
  • trad. a cura della Coop. sociale "A prima vista", 2002 (testo in braille)
  • trad. di Riccardo Reim, Newton Compton, 2006
  • trad. di Domenico Mantini, Dalai, 2011

Versioni radiotelevisive[modifica | modifica sorgente]

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Prigione ricorrente nelle opere di Dickens, come La piccola Dorrit, poiché la famiglia dell'autore vi era stata rinchiusa quando egli era ancora giovane, esperienza che aveva lasciato un profondo segno nella sua mente.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]